28 Aug, 2025 - 15:00

Medioevo a Valvasone: un attore umbro alla guida di uno dei festival medievali più amati d’Italia

Medioevo a Valvasone: un attore umbro alla guida di uno dei festival medievali più amati d’Italia

È un attore, regista e sceneggiatore nato a Bastia Umbra, con alle spalle oltre trent’anni di esperienza tra palcoscenico e set cinematografici. Rodolfo Mantovani, già direttore artistico di Perugia 1416 e protagonista di alcune delle rievocazioni più suggestive dell’Umbria, viene confermato per il secondo anno consecutivo alla guida di Medioevo a Valvasone, una delle manifestazioni storiche più seguite del Friuli Venezia Giulia. Dal 4 al 7 settembre 2025 il borgo di Valvasone, inserito tra i più belli d’Italia, si trasformerà in un grande teatro a cielo aperto, pronto ad accogliere migliaia di visitatori.

Rodolfo Mantovani porta la sua visione artistica a Valvasone

Ogni edizione della rievocazione si distingue per un filo conduttore, e quest’anno Mantovani ha scelto “Orientis Partibus”. Un titolo che rimanda all’incontro tra culture lontane e che prende ispirazione dalla figura di Fra Giovanni da Pian di Carpine, frate francescano umbro del XIII secolo inviato alla corte del Gran Khan. "È un viaggio simbolico e reale tra Oriente e Occidente" – spiega Mantovani. Il pubblico sarà condotto alla scoperta di un uomo che fu messaggero di pace in tempi di conflitti e speranze. "Attorno al suo viaggio, il borgo di Valvasone diventerà crocevia di culture, riflesso perfetto del ruolo che la nostra terra ebbe nel Medioevo come ponte tra mondi lontani".

L’esperienza maturata in Umbria

Mantovani non è nuovo a sfide di questo tipo. Negli ultimi vent’anni ha contribuito alla crescita di eventi storici che hanno reso l’Umbria un laboratorio di rievocazioni. Dal Mercato delle Gaite di Bevagna al Calendimaggio di Assisi, dai Giochi de le Porte di Gualdo Tadino al Palio dei Quartieri di Nocera Umbra, fino alla direzione artistica di Perugia 1416, la sua carriera è stata segnata da un impegno costante nel coniugare fedeltà storica e potenza scenica. "Non sono solo un interprete della storia" – racconta – "ma un narratore che vuole far vibrare il passato nel presente, restituendo emozioni, autenticità e umanità".

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L'attore di Bastia Umbra si è avvicinato anche ad altri linguaggi: da due anni è presentatore di UmbriaCON, il Festival Comics Arts & Games della sua città natale, segno di una versatilità che gli permette di muoversi con disinvoltura tra tradizione storica e cultura pop contemporanea.

Valvasone, palcoscenico senza tempo in Friuli Venezia Giulia

Il borgo di Valvasone, con le sue architetture medievali intatte e le atmosfere suggestive, rappresenta il contesto ideale per un evento di tale portata. Per quattro giornate, 13 taverne storiche, oltre 1000 figuranti e più di 150 spettacoli daranno vita a un calendario fitto e spettacolare. Dame e cavalieri, musici e giullari, artigiani e falconieri popoleranno strade e piazze, offrendo al pubblico l’occasione di immergersi in un passato ricostruito con rigore e passione.

Non mancheranno i momenti simbolici, come la “Festa dell’Asino”, antica tradizione che intreccia sacro e profano e che quest’anno avrà un significato ancora più profondo, grazie al legame con l’inno “Orientis Partibus”. L’asino diventa così emblema di resistenza, fatica e continuità tra epoche, un simbolo universale di quel viaggio umano che unisce popoli e generazioni.

Un evento che parla al presente

La forza di Medioevo a Valvasone non sta solo nella ricostruzione storica, ma nella sua capacità di raccontare valori universali. Per Rodolfo Mantovani il Medioevo non è soltanto un’epoca da ricreare, ma "un ponte tra passato e presente, tra mondi lontani e valori universali come dialogo, conoscenza e pace". La sfida del direttore artistico è proprio questa: trasformare un’esperienza culturale in uno spettacolo corale, capace di emozionare e coinvolgere pubblici di tutte le età.

Grazie alla direzione di Mantovani, la 33ª edizione della rievocazione friulana si annuncia come un’edizione speciale, in grado di confermare il prestigio dell’evento e al tempo stesso di proiettarlo in una dimensione nuova, dove la storia incontra la contemporaneità. Perché, come dimostra il percorso di questo artista umbro, raccontare il Medioevo significa soprattutto raccontare l’uomo e il suo desiderio senza tempo di costruire ponti, non muri.

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Giorgia Sdei
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