04 Mar, 2026 - 18:29

Natalità ai minimi storici e RSA in crescita, l'allarme di ANAP Terni: "Sostenere gli anziani a casa è la vera priorità"

Natalità ai minimi storici e RSA in crescita, l'allarme di ANAP Terni: "Sostenere gli anziani a casa è la vera priorità"

L’invecchiamento progressivo della popolazione e la contrazione delle nascite impongono una riflessione sulle politiche di assistenza agli anziani. È questo il cuore del comunicato diffuso da ANAP Terni (Associazione Nazionale Anziani e Pensionati di Confartigianato), che lancia un appello alle istituzioni affinché si rafforzino i servizi domiciliari e si avvii una riorganizzazione strutturale del sistema di welfare locale e regionale.

A firmare l’intervento è il presidente territoriale Luciano Vittori, che traccia un quadro particolarmente complesso, nel quale si intrecciano dati demografici, squilibri territoriali e scenari prospettici, con un’attenzione specifica riservata alla realtà umbra e alle sue criticità in materia di assistenza alla terza e quarta età.

Un Paese che invecchia e una natalità in calo

Nel documento si evidenzia come “nel nostro Paese la maggior parte delle ricerche sui temi socio-economici disegna un quadro che, nei numeri, riproduce fedelmente la posizione geografica delle Regioni alle quali si riferisce”. Una fotografia che, secondo ANAP, mostra una progressiva diminuzione della qualità e dell’accesso ai servizi scendendo lungo la penisola.

“Il livello e la qualità della vita e del lavoro, il controllo dello Stato, la Scuola, la Sanità, l’Assistenza decrescono insieme alla latitudine”, si legge nel comunicato, che individua proprio nell’assistenza uno dei settori destinati a subire le maggiori tensioni nei prossimi anni.

A incidere è soprattutto l’andamento demografico. L’anno scorso il tasso di fecondità italiano è ulteriormente sceso, attestandosi a 1,18 figli per donna, un dato che conferma una tendenza consolidata e che alimenta il progressivo squilibrio tra popolazione attiva e popolazione anziana. “La visione del futuro della popolazione è quella di una maggioranza di anziani e vecchi che supererà quella delle persone abili al lavoro”, osserva ANAP, evidenziando come il peso dell’assistenza ricadrà in misura crescente sulle generazioni più giovani, con difficoltà “che cresceranno esponenzialmente rendendo più difficile questo naturale sostegno”.

L’Umbria e il divario territoriale

La situazione dell’Umbria, secondo l’associazione, non si discosta da questo scenario nazionale. “La situazione della nostra Regione non sfugge certamente a questa regola non scritta ma impressa a fuoco nella Storia di tutti i Sud del mondo”, si sottolinea nel testo.

Entrando nel merito dei numeri, ANAP evidenzia che, ogni centomila abitanti, gli ultrasessantacinquenni ospiti delle RSA in Umbria sono circa il doppio rispetto al dato riferito ad adulti e minori, mentre nelle Regioni del Nord questo rapporto può arrivare a essere fino a nove volte superiore. Un indicatore che, secondo l’associazione, mette in luce un divario strutturale tra aree del Paese con diversa capacità economica e differente organizzazione dei servizi.

“Questo rappresenta il divario tra le Regioni più sviluppate economicamente e quelle meno; forse dimostra la diversa cultura nella volontà di accudire gli anziani in casa ma anche la scelta quasi obbligata di chi, per necessità lavorative, deve in mancanza d’altro avvalersi di strutture esterne”, viene osservato.

Il tema non è soltanto quantitativo ma anche culturale e sociale: da un lato la tradizione dell’assistenza familiare, dall’altro le trasformazioni del mercato del lavoro e delle strutture familiari, che rendono sempre più complesso garantire cura e presenza costante in ambito domestico.

L'appello di ANAP: “Migliorare l’assistenza domiciliare”

Proprio su questo fronte si concentra l’appello dell’associazione. “Su questo punto credo sia auspicabile uno sforzo serio della Politica per migliorare l’assistenza domiciliare anche stornando risorse verso modalità possibili che sostengano iniziative anche miste, pubblico-privato”, afferma il presidente Vittori. L’idea è quella di rafforzare un modello integrato che valorizzi la collaborazione tra enti pubblici, terzo settore e soggetti privati, con l’obiettivo di garantire servizi più capillari, flessibili e rispondenti ai bisogni reali delle famiglie.

Se si analizzano i posti disponibili nelle RSA in valore assoluto, si legge ancora nel comunicato, emerge “l’elevato numero, nettamente superiore, delle Regioni del Nord e decrescente scendendo verso il Sud, ma anche le differenze di cui sopra”. Un dato che impone, secondo ANAP, una riflessione complessiva sull’equità territoriale e sulla sostenibilità del sistema.

La dignità della fragilità

Al centro dell’intervento vi è una visione che mette la persona anziana e la sua dignità al primo posto. “Credo si debba lavorare ad un solo scopo: migliorare, per quanto possibile, la parte più difficile della vita di un individuo, quella in cui la sua fragilità si incrocia con il ricordo della sua vita lavorativa e produttiva non facendogli perdere la speranza e la fiducia in coloro a cui hanno dato guida e insegnamento”, afferma Vittori.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un sistema che non si limiti alla gestione dell’emergenza, ma sappia programmare interventi di lungo periodo, coinvolgendo tutti i livelli istituzionali. “Credo sia legittimo sognare il momento in cui i Governi territoriali - Comuni, Province, Regioni - anche con un lavoro in collaborazione con le Associazioni rappresentative dei Pensionati, incomincino a studiare nuove modalità di assistenza agli anziani, ricordando che la prima, la migliore, la più efficace terapia per la fragilità dell’Anziano è vivere in mezzo alle sue cose e respirare l’inconfondibile aria della sua casa”.

Un messaggio che si traduce in un appello chiaro alla politica e agli amministratori locali: investire sull’assistenza domiciliare, ridurre le disuguaglianze territoriali e costruire un modello di welfare capace di accompagnare con rispetto e qualità l’ultima fase della vita.

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Francesco Mastrodicasa
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