05 May, 2026 - 12:00

Maurizio Molinari riconfermato alla guida della Uil Umbria: “Subito un Piano industriale regionale”

Maurizio Molinari riconfermato alla guida della Uil Umbria: “Subito un Piano industriale regionale”

“Il momento è straordinario e non possiamo più usare strumenti ordinari”. Parola di Maurizio Molinari. Il segretario generale della Uil Umbria è appena stato riconfermato alla guida del sindacato, ma il tempo per i convenevoli è già scaduto. Dal palco del 19° congresso regionale di Perugia, Molinari non ha alzato calici virtuali. Ha invece piantato un paletto: un Piano industriale e di sviluppo per l’Umbria. Non più frammenti, non più interventi tampone. Il sindacato chiede una strategia. E la chiede subito.

La politica, le imprese e le altre organizzazioni sindacali sono convocate a un tavolo permanente. “Non serve formalizzarsi sui nomi o sulle etichette, ma guardare alla sostanza”, ha scandito Molinari. “Noi siamo pronti, già da domani, a sederci”. Un messaggio netto che attraversa come un fiume in piena le stanze di Palazzo Donini e i distretti industriali. La ricetta per uscire dalle secche dello spopolamento e della precarietà, per Molinari, è una sola: abbandonare l’emergenza e abbracciare la programmazione.

Le urgenze dell’Umbria: dallo spopolamento alle infrastrutture, un quadro impietoso

Dietro l’appello di Molinari c’è la fotografia di una regione che arranca. Il segretario non ha usato giri di parole, parlando “a muso duro” come suo stile. Ha messo il dito sulla piaga dello spopolamento, sull’invecchiamento attivo della popolazione e su quella che ha definito una “vortice verso il disastro” per quanto riguarda la sanità.

“Scelte coraggiose”, ha ripetuto, sono necessarie per fermare la fuga dei giovani, spesso “più precari e costretti a lasciare il territorio”. E ancora: le liste d’attesa, la carenza di personale e la debolezza dei trasporti.

Sulle infrastrutture, il verdetto è impietoso. Molinari ha parlato di “isolamento” dell’Umbria, ribadendo un concetto che trasforma un problema tecnico in una questione civile: “Il diritto alla mobilità è libertà”. Un affondo che sa di denuncia, considerato che senza collegamenti efficienti, qualsiasi piano industriale rischia di restare un’illusione su carta.

La sfida del “tavolo permanente” e il coraggio di non guardare altrove

La novità politica emersa dal congresso di Perugia non è solo la riconferma di Molinari (avvenuta alla presenza del numero uno nazionale Pierpaolo Bombardieri e del segretario organizzativo Emanuele Ronzoni), ma la metodologia di azione proposta.

“Un lavoro di squadra collettivo”: questa la formula. Molinari chiede un’alleanza per lo sviluppo e la crescita che metta da parte le tatticismi. Un modo per dire alla giunta e alle associazioni datoriali che il tempo della “delega in bianco” è finito. La Uil vuole stare dentro la cabina di regia, non limitarsi a fare la sentinella.

Dal palco è stato ricordato come il sindacato abbia già trasformato la protesta in proposta. Molinari ha rivendicato azioni ad alto impatto simbolico e concreto: dalle “bare di cartone” in piazza IV Novembre per denunciare le morti sul lavoro, fino alla Carovana contro i lavoratori fantasma a Foligno. Ma soprattutto, il Protocollo appalti che è già diventato una proposta di legge grazie alla consigliera regionale Letizia Michelini. Un esempio, ha voluto sottolineare, di come si possa fare sindacato “costituente”.

Bombardieri: “Zero morti sul lavoro e niente più contratti pirata”

Nel pomeriggio, a chiudere i lavori, è stato il leader nazionale Pierpaolo Bombardieri. Il suo intervento ha dato la cifra nazionale a un congresso regionale. “In questo Paese aumentano i numeri, ma non la qualità dell’occupazione”, ha tuonato. Parole che pesano come macigni in una regione dove il lavoro povero è una piaga silenziosa.

Bombardieri è stato netto sulla sicurezza“Non ci fermeremo fino a quando non avremo raggiunto l’obiettivo di zero morti sul lavoro”. Per farlo, ha chiesto di istituire il reato di omicidio per violazione delle norme sulla sicurezza. Non solo statistiche: un’esigenza etica.

E mentre il mondo trema per la crisi geopolitica, Bombardieri ha lanciato un ultimo, chiaro avvertimento all’Europa: “L’Europa dovrebbe modificare il Patto di stabilità”. Perché tenere in vita regole ferree, ha spiegato, significa far ricadere “il peso della crisi sulle spalle dei più deboli”. Un’ingiustizia che la Uil non è disposta ad accettare, né a Roma né a Bruxelles.

Molinari esce dal congresso di Perugia con un mandato rinnovato, ma con la pressione di una clessidra che scorre veloce. L’Umbria ha bisogno di un Piano. E la politica, da oggi, sa che il conteggio alla rovescia è già iniziato.

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Federico Zacaglioni
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