Momenti di forte apprensione nel pomeriggio di sabato 30 maggio nell'area del Monte Cucco, lungo il versante marchigiano che ricade nel territorio comunale di Sassoferrato.
Due escursioniste, una donna e la figlia minorenne, hanno perso l'orientamento durante una camminata in montagna, finendo fuori dal percorso escursionistico in una zona particolarmente impervia.
L'allarme è stato lanciato quando le due non sono più riuscite a ritrovare il sentiero e a rientrare autonomamente in sicurezza. Una situazione che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi considerando la conformazione del territorio, caratterizzato da boschi fitti, pendii ripidi e numerosi tratti rocciosi.
Fortunatamente l'intervento coordinato dei soccorritori ha consentito di localizzare rapidamente le due escursioniste e riportarle in salvo.

Secondo le prime informazioni disponibili, madre e figlia erano partite da Val di Ranco, una delle località turistiche più conosciute del Parco del Monte Cucco, situata nel comune di Sigillo, in provincia di Perugia. Val di Ranco si trova sul versante umbro della montagna, a circa 1.000 metri di quota, ed è uno dei principali punti di accesso ai sentieri che conducono verso la vetta del Monte Cucco e verso i percorsi che attraversano il crinale appenninico.
Il Monte Cucco rappresenta infatti uno dei principali rilievi dell'Appennino umbro-marchigiano e costituisce un territorio condiviso tra le due regioni, con sentieri che spesso attraversano il confine amministrativo tra Umbria e Marche.
Proprio questa caratteristica rende l'area particolarmente affascinante per gli escursionisti ma richiede anche una buona conoscenza dei percorsi e delle condizioni ambientali.
Nel corso dell'escursione le due donne si sono progressivamente allontanate dal tracciato principale, ritrovandosi in una zona boschiva sopra Piaggiasecca senza più riuscire a individuare la direzione corretta.
Durante la progressione fuori sentiero, la ragazza è caduta riportando un trauma al volto e alcune escoriazioni. L'incidente ha inevitabilmente aumentato la preoccupazione della madre e reso ancora più urgente l'intervento dei soccorritori.
La situazione è apparsa subito delicata non tanto per la gravità delle ferite, quanto per la difficoltà di muoversi in sicurezza in un ambiente montano lontano dai percorsi segnalati.

Una volta ricevuta la richiesta di aiuto, si è immediatamente attivata la macchina dei soccorsi.
Sul posto sono intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco di Fabriano, supportate dai colleghi del distaccamento di Arcevia, insieme agli operatori del Soccorso Alpino e Speleologico delle Marche.
Per velocizzare le ricerche è stato impiegato anche l'elicottero Drago dei Vigili del Fuoco, che ha sorvolato l'ampia area boschiva compresa tra il crinale del Monte Cucco e la zona di Piaggiasecca.
L'utilizzo del mezzo aereo si è rivelato particolarmente importante per individuare rapidamente le due escursioniste in un territorio caratterizzato da vaste superfici forestali e da numerosi avvallamenti.
Dopo le operazioni di ricerca, madre e figlia sono state individuate dai soccorritori e raggiunte direttamente sul posto.
Entrambe erano in buone condizioni generali, nonostante la comprensibile stanchezza e lo stato di agitazione accumulato durante le ore trascorse fuori dal sentiero.
Gli operatori del Soccorso Alpino hanno immediatamente prestato assistenza alla ragazza, effettuando una valutazione sanitaria e le prime medicazioni per il trauma facciale e le escoriazioni riportate nella caduta.
Una volta stabilizzate le condizioni della giovane, i soccorritori hanno accompagnato le due escursioniste fino al punto in cui era parcheggiata la loro automobile.

L'episodio riporta l'attenzione sull'importanza della prudenza durante le escursioni in montagna.
Il Monte Cucco, con i suoi oltre 1.500 metri di altitudine, rappresenta una delle aree naturalistiche più affascinanti dell'Appennino centrale. I suoi sentieri attraversano faggete, pascoli d'altura, forre e zone carsiche di grande interesse ambientale.
Proprio per questo motivo il territorio richiama ogni anno migliaia di appassionati di trekking, escursionismo, speleologia e volo libero.
Gli esperti raccomandano sempre di affrontare i percorsi adeguatamente equipaggiati, di consultare le condizioni meteorologiche e di non abbandonare mai i sentieri segnalati, soprattutto nelle aree più isolate.
In questa circostanza il lieto fine è stato reso possibile dalla tempestività dell'allarme e dalla professionalità delle squadre di soccorso, che hanno consentito a madre e figlia di rientrare sane e salve dopo una giornata che avrebbe potuto trasformarsi in una situazione molto più seria.