Poco prima della mezzanotte, i Carabinieri della Stazione di Perugia stavano svolgendo un normale servizio di prevenzione nei pressi della stazione ferroviaria di Fontivegge. Poi hanno udito delle urla provenire da via della Ferrovia. Quando sono arrivati, hanno trovato una studentessa italiana di 25 anni che raccontava di essere stata appena avvicinata da uno sconosciuto, palpeggiata e apostrofata con termini offensivi mentre camminava con la sorella. L’uomo era ancora lì nei paraggi. Ma nel momento in cui i militari lo hanno identificato, il 78enne di origini irachene ha perso il controllo: ha iniziato a insultare anche loro, ha tentato di strattonarli e colpirli al volto. È finito in manette per resistenza a pubblico ufficiale, e denunciato in libertà per violenza sessuale.
Non ci sono stati feriti. La Squadra di Intervento Operativo (SIO) dell’8° Reggimento “Lazio” di Roma, che quella notte affiancava i colleghi perugini, ha bloccato e neutralizzato l’uomo senza difficoltà. Ma la dinamica ha messo in luce un episodio che poteva facilmente degenerare. Secondo la ricostruzione dei militari, la vittima stava percorrendo via della Ferrovia insieme alla sorella quando il 78enne l’ha affiancata, l’ha palpeggiata e le ha rivolto frasi ingiuriose. La giovane ha subito gridato, attirando l’attenzione della pattuglia che si trovava a poche decine di metri.

Quando i Carabinieri lo hanno rintracciato – era ancora nelle vicinanze – l’uomo si è subito messo sulla difensiva. I militari lo hanno descritto in “evidente stato di alterazione psicofisica”, aggressivo e insofferente. Invece di sottoporsi al controllo, ha cominciato a insultare gli operanti e ha tentato di strattonarli e colpirli al volto. A quel punto è scattato l’intervento della SIO, che ha immobilizzato il 78enne senza causare nocumento ad alcuno.
“Abbiamo trovato la ragazza ancora sotto shock ma lucida, in grado di riferire con esattezza quanto accaduto”, ha spiegato una fonte investigativa. “La presenza della sorella ha permesso di ricostruire i dettagli senza margini di equivoco”. Il 78enne, di origini irachene, residente a Perugia e già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia, è stato condotto in caserma. Qui i militari hanno raccolto la denuncia formale della 25enne e ascoltato i testimoni, quindi lo hanno dichiarato in stato di arresto per resistenza a pubblico ufficiale e trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo. Contestualmente, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Perugia per il delitto di violenza sessuale.

Il giorno dopo si è celebrata l’udienza direttissima davanti al Giudice del Tribunale di Perugia. Il magistrato ha convalidato l’arresto, ritenendo legittimo il provvedimento restrittivo. Tuttavia, anziché disporre la custodia cautelare in carcere, ha scelto una misura meno afflittiva: “l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria”. L’uomo dovrà quindi presentarsi periodicamente agli uffici indicati, secondo un calendario imposto dall’autorità giudiziaria.
La Procura, da parte sua, dovrà ora decidere se procedere con l’azione penale per l’ipotesi di violenza sessuale – reato per cui il 78enne è stato solo denunciato in libertà – o se chiedere ulteriori accertamenti. Resta il fatto che la notte in via della Ferrovia ha riportato l’attenzione su Fontivegge, quartiere di Perugia che da anni convive con episodi di microcriminalità e degrado, e dove il viavai della stazione ferroviaria rende più complesso il lavoro di controllo. Per la studentessa di 25 anni, quella passeggiata con la sorella si è trasformata in una traumatica comparizione in tribunale. Per i Carabinieri, invece, è stata la conferma che anche un sopralluogo di routine può trasformarsi in un’operazione ad alta tensione.