Una bambina di appena cinque mesi è morta dopo essere stata colpita da meningite fulminante da meningococco. Un decorso rapidissimo, drammatico, che non ha lasciato scampo nonostante l’intervento immediato dei sanitari. Intanto la Usl Umbria 1 sta concludendo l’indagine epidemiologica per ricostruire contatti e circostanze, attivando tutte le procedure previste in questi casi. La direzione sanitaria ha avviato tempestivamente le verifiche attraverso il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, che è al lavoro per definire con precisione l’elenco delle persone entrate in contatto con la piccola negli ambienti ospedalieri, al fine di predisporre la profilassi in via cautelativa.
La macchina sanitaria si è mossa immediatamente dopo il decesso. Il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica è in queste ore in contatto con la direzione ospedaliera per ricostruire con la massima accuratezza la rete dei contatti. L’obiettivo è individuare le persone presenti negli stessi orari di accesso all’ospedale della bambina, così da sottoporle, se necessario, a profilassi antibiotica preventiva. Un lavoro che viene svolto anche in collaborazione con i pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale del territorio.
La meningite da meningococco è una malattia infettiva che si trasmette attraverso il contatto aereo stretto da persona a persona. Il batterio, spiegano gli esperti, è particolarmente labile al di fuori dell’organismo umano: non sopravvive a lungo nell’ambiente, motivo per cui non è necessaria alcuna sanificazione straordinaria degli spazi. Il periodo di incubazione varia da 2 a 10 giorni, mentre la contagiosità è limitata ai 7 giorni precedenti l’insorgenza dei primi sintomi.
Nel frattempo, la direzione dell’Usl Umbria esprime "il più sentito cordoglio e vicinanza alla famiglia in questo momento di grande dolore". Un messaggio istituzionale che accompagna il lavoro tecnico e sanitario di queste ore, nel rispetto del dolore dei genitori e della necessità di garantire sicurezza e informazione corretta alla cittadinanza.
Secondo quanto ricostruito, i genitori si sono presentati rapidamente nella tarda mattinata di ieri 17 febbraio all’ospedale pediatrico, allarmati dalle condizioni della figlia. I medici, compresa la gravità del quadro clinico, hanno disposto l’immediato trasferimento in Terapia intensiva neonatale. Ogni procedura è stata attivata senza esitazione.
Nonostante la tempestività dell’intervento e gli sforzi del personale sanitario, la situazione è precipitata in poche ore. La meningite fulminante da meningococco può evolvere con estrema rapidità, soprattutto nei soggetti più fragili come i neonati, rendendo a volte inefficaci anche le cure più immediate e avanzate.
La meningite è un’infiammazione delle meningi, le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Può essere causata da virus, batteri o, più raramente, da funghi. Tra le forme batteriche, quella da meningococco è tra le più temute per la rapidità con cui può evolvere e per la gravità delle sue complicanze.
Il meningococco (Neisseria meningitidis) si trasmette attraverso le goccioline respiratorie emesse parlando, tossendo o starnutendo, ma richiede un contatto stretto e prolungato per il contagio. Non si tratta di un batterio che sopravvive a lungo nell’ambiente: al di fuori dell’organismo umano è molto fragile. Per questo motivo non sono necessarie sanificazioni ambientali straordinarie, mentre è fondamentale intervenire rapidamente sui contatti stretti attraverso la profilassi antibiotica.
Il periodo di incubazione della meningite meningococcica varia generalmente tra i 2 e i 10 giorni. La persona infetta è contagiosa nei giorni precedenti la comparsa dei sintomi, in particolare nei 7 giorni che precedono l’esordio clinico. I sintomi possono iniziare in modo aspecifico, con febbre alta, irritabilità, sonnolenza, vomito e difficoltà ad alimentarsi nei lattanti. Nei casi più gravi possono comparire rigidità nucale, convulsioni, alterazioni dello stato di coscienza e, nelle forme fulminanti, segni di sepsi con macchie cutanee e rapido peggioramento delle condizioni generali.
La forma fulminante è caratterizzata da un’evoluzione estremamente veloce, che può portare a shock settico e insufficienza multiorgano in poche ore. È proprio questa aggressività a rendere la meningite meningococcica una delle emergenze infettivologiche più temute in età pediatrica.