28 Feb, 2026 - 14:27

Nicola Zingaretti a Terni: “L'Umbria è stata ed è tornata ad essere un modello europeo di buongoverno”

Nicola Zingaretti a Terni: “L'Umbria è stata ed è tornata ad essere un modello europeo di buongoverno”

Un’Europa che cambia, risorse che si riducono e territori chiamati a difendere il proprio ruolo. Al Palasì di Terni il confronto politico entra nel vivo con l’iniziativa “Dal cuore d’Europa al cuore verde d’Italia - Difendere i territori nelle scelte europee per rilanciare l’Umbria”. Un appuntamento che ha acceso il dibattito sui fondi europei, sulla governance delle risorse e sulle prospettive di sviluppo regionale in un momento chiave per le politiche di coesione.

Protagonisti dell’evento il capodelegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo ed ex presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori e il segretario regionale Dem Damiano Bernardini. Al centro dell’incontro, l’analisi sull’utilizzo dei fondi comunitari e il ruolo delle Regioni nella nuova fase europea.

Fondi europei e modello Umbria: il nodo delle risorse

Nel suo intervento, come riportato dall'Ansa, Zingaretti ha posto l’accento sull’esperienza umbra nella gestione delle risorse comunitarie: “L'Umbria è stata ed è tornata ad essere un modello europeo di buongoverno anche all'intelligente utilizzo dei fondi europei”.

Un riconoscimento che inserisce la regione nel dibattito più ampio sulla capacità amministrativa dei territori. Secondo l’ex governatore del Lazio, la fase attuale impone una riflessione profonda sul futuro delle politiche di coesione: “Oggi è ancora più importante perché per colpa delle destre le risorse europee diminuiranno, le Regioni avranno meno potere perché la destra vuole nazionalizzare i fondi europei. Capire come cambieranno questi processi è fondamentale”. Per regioni come l’Umbria, che hanno costruito una parte del proprio sviluppo su programmi strutturali e investimenti europei, la scelta può incidere in modo significativo su crescita, occupazione e innovazione.

Il confronto politico locale: amministrazioni a paragone

L’intervento di Zingaretti ha toccato anche il quadro politico umbro, con un confronto diretto tra modelli amministrativi:La differenza fra l'Umbria e Perugia, da un lato, e Terni è evidente. La governatrice Stefania Proietti e la sindaca Vittoria Ferdinandi amministrano per il bene comune. Dall'altro c'è uno showman che pensa a sé stesso e utilizza il potere che deriva dai cittadini per sé stesso. Il prezzo che si paga è alto ma speriamo che questa avventura sia ai titoli di coda”.

Il dibattito si colloca in una fase di forte polarizzazione, in cui la gestione dei finanziamenti europei diventa anche terreno di scontro politico. L’evento di Terni ha così rappresentato non soltanto un momento di approfondimento tecnico, ma anche un’occasione di posizionamento politico, con uno sguardo rivolto alle prossime scelte istituzionali.

Dall’attivismo giovanile all’Europa: il percorso di Nicola Zingaretti

La presenza di Zingaretti al Palasì si inserisce in un percorso politico che attraversa più livelli istituzionali. L’impegno pubblico inizia nei primi anni Ottanta con il movimento per la pace e la fondazione dell’associazione antirazzista “Nero e non solo”. L’ingresso nella Federazione Giovanile Comunista Italiana segna l’avvio della militanza organizzata, fino alla guida della Sinistra Giovanile nel 1992.

Nel 1993 viene eletto consigliere comunale a Roma, distinguendosi per l’attenzione a legalità e ambiente. L’esperienza internazionale nell’Internazionale Socialista e l’elezione al Parlamento europeo nel 2004 rafforzano il suo profilo europeo, con un impegno specifico su mercato interno e tutela della proprietà intellettuale.

Nel 2008 diventa Presidente della Provincia di Roma, promuovendo progetti legati all’innovazione e alla formazione. Nel 2013 è eletto Presidente della Regione Lazio, incarico confermato nel 2018 con la rielezione. Nel 2019 assume la guida del Partito Democratico, gestendo una fase complessa culminata nell’alleanza con il Movimento 5 Stelle e nella nascita del governo Conte II. Dopo le dimissioni da segretario nel 2021, viene eletto deputato nel 2022 e nel 2024 torna al Parlamento europeo come capodelegazione del PD. Un percorso che intreccia dimensione locale, nazionale ed europea e che ha fatto da sfondo all’incontro ternano, dove il futuro dei fondi europei e il ruolo dei territori restano al centro del dibattito politico.

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Lorenzo Farneti
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