Dario Antiseri è morto all'età di 86 anni. Il celebre filosofo si è spento nella notte dell'11 febbraio nella sua casa di Cesi, a pochi chilometri da Terni, dopo aver combattuto contro una lunga malattia che l'aveva portato a sospendere le sue uscite pubbliche. Allievo di Karl Popper, accademico di lungo corso, Antiseri ha dedicato la sua intera esistenza allo studio della filosofia e ai suoi numerosi studenti. Con lui scompare un gigante della cultura italiana, uno studioso che ha saputo incarnare visione, valori e dialogo.
Nato a Foligno il 9 gennaio 1940, Antiseri si laureò in filosofia nel 1963 all'Università degli Studi di Perugia perfezionandosi poi in vari atenei europei tra cui Vienna, Munster e Oxford. Le sue ricerche si sono concentrate su temi come la logica matematica, la filosofia del linguaggio e l'epistemologia. È stato allievo di Karl Popper di cui ha diffuso in Italia il pensiero con studi, traduzioni e una biografia pubblicata per Rubbettino. Docente dal 1968, ha svolto la sua attività prima all'Università La Sapiena di Roma e all'Università di Siena, poi a Padova e infine alla Luiss Guido Carli di Roma.
Insieme a Giovanni Reale è stato l'autore di uno dei più noti manuali di storia della filosofia occidente per le scuole superiori. Una collaborazione proficua che portò entrambi i filosofi, nel 2002, a ricevere la laurea honoris causa dall'Università di Mosca. Il 7 aprile 2006 l'allora presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi lo insignì dell'onorificenza di Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Antiseri è stato un autore estremamente prolifico che ha dato alle stampe una lunghissima serie di opere. Molto credente, ha saputo incarnare ed esprimere i valori cristiani nella vita quotidiana e nella sua lunga attività professionale. Amatissimo dai suoi studenti che lo ricordano per passione e umanità, è stato uno strenuo sostenitore del valore pedagogico della filosofia, mostrando in più occasioni una certa insofferenza verso le posizioni più elitarie dietro cui si sono trincerati altri filosofi contemporanei.
Il suo pensiero si è caratterizzato per l'applicazione del razionalismo scientifico di Popper a numerosi ambiti del sapere e dello spirito mentre la sua intera attività è stata ispirata dal netto rifiuto di ogni dogmatismo, atteggiamento che gli ha attirato svariate critiche da parte della Chiesa che l'ha accusato di "relativismo". Una posizione che invece Antiseri ha fatto sua esprimendola anche in uno dei suoi libri di maggior successo 'Cristiano perché relativista, relativista perché cristiano' edito sempre da Rubbettino.
Florindo Rubbettino è stato tra gli allievi di Antiseri alla Luiss di Roma, diventandone successivamente l'editore con cui il filosofo ha pubblicato numerosi saggi che sono stati tradotti anche in Cina e in Russia.
"Forse i grandi maestri non muoiono mai davvero - queste le parole dell'editore -. Le loro idee continuano a vivere nel cuore e nella mente di chi le ha apprese dalla loro viva voce e a vibrare con vigore dalle parole incise nelle pagine dei libri che hanno scritto. Questo pensiero mi è di grande conforto in un momento di dolore personale e di tutta la Casa Editrice come quello che stiamo vivendo per la morte di Dario Antiseri. Sentiamo più che mai il dovere di onorare la sua memoria impegnandoci ancora di più a far vivere e risuonare forte il suo insegnamento".
Rubbettino ha definito il suo maestro come "un costruttore di ponti tra cultura umanistica e cultura scientifica, tra mondo liberale e mondo cattolico, tra università e scuola e che ha visto nel relativismo la spina dorsale dell'identità occidentale, è sempre più preziosa".