L’Università di Perugia amplia le iscrizioni a Medicina e Chirurgia. Nel 2025/2026 i posti disponibili saranno 450, quaranta in più rispetto allo scorso anno. È un salto in avanti che segue la linea nazionale: dal 2025 il tradizionale test d’ingresso a numero chiuso è stato sostituito da un semestre aperto a libero accesso, così da permettere a più studenti di iniziare il percorso. La conferma è arrivata dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che ha presentato la misura come un passo per rafforzare il sistema sanitario e dare più opportunità ai futuri medici.
L’Università degli Studi di Perugia, includendo la sede distaccata di Terni, potrà dunque immatricolare 450 futuri medicial primo anno di Medicina. È un numero mai così alto per l’ateneo umbro, che solo pochi anni fa accoglieva meno di 300 studenti di medicina ogni anno. L’incremento +40 posti rispetto all’anno scorso rappresenta un balzo notevole : in tempi recenti le nuove ammissioni annuali a Perugia erano rimaste attorno a quota 300-400. Questo aumento rientra nella nuova programmazione nazionale decisa dal MUR (Ministero Università e Ricerca) per far fronte alla crescente domanda di formazione medica e alla carenza di camici bianchi negli ospedali.
Come ha spiegato la ministra Anna Maria Bernini, “l’aumento dei posti disponibili rappresenta un investimento concreto nel futuro di migliaia di studenti e studentesse che scelgono di diventare medici”, aggiungendo che l’obiettivo è valorizzare il merito e l’impegno di chi intraprende questa professione . Con l’avvio del nuovo anno accademico, inoltre, entrerà in vigore la riforma che abolisce il vecchio test di ingresso e inaugura un semestre iniziale ad accesso libero per tutti gli iscritti .
La novità del semestre aperto segna un cambiamento radicale: non più una selezione iniziale attraverso il test a crocette, ma un periodo di lezioni e prime verifiche aperto a tutti coloro che si iscrivono. L’idea è di spostare la selezione alla fine del semestre, in base al rendimento e alla frequenza degli studenti, dando la possibilità di dimostrare la propria preparazione sul campo. Questo sistema, già sperimentato in alcune realtà europee, mira a ridurre l’ansia da esame d’ingresso e a premiare la costanza nello studio.
Il dato di Perugia si inserisce in un contesto di ampliamento generalizzato delle facoltà di Medicina in Italia. L’ateneo umbro, con i suoi 450 posti, si colloca in una fascia medio-alta: basti pensare che l’università con il maggior numero di nuovi studenti di Medicina sarà La Sapienza di Roma con oltre 1.300 immatricolati previsisti per il 2025 . Anche grandi poli storici come Firenze (circa 560 posti) e Ferrara (600 posti) hanno incrementato le loro capacità di accoglienza a livelli senza precedenti . Al contrario, atenei più piccoli o di recente apertura mantengono numeri ridotti: ad esempio Potenza (Università della Basilicata) avrà soltanto 80 posti per Medicina , e l’innovativa sede di Trento si attesta anch’essa su 80 posti iniziali . In questo panorama diversificato, Perugia supera nettamente molte altre università di dimensioni simili e si prepara a formare una delle coorti più numerose di nuovi medici in Italia per il prossimo anno.
A livello nazionale, il numero di posti a Medicina è cresciuto in modo marcato. Secondo i dati ministeriali, per l’anno accademico 2025/2026 sono previsti 24.026 posti in tutti gli atenei italiani (compresi i corsi in inglese e le università private), con un incremento di circa 3.000 unità rispetto all’anno precedente.
In termini percentuali, le sole università statali in lingua italiana hanno ampliato le ammissioni di oltre il 13% in un anno – una decisa inversione di tendenza dopo decenni di contingentamento rigido. In soli due anni accademici l’offerta formativa è aumentata di oltre 8.000 posticomplessivi , segno della volontà politica di potenziare la formazione medica.
Dietro questi numeri c’è l’esigenza di colmare il fabbisogno di medici nel Servizio Sanitario Nazionale: molti ospedali soffrono di organici carenti e nei prossimi anni sono attesi massicci pensionamenti di medici senior. Si stima, ad esempio, che entro il 2026 circa 40.000 medici oggi in servizio andranno in pensione , lasciando scoperte posizioni che andranno necessariamente riempite da una nuova generazione di laureati in arrivo dalle università.