Non è il solito incontro di prevenzione, né una lezione frontale calata dall’alto. È una strategia precisa, quasi un’operazione di intelligence sociale: usare i ragazzi come radar dentro le mura domestiche, trasformarli in primi sentinelle contro il rischio di finire nelle mani degli usurai. E così, a Norcia, la lotta all’usura cambia registro e si fa lezione di economia domestica tra i banchi di scuola.
Sono bastate poche ore, nell’aula magna dell’istituto omnicomprensivo “De Gasperi-Battaglia”, per ribaltare il paradigma tradizionale. Qui non si è parlato solo di reati o di denunce, ma di bilancio familiare, di tasso di interesse, di risparmio e di quella linea sottilissima tra un prestito per tirare avanti e la trappola dell’indebitamento. Nell’ambito della campagna “Formazione alla cultura della legalità”, il Capitano Simone Alfano, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Norcia, e i consulenti della Fondazione Umbria per la prevenzione dell’usura E.T.S. , guidata dall’ex procuratore generale Fausto Cardella, hanno scelto di puntare tutto su un esercito silenzioso: gli studenti delle superiori.
L’obiettivo, come spiegano gli stessi promotori, è costruire nel tempo un ecosistema territoriale più resiliente. Perché se è vero che le difficoltà economiche e le crisi di liquidità colpiscono spesso le famiglie e le microimprese in solitudine, è altrettanto vero che un ragazzo consapevole può diventare quello “scudo” in grado di intercettare il pericolo prima che sia troppo tardi. “Vogliamo che i ragazzi diventino veicoli di informazioni corrette”, ha ribadito il Capitano Alfano durante i lavori, “perché le nozioni apprese oggi, se portate dentro le case e tra le piccole attività, amplificano la portata della prevenzione”.

L’iniziativa di lunedì 24 marzo non nasce da un caso isolato, ma da un solco tracciato da tempo. È il frutto del protocollo d’intesa siglato tra il Comando Legione Carabinieri “Umbria” e la Fondazione Umbria per la prevenzione dell’usura, un’alleanza che unisce la capillarità delle Stazioni dell’Arma, presidi diffuse su tutto il territorio regionale, con la competenza specifica di economisti, avvocati e magistrati impegnati da anni nel fronte del sovraindebitamento.
Ad aprire i lavori nell’istituto diretto dalla dottoressa Rosella Tonti è stato proprio il Capitano Simone Alfano, che ha voluto sottolineare il senso profondo dell’operazione. “L’iniziativa trae origine dalla reciproca volontà dell’Arma e della Fondazione di collaborare, nell’ambito di valori condivisi”, ha spiegato il comandante della Compagnia nursina. “Il nostro obiettivo è garantire forme più ampie di protezione sociale, attraverso la diffusione di una cultura della legalità rivolta alla prevenzione dei rischi connessi a particolari situazioni di disagio economico”.
Una protezione che, nelle intenzioni dei relatori, deve essere attiva e partecipata. Non basta infatti che lo Stato intervenga a valle, quando il danno è già stato fatto. È a monte che si gioca la partita più importante: nell’educazione a non confondere il credito facile con una soluzione, nella capacità di leggere un contratto o di riconoscere i segnali di una spirale di indebitamento.
Fausto Cardella, oggi presidente della Fondazione ma con una lunga carriera alle spalle come Procuratore Generale della Repubblica di Perugia, ha messo in luce il valore aggiunto dell’operazione. “Il prestigio e l’utilità dell’Arma dei Carabinieri”, ha detto Cardella rivolto agli studenti, “risiedono nella loro capacità, con le Stazioni dislocate capillarmente su tutto il territorio, di diffondere questi messaggi di prevenzione e sicurezza su vasta scala. Rivolgersi a voi giovani è fondamentale perché siete voi i principali veicolatori delle informazioni nel contesto familiare”.

Se la cornice è quella della legalità, il cuore pulsante della giornata è stata la parte pratica, quella in cui i numeri e la vita quotidiana si sono incontrati. Al tavolo dei relatori, per la Fondazione, si sono alternati figure di altissimo profilo tecnico: il dottor Marco Asselle, economista e membro del consiglio direttivo; i dottori Maurizio Crespigni e Maurizio Regoli, entrambi consulenti volontari; e l’avvocato Beatrice Chioccioni, consulente legale.
A loro il compito delicato di spiegare a un’aula di ragazzi cosa significhi davvero gestire un bilancio familiare, senza ricorrere a tecnicismi ma affrontando il tema con la schiettezza di chi ha visto da vicino le conseguenze dell’usura. “I principi fondamentali dell’educazione finanziaria”, hanno spiegato i consulenti, “includono il risparmio, il controllo dell’indebitamento e il mantenimento di un equilibrio tra le entrate e le uscite nel bilancio familiare”.
Parole semplici, ma che in territori come la Valnerina, segnati dal sisma del 2016 e da una ripresa economica spesso frammentata, assumono un peso specifico enorme. Le famiglie, le piccole imprese edili, i commercianti: tutti possono trovarsi, in un momento di difficoltà di liquidità, a dover fare i conti con la tentazione di rivolgersi a canali non ufficiali. E lì, l’assenza di educazione finanziaria diventa una voragine.
L’incontro è stato anche l’occasione per illustrare agli studenti i servizi di supporto, tutela e assistenza legale e morale che la Fondazione mette a disposizione delle vittime e dei soggetti a rischio. Perché la prevenzione passa anche dalla consapevolezza che non si è soli: esistono canali sicuri, spesso poco conosciuti, a cui rivolgersi prima che sia troppo tardi.
Alla fine della mattinata, a uscire dall’aula magna non sono stati solo studenti con qualche nozione in più di economia. A prendere forma è stata un’idea di comunità più solida, in cui i giovani non sono solo il futuro, ma anche il presente della sicurezza collettiva. Proprio come sottolineato dal Capitano Alfano e dal Presidente Cardella, coinvolgere i giovani significa creare una comunità che partecipi attivamente alla promozione della cultura della legalità.
E mentre i ragazzi tornavano alle loro lezioni, dentro le loro cartelle portavano via non solo appunti, ma la consapevolezza di essere diventati, di fatto, gli anticorpi di Norcia contro il rischio silenzioso dell’usura. Perché quando la lezione finisce, la protezione della famiglia comincia.