15 Jan, 2026 - 14:20

Con la Notte degli Chef del Casagrande-Cesi di Terni la scuola umbra diventa crocevia dell’alta cucina

Con la Notte degli Chef del Casagrande-Cesi di Terni la scuola umbra diventa crocevia dell’alta cucina

La fragranza impareggiabile della cotenna di maiale soffiata ha ceduto il passo al tintinnio dei calici, l’odore della cipolla di Cannara estratto con un procedimento molecolare è stato sostituito dall'effluvio singolare e inedito di un semifreddo al miele e tartufo. Nella grande cucina dell’Istituto “Casagrande-Cesi”, i fornelli si sono spenti ieri sera dopo una cena che resterà nella memoria degli ospiti e nel bagaglio tecnico degli studenti. Le divise dei ragazzi dell'alberghiero ternano, ancora umide di fatica e soddisfazione, sono tornate negli armadietti volta dopo due giorni in cui la scuola non è stata più un semplice luogo di studio, ma un vibrante hub di alta formazione, cultura e futuro per l’enogastronomia umbra.

La seconda edizione de “La Notte degli Chef”, conclusasi con la cena di gala a quattro mani degli stellati Giulio Gigli e Andrea Impero, non è stata solo un successo di pubblico - con oltre mille presenze e tutti gli eventi sold out - ma un manifesto concreto di come la scuola possa farsi motore di sviluppo per un intero territorio.

Un'iniziativa promossa dall'Indirizzo di Enogastronomia del Casagrande con il contributo della Fondazione Carit

L’iniziativa, promossa dall’indirizzo Enogastronomia e resa possibile dal finanziamento della Fondazione Carit, si è articolata per la prima volta in un format rinnovato di due giornate, trasformando l’istituto in un punto di incontro irripetibile tra didattica, alta ristorazione, professionisti e istituzioni. A guidare questo complesso meccanismo, con mano esperta e visione, è stata la dirigente scolastica Marina Marini, vera anima e regista di un progetto che va ben oltre la vetrina. "Questo evento non è un fine, ma un metodo", ha spiegato tra un appuntamento e l’altro, osservando i suoi 400 studenti muoversi tra laboratori e sale. "Qui si mostra che l’eccellenza non è un traguardo distante, ma una strada che si percorre con competenza, umiltà e un lavoro di squadra concreto. È un’esperienza pedagogica totale".

A chiamare esperti e protagonisti a dare uan testimonianza di un evento unico nel panorama didattico nazionale, il giornalista e gourmand Massimo Laureti, che dopo anni di impegno per la promozione delle produzioni tipiche locali (a cominciare dal pampepato), collabora dalla prima edizione con il Casagrande. Con l'obiettivo di promuovere e valorizzare la qualità dell'offerta didattica e l'integrazione dell'istituto scolastico col mondo della ristorazione professionale. 

Una due giorni di contaminazione culturale: dalle masterclass al convegno

Il palinsesto della manifestazione è stato un mosaico di proposte che ha raccontato l’enogastronomia in ogni sua sfaccettatura. Prima della cena clou, l’istituto ha vissuto momenti di intensa formazione. Protagonisti sono stati chef di levatura come Marco Lagrimino, già alla guida de L’Acciuga di Perugia e oggi “chef sartoriale”, e Paolo Trippini, figura storica della gastronomia umbra, che hanno portato la loro esperienza nelle masterclass dedicate agli studenti e al pubblico. Accanto a loro, i bartender di AIBES Lazio–Umbria hanno proposto percorsi di mixology, mentre i sommelier dell’AIS Umbria hanno guidato degustazioni focalizzate sui vini del territorio.

