La Direzione regionale Governo del territorio, ambiente e protezione civile della Regione Umbria ha comunicato l’improcedibilità e la conseguente archiviazione delle istanze presentate dalla società Edurne Green Srl per la realizzazione di due impianti eolici di rilevante potenza nel territorio comunale di Gubbio.
I progetti, denominati “Gubbio Nord” e “Gubbio Sud”, prevedevano rispettivamente un impianto da 64,8 megawatt con sistema di accumulo da 63 megawatt e un impianto da 36 megawatt con accumulo da 12 megawatt. Entrambe le proposte sono state oggetto di un’istruttoria tecnica approfondita da parte del Servizio Transizione energetica e sviluppo sostenibile, al termine della quale sono emerse criticità ritenute tali da impedire il proseguimento dell’iter autorizzativo.
Il provvedimento è stato adottato ai sensi della legge 241/1990 e della legge regionale 7/2025, che disciplinano il procedimento amministrativo e i profili autorizzativi in materia.
Tra le motivazioni principali dell’archiviazione figurano “importanti carenze documentali” e difformità procedurali. In particolare, una parte consistente degli elaborati caricati sulla piattaforma regionale risultava priva di contenuto tecnico, limitandosi al solo frontespizio, circostanza che ha reso impossibile una valutazione sostanziale dei progetti.
Ulteriori criticità hanno riguardato le modalità di presentazione della documentazione. La società, secondo quanto rilevato dagli uffici, avrebbe reso disponibile parte degli atti tramite link esterni, modalità espressamente vietata dalle disposizioni regionali, che impongono l’utilizzo esclusivo della piattaforma SUAPE per il deposito completo degli elaborati.
A ciò si aggiunge un’incoerenza nella qualificazione procedimentale: le istanze sono state presentate come impianti eolici di “nuova costruzione”, mentre, alla luce delle caratteristiche progettuali e della normativa vigente, risultavano configurabili come “impianti ibridi”, con conseguente necessità di un diverso inquadramento autorizzativo.
Sul piano tecnico, l’istruttoria ha evidenziato l’assenza di schemi essenziali per la connessione alla rete elettrica nazionale gestita da Terna, elemento imprescindibile per la valutazione della fattibilità e dell’integrazione degli impianti nel sistema energetico.
Sono state inoltre riscontrate carenze in merito alla relazione tecnica sugli “usi civici”, aspetto particolarmente delicato nei territori interessati da vincoli e diritti collettivi, nonché la mancanza delle concessioni necessarie per le aree demaniali coinvolte nei progetti.
Nel loro complesso, tali mancanze hanno impedito agli uffici regionali di procedere con una valutazione completa sotto il profilo ambientale, paesaggistico e tecnico-amministrativo.
La Regione ha precisato che l’archiviazione non preclude in via definitiva la realizzazione degli impianti. Resta infatti ferma la facoltà per la società proponente di presentare nuove istanze, purché corredate da tutta la documentazione tecnica e legale richiesta e inoltrate nel rispetto delle modalità previste.
In tal senso, l’amministrazione regionale ribadisce la necessità di un rigoroso rispetto delle procedure e della completezza istruttoria, soprattutto in presenza di interventi di rilevante impatto territoriale e paesaggistico.
Sulla vicenda è intervenuto l’assessore regionale De Luca, che ha espresso una posizione critica rispetto alla parallela attivazione di procedimenti a livello ministeriale.
“È assurdo che un procedimento di autorizzazione unica archiviato dalla Regione con un’attenta analisi della documentazione, venga invece avviato dal Ministero in sede di Valutazione d'impatto ambientale. I rappresentanti umbri delle forze di centrodestra, oggi al Governo, dovrebbero smetterla di essere negazionisti a casa e in imbarazzante silenzio a Roma. In Umbria le cose o si fanno per bene o non si fanno”.
La dichiarazione richiama un nodo istituzionale rilevante, legato al coordinamento tra competenze regionali e nazionali in materia di energia e ambiente.
Il caso dei progetti “Gubbio Nord” e “Gubbio Sud” si inserisce in un quadro più ampio di sviluppo delle energie rinnovabili, ambito nel quale le amministrazioni sono chiamate a bilanciare gli obiettivi di decarbonizzazione con la salvaguardia del paesaggio, la tutela degli interessi collettivi e il rispetto delle procedure.
L’orientamento espresso dalla Regione evidenzia una linea improntata al rigore tecnico e amministrativo: nessuna preclusione ideologica rispetto agli impianti rinnovabili, ma richiesta di completezza documentale e correttezza formale quale presupposto indispensabile per qualsiasi valutazione nel merito.