25 Jun, 2026 - 18:45

Nasce la Nuova Ternana 1925 con la fusione dal notaio, documenti subito in FIGC per l'esame di Malagò

Nasce la Nuova Ternana 1925 con la fusione dal notaio, documenti subito in FIGC per l'esame di Malagò

Ci sono volute circa 2 ore e mezza per dare il via libera alla nascita della Nuova Ternana 1925 davanti al notaio ternano Francesco Maria Alvi. Al tavolo di piazza San Giovanni Decollato, nel pieno centro della città, intorno al tavolo ovale del pubblico ufficiale garante degli atti c'erano l'amministratore delegato di Unicusano, Fabio Stefanelli, il presidente della Ternana Futsal, Francesco Emanuele Tonel, i due advisor che si sono occupati degli aspetti legali, strategici e finanziari, l'avvocato Fabio Giotti (esperto di diritto sportivo) e il dottor Fabio Moscatelli (che pro tempore è anche amministratore della nuova società).

Tempi lunghi derivanti dalla mole di atti da approvare e predisporre per la presentazione alla Federcalcio. Innanzitutto il Progetto di fusione, che contiene anche il nuovo statuto della società risultante, con la nuova denominazione sociale. E poi le due delibere assembleari di ciascuna società che approvano progetto e statuto, con condizione sospensiva legata al via libera da parte della FIGC. Infine, il documento più rilevante: l'atto notarile di fusione e modifica statutaria, sulla base delle delibere.

I protagonisti della lunga giornata, cominciata con l'intervista del sindaco di Terni Stefano Bandecchi che annunciava l'operazione in avvio di mattinata, sono arrivati alla spicciolata negli uffici del notaio tra le 15.40 e le 16. La sottoscrizione dell'atto finale, invece, è avvenuta intorno alle 18 dopo l'espletamento di tutte le operazioni necessarie al via libera definitivo della fusione, che dovrebbe consentire alla Nuova Ternana 1925 di ripartire dalla serie D, ereditando dall'Orvietana acquistata da Bandecchi la possibilità di partecipare al campionato dilettantistico più importante del panorama nazionale.

Si riparte dalla sede di via della Bardesca che diventerà una vera "Casa dello sport ternano"

Un veloce girotavolo per regalare alla città e ai tifosi l'immagine di un momento storico di ripartenza, un segnale importante di rispetto e condivisione, poi Stefanelli e Tonel si sono concessi alle telecamere per confermare la volontà di far ripartire il calcio a Terni con l'obiettivo di centrare prima possibile il ritorno in serie C, con l'ingresso “appena sarà possibile” di Franco Fedeli accanto dei due soci promotori.

“Si riparte da via della Bardesca - afferma Stefanelli - ed è un segnale importante. Si riparte con al fianco le istituzioni, con al fianco Terni, con i tifosi e con i cittadini. Tutto è stato fatto al meglio per far ripartire la Ternana. Si parteciperà anche all'asta e cercheremo di riportare a casa anche il marchio”. La notizia di una conferma della sede storica della Ternana degli ultimi anni è un fiore all'occhiello della collaborazione con Francesco Emanuele Tonel. Lui si occuperà - come avevamo anticipato - non solo della divisione del Calcio a 5 ma anche del settore giovanile con l'eccezione delle due squadre (Juniores e Under 15) che saranno sotto la supervisione di Carlo Mammarella, il direttore sportivo che sta lavorando a fari spenti alla costruzione della nuova squadra. Gongola Tonel quando racconta che tanti ragazzi del vecchio settore giovanile hanno accettato di restare.

“Un importante elemento di attaccamento alla maglia e di rafforzamento della ternanità - spiega - non disperdere quel patrimonio fatto di ragazzi del territorio, fortemente legati alla Ternana e orgogliosi di vestire il rossoverde, era un fattore davvero importante. Siamo orgogliosi noi stessi di aver messo a disposizione la Ternana Futsal di questo progetto che è un elemento forte di condivisione con l'intera città. Ora ci concentriamo sulla costruzione della società del futuro e sui progetti di consolidamento”.

Tra questi la nascita di una vera e propria "Casa dello sport ternano" in via della Bardesca. Dove non ci saranno solo gli uffici della Nuova Ternana 1925 e della divisione Futsal, ma troveranno spazio anche altre realtà importanti della promozione sportiva territoriale. Dalla Polisportiva Ternana di Calcio a 5 Femminile in serie B e con un importante settore giovanile, ad altri sodalizi degli sport di squadra, dal volley al basket.

