Attività sospesa e 14mila euro di multa per il titolare di un ristorante a Narni. Diverse le irregolarità accertate da parte del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) di Terni che hanno passato al setaccio una serie di esercizi nel comprensorio amerino-narnese. Numerosi i controlli che hanno preso piede nei giorni scorsi con l'obiettivo di contrastare il lavoro sommerso e verificare il rispetto delle norme a salvaguardia della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nell'attività sita nel comune di Narni sono state riscontrate "plurime ed articolate inosservanze alla normativa di settore oltre all'impiego di lavoro sommerso, accertando la presenza di un lavoratore non regolarizzato" riferisce in proposito una nota dell'Arma.
Una violazione della normativa del lavoro che ha condotto a sanzioni importanti. A causa della gravità delle carenze organizzative e della presenza di personale non contrattualizzato, i militari hanno immediatamente adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Inoltre a carico del titolare dell'impresa, un cittadino straniero, sono state comminate sanzioni per un importo totale di circa 14mila euro.
Il datore di lavoro per legge è obbligato a contrattualizzare i dipendenti riconoscendo loro la copertura previdenziale, di garanzia e di tutela prevista. Se non lo fa commette una grave violazione economica e amministrativa rischiando conseguenze sul piano civile, penale e amministrativo. Importanti le sanzioni previste che vanno da un minimo di 1.800 fino a 43.200 euro per ciascun lavoratore irregolare con aumenti del 20 per cento se il lavoratore privo di contratto dovesse essere un cittadino extracomunitario privo di permesso di soggiorno.
A novembre dello scorso anno si era verificato un caso per certi versi simile a quello avvenuto a Narni, in una rosticceria di Terni. Nel corso di un’operazione congiunta dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Terni e del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (NAS) di Perugia, avvenuta con il supporto del Comando Provinciale dell’Arma, erano emerse gravi irregolarità in materia di lavoro e sicurezza alimentare. Una situazione tale che aveva portato alla sospensione dell'attività con annesse sanzioni amministrative per un totale di circa 9.400 euro.
Durante l'ispezione era stata appurata la presenza di due dipendenti impiegati senza alcun contratto regolare su un totale di cinque lavoratori. Accertate inoltre anche gravi irregolarità igienico-sanitarie con i militari che avevano rinvenuto e posto sotto sequestro circa 20 chilogrammi di alimenti scaduti e privi di tracciabilità, destinati alla preparazione e alla vendita al pubblico. Le verifiche avevano messo in luce la totale assenza delle procedure di autocontrollo HACCP e la presenza di locali e attrezzature non conformi agli standard minimi di sicurezza alimentare tali da costituire un rischio concreto per la salute dei consumatori.
A ottobre del 2025 sospensione e maxi multa - ben 19mila euro - erano toccate a un ristorante di Nocera Umbra dove, anche in quel frangente, era stata riscontrata la presenza di un lavoratore, di nazionalità macedone, impiegato senza alcun contratto regolare oltre a diverse altre gravi irregolarità dal punto di vista igienico-sanitario.
I Carabinieri del Nas avevano rilevato violazioni nelle procedure di autocontrollo e nella tracciabilità degli alimenti con diversi lotti di carne completamente privi della documentazione attestante la provenienza oltre a circa 25 chilogrammi di pasta fatta in casa, conservata in maniera non idonea o priva di etichettatura corretta. Tutti gli alimenti erano stati immediatamente sequestrati e quindi affidati ad una ditta specializzata per la distruzione, nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti e delle procedure previste dalla legge.