Un momento di particolare rilievo è stato il convegno “Turismo esperienziale, cibo e salute”, un confronto tra esperti e rappresentanti istituzionali che ha approfondito il ruolo strategico del cibo come attrattore turistico e strumento di benessere. A fare da fil rouge a tutta la manifestazione, la presenza autorevole del critico Edoardo Raspelli, voce storica della gastronomia italiana e punto di riferimento per intere generazioni di appassionati. La sua partecipazione ha conferito prestigio e profondità culturale a ogni dibattito, ricordando che dietro ogni piatto c’è una storia, un territorio, una comunità.

La cena di gala: un dialogo tra memoria e avanguardia cucito dagli studenti

Il culmine della kermesse è stato il dinner show del 14 gennaio, una cena a quattro mani che ha visto protagonisti Andrea Impero di Elementi Fine Dining a BorgobrufaGiulio Gigli di Une a Capodacqua. I due chef, entrambi insigniti della Stella Michelin, hanno costruito un menu che è stato un dialogo serrato tra tecniche d’avanguardia e radici umbre.

Impero, chef con una carriera internazionale che l’ha portato dalle cucine di Don Alfonso Iaccarino a quelle di Mosca, ha portato in sala la sua “cucina di pensiero”, basata sulla ricerca dell’essenza e sul rispetto assoluto per la materia prima locale. Gigli, formatosi tra le brigate di templi gourmet come il Disfrutar di Barcellona e il tri-stellato Le 1947 in Francia, ha invece portato la sua visione di una “nuova cucina umbra”, dove sostenibilità, relazione con i produttori e memoria gastronomica si fondono in piatti di raro equilibrio.

Ma accanto alle due star i protagonisti operativi della serata sono stati gli allievi del Casagrande-Cesi. Hanno affiancato le brigate degli chef in ogni fase, dall’mise en place al servizio in sala, vivendo in prima persona pressione, ritmi e standard di un evento di altissimo livello. Hanno contribuito a preparare il “Porro confit, hollandaise, nocciole e melograno” di Gigli e impiattato lo straordinario “Piccione alla beccafico, sarde e scarole” di Impero. Hanno potuto toccare con mano la straordinaria tecnica (dieci ore di trattamento) necessaria per "soffiare" la cotenna di un'emozionante pasta e fagioli di Gigli. Hanno potuto assistere al processo molecolare di crioestrazione dei succhi di cipolla di Cannara stufata, che ha impreziosito i commoventi spaghettini di Impero. Un’esperienza che va ben oltre la didattica tradizionale. "È stato come assistere due maestri dell'arte al lavoro - raconta uno dei giovani impegnato in brigata -, e ci hanno trattato come futuri colleghi, non come matricole"..

Un patto tra scuola, istituzioni e territorio per il futuro della gastronomia umbra

Il successo dell’evento è stato anche il risultato di una solida rete di supporto istituzionale. Alla serata conclusiva erano presenti, tra gli altri, l’assessore allo sviluppo economico della Regione Francesco De Rebotti, il vicepresidente della Provincia di Terni Francesco Maria Ferranti, l’assessore alla scuola del Comune di Terni Viviana Altamura, la consigliera del ministro Valditara Valeria Alessandrini. Il vicepresidente Carlo Passalacqua ha rappresentato la Fondazione CARIT, finanziatore cruciale del progetto, mentre il professor Luigi Carlini è intervenuto per il Rotary Club. E ancora, il mondo dell’impresa e dello sport con Carmelo Campagna (presidente di Gepafin), Stefano Lupi (Confcommercio), Mauro Franceschini (Confartigianato) e Paolo Tagliavento, amministratore delegato della Ternana Women.

La Notte degli Chef 2026 si chiude così, lasciando in eredità più di una semplice cronaca. Lascia un modello: quello di una scuola che si fa agorà del gusto, che abbatte i muri tra aula e mondo del lavoro, che punta sulla contaminazione tra saperi come leva per la crescita dei propri studenti e del territorio. La dirigente Marina Marini e tutto lo staff hanno già annunciato di essere al lavoro per la terza edizione. Dopo una notte così luminosa, l’alba per la formazione enogastronomica umbra si preannuncia promettente.

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Federico Zacaglioni
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