Ora il progetto di fusione in Federcalcio per l'esame: sarà attesa per la firma del presidente Malagò

Ora la partita si sposta negli uffici federali di via Allegri, dove tra i primi atti del neo presidente Giovanni Malagò ci sarà il recepimento delle valutazioni degli esperti della FIGC sui progetti di fusione che arriveranno da tutta Italia. Tra questi, quello della Ternana che cerca di bruciare le tappe. E' proprio l'avvocato Fabio Giotti a confermarlo. 
"Non ci sarà bisogno di aspettare gli effetti civilistici della fusione, che richiederanno un mese dalla trascrizione al Registro delle imprese - spiega l'esperto di diritto sportivo -. Noi cercheremo di sottoporre il pacchetto completo alla Federcalcio nel più breve tempo possibile, dialogando con gli uffici federali. Se l'invio non avverrà domani, il progetto di fusione parrtirà sicuramente lunedì. Poi bisognerà attendere i tempi dell'esame federale. Non c'è priorità di esame per categoria, ma i fascicoli vengono analizzati in ordine di arrivo sulle scrivanie degli uffici federali. Noi speriamo di fare presto e di avere quanto prima un responso, magari già con la firma del presidente Malagò. Viceversa daremo vita al piano B con l'iscrizione delle rispettive squadre ai campionati di appartenenza pre-fusione". 

Insomma, quello che avevamo anticipato ieri, spiegando che le strade parallele dei termini per la fusione e per la partecipazione ai campionati (finestra dei procedimenti telematici aperta tra il 2 e il 10 luglio, ndr) potrebbe generare anche un piccolo corto circuito, comunque superabile.

La battaglia del marchio e lo sfogo di Bandecchi: "Ho già speso 900 mila euro per rifondare la Ternana, basta maldicenze su di me"

Stefano Bandecchi, il regista dell'operazione partita all'indomani del fallimento, già dalla mattinata aveva messo le cose in chiaro per far intendere il proprio pensiero. Intervistato dall'emittente Umbria+ davanti a Palazzo Spada aveva chiarito la volontà di riportare sotto l'ombrello della sua Nuova Ternana 1925 anche il marchio che andrà all'asta il 10 luglio. “Se qualcuno vuole spendere fino a 2 milioni per prendere quel logo al fallimento - aveva detto - che si accomodi pure. Ma siamo alla fine di giugno, prossimi all'inizio di un'estate caldissima, credo ci sia di meglio da fare che venire a faire i rilanci per il marchio”.

Già, perché proprio il sindaco è bersagliato quotidianamente da messaggi che arrivano dai tifosi che gli chiedono di riportare a casa il simbolo ovale con la viverna e i colori rossoverdi. SMS, whatsapp, email di chi invoca un intervento all'asta fallimentare perché ritiene simbolico quel lotto contenente non solo lo stemma, ma anche coppe e trofei e altro materiale che arriva dal passato e che servirebbe a tenere unita la tifoseria.

Di contro, chi osteggia il sindaco-imprenditore, starebbe lavorando per cercare investitori "esogeni" in grado di finanziare un'asta al rialzo per impedire alla società di ripartire col suo marchio storico. Vero o verosimile? Poco conta, perché sarà questo (insieme al calciomercato e alla formazione dell'organigramma societario) il nuovo terreno di confronto della tifoseria spaccata, dopo che i tentativi di ripartire con una squadra dall'Eccellenza non hanno resistito all'ondata di caldo africano.

E poi ci sono le accuse che gli vengono mosse di aver fatto fallire la Ternana per via dei budget elevati della sua gestione e per aver poi ceduto a Guida, dando il via alla sequela di presidenze passate per i D'Alessandro e per l'ultima devastante stagione gestita dalla famiglia Rizzo (alla quale Bandecchi non ha risparmiato l'ultima bordata). Proprio a questi contestatori Bandecchi ha dedicato il suo video Instagram post-fusione. Accusando i suoi denigratori di attaccarlo senza ragione e rivelando l'entità dell'investimento sostenuto fino ad ora per far rinascere la Ternana: “Ho speso ben 900 mila euro finora per ridare una squadra a Terni - afferma -. La smettano di denigrarmi sui social e nelle testate giornalistiche, perché ora passerò alle vie legali”.

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Federico Zacaglioni
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