Con l’accensione delle luminarie nel week end del Black Friday, Terni e Perugia hanno dato il via ufficiale alla stagione natalizia, scegliendo però strade profondamente diverse. Da un lato c’è la risposta corale e solidale di Terni, che trasforma le sue vie in un racconto di luce dedicato al "genio femminile" e alla memoria di Ilaria Sula. Dall’altro, la scommessa culturale e forse più controversa di Perugia, che affida il suo addobbo al linguaggio contemporaneo di Mimmo Paladino. Due identità, due progetti, un unico obiettivo: animare il cuore delle città e dei loro commerci fino all'Epifania.

Il fumo del freddo di fine novembre si è mescolato alle luci dell’accensione. È venerdì 28 novembre 2025, e in Umbria il Black Friday non è stato solo la caccia all’affare, ma il tasto "on" per la festa più attesa. A poche decine di chilometri di distanza, Terni e Perugia hanno dato vita a due cerimonie che riflettono anime urbane differenti. Non semplici addobbi, ma veri e propri manifesti programmatici. A Terni, il gesto è partito dall’atrio del PalaSì in piazza della Repubblica, dove un albero rosso è circondato da un’installazione silenziosa e potente: scarpe da donna su piedistalli, un monito contro la violenza di genere. A Perugia, il clou è stato in piazza della Repubblica, con le opere di un maestro dell’arte contemporanea italiana a fare da sfondo.
A Terni, il progetto “Luce di Donna” non è uno slogan, ma il filo conduttore di un percorso emozionale che unisce arte luminosa e parola poetica. A inaugurarlo, con un gesto carico di significato, è stata l’assessora agli Eventi Alessandra Salinetti, che ha acceso la scultura luminosa di Marinella Senatore sulla facciata della Biblioteca Comunale.
“È un omaggio alla forza femminile”, ha dichiarato Salinetti, “un percorso emozionale che unisce arte luminosa e parola poetica per rendere Terni consapevole, elegante e attrattiva”.
La politica, in questo caso, ha cercato di fare squadra. Accanto a lei, il vicesindaco Riccardo Corridore, l’assessora al Commercio Stefania Renzi – che ha annunciato l’esonero dei tributi per i commercianti che utilizzeranno vetrine sfitte per le esposizioni natalizie – e l’assessora regionale Simona Meloni. Ma il momento che ha trasformato la cerimonia da evento a rito civile è stato l’intervento di Flamur e Gezime, i genitori di Ilaria Sula, la giovane ternana uccisa dall’ex compagno. Il loro semplice “Grazie a tutti, ci siete vicini” ha conferito all’intera installazione un peso e uno scopo precisi.

La città evita così il classico villaggio natalizio concentrato, optando per dieci set tematici diffusi. Si va dal villaggio polare in piazza Tacito, con il suo orso bianco di dieci metri, alla cometa scenografica nell’area ex Hawaii. E le periferie non sono dimenticate: cuori luminosi su Palazzo Spada e “Magie di Natale” alla Cascata delle Marmore completano un quadro che punta a coinvolgere l’intera comunità. Un investimento importante per un programma fitto di mercatini, laboratori e un trenino colorato, con l’obiettivo di rivitalizzare il commercio e tenere unito il centro con i suoi margini.
A Perugia, l’atmosfera cambia registro. Sul Corso Vannucci non ci sono renne o babbi natale, ma le opere di Mimmo Paladino. Le sue installazioni, insieme al “Concerto in Piazza” proiettato su palazzo Baldeschi, dialogano con la sua antologica in corso alla Galleria Nazionale dell’Umbria. La sindaca Vittoria Ferdinandi ha presentato così “Natale Insieme”: “Perugia si accende con l’arte e il verde, per un Natale insieme ricco di eventi partecipati”.
Il programma perugino integra le luminarie d’autore con giardini invernali, una pista di pattinaggio panoramica e il videomapping di Giuliano Giuman sui tetti di Porta Sole. Una scelta nata anche da una necessità: il bando comunale per le luminarie era andato deserto, spingendo l’amministrazione verso una soluzione di alto profilo artistico. Ma è proprio questa scelta a dividere la città. Sui social, il dibattito è acceso. C’è chi apprezza il coinvolgimento intellettuale, vedendo il centro storico trasformato in un estensione della Galleria Nazionale, e chi, nostalgico, rimpiange le luminarie tradizionali, definite da alcuni utenti “più dense e immediate”, più adatte all’atmosfera festiva.
La sindaca Ferdinandi ha replicato alle critiche sottolineando la natura corale del progetto, nato dalla collaborazione con una vasta rete di soggetti, dalla Galleria Nazionale alla Fondazione, dalla Città del Cioccolato alla Camera di Commercio. “Un Natale insieme, un Natale di comunità”, ha ribadito, puntando a un equilibrio tra innovazione culturale e attrattività turistica.
Alla fine, l’Umbria del Natale 2025 si ritrova con due proposte complementari. Terni sceglie la strada della narrazione e della solidarietà, dove la luce serve a ricordare, unire e sostenere. Perugia imbocca la via della sperimentazione colta, accettando la sfida del dibattito pur di offrire una visione originale. Entrambe, però, con un occhio allo shopping e alla vitalità dei centri storici, si apprestano ora ad affrontare un mese intenso, tra mercatini, eventi e la speranza che la bellezza, in tutte le sue forme, possa davvero essere un dono per la comunità.
