Storia a lieto fine nelle campagne narnesi dove un segugio rimasto intrappolato in una tana a San Faustino è stato salvato dai Vigili del Fuoco: un'operazione che ha richiesto diverse ore per essere portata a termine. Il cane, impegnato nell'inseguimento di una preda, si era andato ad infilare in una tana lunga e stretta, senza riuscire più ad uscirne.
Sul posto si sono portati i Vigili del Fuoco di Terni, partiti dalla Centrale con l'ausilio del gruppo Gos (gruppo operativo speciale) munito di un piccolo escavatore. Lo scavo tuttavia non è stata un'operazione semplice, tutt'altro. I caschi rossi hanno dovuto monitorare costantemente lo stato di salute dell'animale, assicurandosi che non subisse danni o venisse schiacciato durante l'intervento. Uscito finalmente "a riveder le stelle", il segugio è apparso vispo e in buona salute ed è stato riconsegnato ai proprietari.
Può capitare che i nostri amici animali finiscano nei guai e con i cani da caccia questo accade con una certa frequenza. Guidati dal loro fiuto infallibile, spesso non si accorgono dei pericoli circostanti e il segugio di cui sopra, non è certamente l'unico per cui è stato richiesto l'intervento dei Vigili del Fuoco. In Umbria, dove l'attività venatoria è ancora molto radicata, durante la caccia incidenti di questo tipo si sono verificati in più occasioni.
Alla fine di gennaio, in coincidenza proprio con la chiusura della stagione venatoria, ad Umbertide un altro segugio si era andato ad incastrare in una profondissima tana di un istrice nelle campagne di Polgeto. Il proprietario era riuscito ad individuarlo ma il cane era bloccato a circa otto metri di profondità. Sul posto era intervenuta prontamente la squadra dei Vigili del Fuoco di Città di Castello e l'operazione si era prospettata fin da subito molto complessa. In un primo momento si era provato a scavare a mano ma la profondità della cavità e la particolare conformazione del terreno l'avevano reso impossibile. Si era passati ai mezzi meccanici che avevano lavorato incessantemente per 40 lunghe ore mentre l'animale veniva monitorato con una telecamera da ricerca. Il segugio si era andato ad incastrare talmente in profondità che ogni minima azione di spostamento avrebbe potuto seppellirlo sotto quintali di terra.

Soltanto intorno alle 7 di mattina del 2 febbraio, ben due giorni dopo, i Vigili del Fuoco erano riusciti a raggiungerlo a trarlo in salvo. Il povero animale era visibilmente provato dall’esperienza ma per fortuna in buone condizioni generali.
Stesso episodio, a novembre dell'anno scorso nelle campagne di Unciano, frazione del Comune di Spoleto. I Vigili del Fuoco del distaccamento di Spoleto erano intervenuti per salvare un cane rimasto intrappolato in un cunicolo scavato da un istrice, in una delle zone più impervie.
Sul posto era arrivata in supporto anche una squadra del Comando Centrale di Perugia, ma la profondità e la struttura del cunicolo avevano reso impossibile qualunque manovra manuale. Così era stato richiesto l’intervento del Gruppo Operativo Speciale (GOS) - Nucleo Movimento Terra, giunto da Terni con un escavatore. Uno scavo condotto con estrema cautela per oltre un'ora quando, finalmente il cane, è stato raggiunto e portato in salvo. L'animale, spaventato ma in buone condizioni, era stato riconsegnato al proprietario. Anche questa una storia a lieto fine che dimostra, ancora una volta, che purtorppo a volte i nostri amici animali non sempre sanno valutare rischi e conseguenze delle proprie azioni.