La borsa sparita dalla spalla mentre si è tra gli scaffali di un negozio. Il portafoglio che non si trova più dopo essere stati avvicinati con una scusa tra la frutta e la verdura di un supermercato. E poi, a distanza di pochi minuti, il tam-tam silenzioso di notifiche bancarie che segnalano prelievi non autorizzati. Non un copione unico, ma due stagioni diverse della stessa strategia predatoria, messa a segno a Narni tra il centro cittadino e l’area di Narni Scalo. I Carabinieri della Compagnia di Amelia hanno chiuso due distinte attività d’indagine, denunciando in stato di libertà tre persone – un uomo e due donne – per furto aggravato e indebito utilizzo di carte di credito. I fascicoli, ancora nella fase delle indagini preliminari, ricostruiscono colpi andati in scena lo scorso anno, accomunati dalla rapidità d’azione e dalla capacità di monetizzare subito il maltolto. Decisiva, per entrambi i filoni, la lente degli investigatori su sistemi di videosorveglianza, sportelli automatici e rendicontazioni bancarie.

Il primo episodio risale a un pomeriggio di maggio del 2024. teatro è un esercizio commerciale del cuore di Narni. La vittima, una donna di 66 anni, sta facendo acquisti quando si accorge che la borsa, appoggiata per un attimo nel cestello o tenuta a tracolla, non è più con lei. All’interno ci sono 1.000 euro in contanti e diverse carte di credito. Il tempo di accorgersi dell’ammanco e far scattare la denuncia alla Stazione Carabinieri di Narni coincide con quello che i malviventi impiegano per raggiungere i più vicini sportelli automatici. In poco tempo, le stesse carte spariscono e riappaiono nella cronologia di prelievi non autorizzati, che portano via un’ulteriore somma di mille euro.
I militari della Stazione di Narni, coordinati dal Comando Compagnia, hanno ricostruito ogni tassello partendo dai cosiddetti “fermo immagine”: le telecamere pubbliche e private della zona, comprese quelle installate sugli ATM dove gli strumenti di pagamento erano stati illecitamente utilizzati, hanno restituito la sequenza dei movimenti. L’incrocio dei fotogrammi con i dati temporali dei prelievi ha permesso di stringere il cerchio su un 41enne di origini ecuadoregne, residente a Roma e già gravato da precedenti di polizia. L’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica competente per furto aggravato e indebito utilizzo di carte di credito.
Il secondo capitolo dell’attività investigativa si è sviluppato attorno alla Stazione Carabinieri di Narni Scalo, dove le segnalazioni raccolte raccontavano un copione diverso ma ugualmente collaudato. A finire nella rete dei controlli sono state due donne di origini bulgare, di 27 e 29 anni, entrambe formalmente residenti nel Nord Italia ma di fatto senza fissa dimora e già conosciute alle Forze dell’Ordine. Il teatro dei colpi, questa volta, sono stati due supermercati situati nell’area dello Scalo. Le vittime, due pensionati del posto, avevano appena pagato alla cassa quando si sono accorti della sparizione dei portafogli, contenenti in totale 400 euro in contanti e alcuni bancomat.
Ciò che ha accelerato le indagini è stata l’anomalia riscontrata nei movimenti bancari successivi. Le due giovani, secondo la ricostruzione degli inquirenti, non si sono limitate al singolo prelievo: hanno tentato di disporre bonifici bancari verso l’estero, una mossa che ha immediatamente fatto scattare alert interni agli istituti di credito e offerto ulteriori punti di tracciamento agli investigatori. Incrociando gli orari delle transazioni con le immagini dei circuiti di videosorveglianza dei punti vendita e delle aree limitrofe, i Carabinieri sono risaliti all’identità delle presunte responsabili, denunciandole per furto con destrezza, furto aggravato e uso illecito delle carte.
Ciò che accomuna le due inchieste è il metodo. Non ci sono state, in questa fase, intercettazioni rocambolesche né confessioni improvvise, ma un paziente lavoro di polizia giudiziaria fatto di ore di visione di filmati, comparazione di orari e dialogo costante con i referenti antifrode delle banche. Il dato bancario, in particolare, si è rivelato una volta ancora la chiave di volta: ogni prelievo, ogni tentativo di bonifico, ogni transazione negata lascia una traccia che, se messa in relazione con le telecamere pubbliche, disegna una mappa precisa degli spostamenti dei sospettati.
L’Arma territoriale ha confermato in una nota ufficiale il deferimento in stato di libertà dei tre soggetti, ricordando che i procedimenti penali sono pendenti nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono ritenersi presunti innocenti fino a eventuale condanna irrevocabile. Il lavoro delle Stazioni di Narni e Narni Scalo non si esaurisce però con la denuncia: prosegue la verifica su possibili collegamenti con altri episodi analoghi segnalati negli stessi mesi in centri limitrofi, perché il raggio d’azione di chi agisce con questa rapidità raramente si limita a un singolo Comune.