Foligno, città umbra di 55mila anime, e Lugano, crocevia finanziario del Canton Ticino. Sembrano mondi distanti, eppure da quell’asse nasce oggi un nuovo protagonista globale del marketing e dell’export. Si chiama Sofiam Group, ed è il risultato della fusione tra MM2 – la società fondata nel 2016 da Marco Mezzenga – e la struttura con sede a Lugano creata nel 2018 da Kateryna Horbatkova. L’operazione, completata nel 2026, non è una semplice aggregazione contabile: è la costruzione di un hub internazionale con presenza operativa in Svizzera, Italia ed Emirati Arabi Uniti, capace di affiancare le PMI italiane nel salto dimensionale che molti attendono ma pochi sanno compiere. Il primo banco di prova? Oltre 15 Paesi già coinvolti in progetti attivi, collaborazioni con Costa Crociere, Trussardi e Value Retail, e una scommessa chiara: usare l’intelligenza artificiale non come slogan, ma come strumento di presidio dei mercati emergenti, dal Golfo all’Asia.
Non è la solita storia di un gruppo che apre una filiale all’estero per moda. Mezzenga e Horbatkova hanno percorso strade diverse prima di incrociarsi. Il primo ha costruito MM2 a Foligno, radicandola nel tessuto delle piccole e medie imprese italiane, quelle che sanno fare prodotto ma spesso arrancano sulla distribuzione globale. La seconda ha sviluppato a Lugano una realtà focalizzata sulla digital strategy per i mercati internazionali, con uno sguardo particolare ai Paesi dell’Est Europa e al Medio Oriente.
“Questa fusione – afferma Marco Mezzenga, CEO Italian Hub – nasce dall’esigenza concreta delle aziende italiane: crescere, ma farlo in modo strutturato con strumenti innovativi e tecnologie di intelligenza artificiale. Sofiam è la risposta a questo bisogno”.

Parole che suonano come un’ammissione di limite, e insieme come una via d’uscita. Per decenni le PMI italiane hanno affrontato l’export in modo episodico: una fiera, un agente, un ordine sporadico. Sofiam Group rovescia l’approccio: strategia, esecuzione, monitoraggio continuo, con hub dedicati. A Lugano si concentrano lo sviluppo strategico e l’export, in Italia le operazioni digitali, a Dubai il presidio sui mercati emergenti. Un triangolo pensato per coprire fusi orari e competenze senza vuoti.
“Abbiamo unito competenze e visione per costruire un player capace di operare senza confini, con un focus su innovazione, export e mercati emergenti”, aggiunge Kateryna Horbatkova, CEO Swiss & Dubai Hub.
La scommessa industriale di Sofiam non si gioca solo sulla geografia. Il gruppo annuncia l’integrazione strutturale di strumenti di intelligenza artificiale nei processi di marketing e export: dalla profilazione dei mercati alla personalizzazione delle campagne omnicanale, fino all’analisi predittiva per l’ingresso in nuovi Paesi. Non è un vezzo tecnologico, ma una risposta a un mercato che cambia velocità. I progetti già in portafoglio toccano tecnologia, automotive, lusso, turismo e food & beverage, con oltre 30 multinazionali tra i clienti o partner.

L’adesione a Confindustria Umbria è un altro tassello che merita attenzione. Sembra un paradosso: un gruppo che si proietta su Dubai, l’Asia e l’India sceglie di rafforzare il legame con il territorio umbro. In realtà, è il segnale che l’internazionalizzazione non passa per la fuga dai distretti locali, ma per la loro messa in rete. “In questo percorso – spiegano i due CEO – si inserisce anche l’adesione a Confindustria Umbria, in linea con la volontà di rafforzare il dialogo con il tessuto imprenditoriale del territorio”.
Le direttrici future sono già tracciate: Medio Oriente, Asia e India, con un’attenzione specifica alle aree GCC (Gulf Cooperation Council), CIS (Comunità degli Stati Indipendenti) e Sud-Est asiatico. Mercati che per molte PMI italiane restano una nebulosa fatta di barriere regolatorie, distanze culturali e canali distributivi opachi. Sofiam Group si propone come decodificatore, ma anche come braccio operativo: non solo consulenza, ma organizzazione di eventi internazionali, progetti esperienziali, formazione su digitale e AI.
L’operazione, insomma, non ha il sapore dell’ennesimo annuncio di marketing. Ha invece la concretezza di chi ha già dimostrato di saper camminare: Costa Crociere, Trussardi, Pomì non sono nomi citati a caso. Sono aziende che hanno già testato sul campo le competenze ora confluite nel nuovo gruppo. E il fatto che la fusione porti la data del 2026 – anno ancora in corso – suggerisce che il meglio, per Sofiam, deve ancora venire. Resta da vedere se le PMI italiane, spesso scettiche verso le “grandi architetture” di servizio, sapranno cogliere l’opportunità. I fondatori, intanto, hanno già messo un piede a Dubai. L’altro è saldamente piantato a Foligno.