Non è stata una giornata positiva quella di mercoledì scorso per un giovane di 27 anni residente a Narni. Erano le ore serali quando i Carabinieri della Stazione locale, allertati da segnalazioni di alcuni cittadini, hanno deciso di intervenire in una zona segnalata come teatro di movimenti sospetti. Secondo quanto ricostruito, i militari hanno sorpreso il ragazzo mentre cedeva un piccolo involucro a una donna del posto. La successiva perquisizione sulla cliente, una 53enne residente a Narni, ha permesso di rinvenire un grammo di hashish.
L’episodio ha immediatamente rafforzato i sospetti delle forze dell’ordine, che hanno deciso di approfondire i controlli. Una volta entrati all’interno dell’abitazione del giovane, i Carabinieri hanno rinvenuto altri quattro grammi dello stesso stupefacente, materiale utile al confezionamento delle dosi e circa 400 euro in contanti. La somma è stata ritenuta compatibile con l’attività di spaccio, motivo per cui è stata sottoposta a sequestro insieme alla droga e al kit per il confezionamento.
Il 27enne è stato denunciato a piede libero per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. La donna che aveva appena acquistato la dose, invece, è stata segnalata alla Prefettura di Terni come assuntrice, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. L’inchiesta è attualmente nella fase preliminare e, fino a eventuale condanna definitiva, l’indagato deve essere considerato innocente.
Nei giorni precedenti, i Carabinieri avevano intensificato i controlli sul territorio narnese, con un’attenzione particolare al fenomeno dello spaccio e al consumo di stupefacenti tra i più giovani. Circa dieci giorni fa, infatti, le pattuglie dell’Arma hanno condotto un’operazione a largo raggio che ha interessato sia il centro storico che la zona di Stifone, meta turistica molto frequentata.
In quell’occasione, sono stati sequestrati complessivamente 17 grammi di hashish e sono stati fermati diversi ragazzi, tra cui due giovani donne di 18 e 19 anni residenti rispettivamente a Narni e Assisi, un minorenne di 17 anni originario di Terni, un 24enne romano e un quinto soggetto la cui identità non è stata resa nota. Tutti sono stati segnalati alla Prefettura di Terni per violazione dell’articolo 75 del D.P.R. 309/90.
Per uno dei fermati è scattato anche il ritiro immediato della patente di guida. Il messaggio è chiaro: il territorio di Narni, pur essendo noto per la sua vocazione storica e turistica, è sotto un’attenta sorveglianza per contrastare episodi di microcriminalità legati allo spaccio.
Il 27enne fermato mercoledì sera dovrà ora affrontare le conseguenze legali derivanti dall’accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. La normativa italiana in materia di droga, regolata principalmente dal D.P.R. 309/90, distingue con nettezza tra chi fa uso personale e chi detiene quantità o strumenti che fanno presumere l’attività di cessione a terzi. Nel caso di Narni, il possesso di più dosi, la presenza di denaro contante e del materiale per il confezionamento sono stati ritenuti indizi concreti a sostegno dell’ipotesi di spaccio.
Dal punto di vista giuridico, l’articolo 73 del D.P.R. 309/90 prevede pene severe per chi viene riconosciuto colpevole di detenzione a fini di spaccio: la reclusione può variare dai 6 ai 20 anni, con multe che oscillano tra i 26.000 e i 260.000 euro. Tuttavia, è importante sottolineare che l’entità della pena dipende da diversi fattori: il tipo e la quantità della sostanza, le modalità di detenzione, i precedenti dell’imputato e la valutazione complessiva del giudice.
Nel caso specifico, il quantitativo sequestrato è relativamente contenuto (circa cinque grammi totali di hashish). Questo elemento, unito all’assenza di notizie su precedenti penali, potrebbe orientare la vicenda verso il riconoscimento dell’ipotesi di “lieve entità”, prevista dal comma 5 dello stesso articolo 73. Tale fattispecie consente una riduzione significativa delle pene, con una reclusione compresa tra 6 mesi e 4 anni e una multa tra i 1.032 e i 10.329 euro. In alternativa, in caso di esito processuale favorevole, non è esclusa la possibilità di sanzioni alternative o percorsi di recupero.
Il giovane denunciato, dunque, rischia conseguenze serie ma non necessariamente devastanti, a patto che il giudice riconosca la limitata entità dell’episodio. Fondamentale sarà la valutazione delle prove raccolte e il lavoro della difesa, che potrà puntare a dimostrare l’assenza di un vero e proprio giro di spaccio organizzato, cercando di ridimensionare l’accusa.