Ha approfittato della Notte Bianca a Massa Martana per avvicinarsi all'ex compagna nonostante fosse destinatario di un divieto di avvicinamento. L'aveva vista in un bar insieme ad altre persone e, incurante del provvedimento già emesso, ha importunato lei e i suoi amici. Così per un 43enne italiano è scattato l'arresto in flagranza di reato da parte dei Carabinieri della stazione locale.
Quella che doveva essere un'occasione di festa e di svago per una donna si è trasformata in una serata nera quando l'ex compagno prima le si è avvicinato e poi ha iniziato a creare tensioni.
La donna non ci ha pensato due volte e ha avvisato i militari che peraltro, erano già sul posto per garantire il servizio durante la manifestazione. I carabinieri, coadiuvati dal personale del Norm della Compagnia di Todi, sono immediatamente intervenuti cogliendo l’uomo in flagranza di reato.
La donna aveva già presentato denuncia nei confronti dell'uomo per atti persecutori pochi giorni prima e l’Autorità Giudiziaria aveva valutato l’emissione del provvedimento di divieto di avvicinamento alla vittima e ai suoi famigliari.
Al termine delle formalità di rito, l'uomo è stato condotto agli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del giudizione direttissimo, all'esito del quale l'arresto è stato convalidato con obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
Di casi come questo di cui sopra, sono piene le cronache di ogni quotidiano: lo stalking è un fenomeno purtroppo molto diffuso. A farne le spese sono nella maggior parte dei casi le donne i cui ex partner, in un copione che si ripete tristemente, metteno in atto condotte persecutorie di solito dopo la fine della relazione.
E così partono i messaggi intimidatori, gli appostamenti, i pedinamenti, le telefonate indesiderate, le minacce e i soprusi. Nessuna persona dovrebbe mai tollerare abusi di alcun tipo e ogni donna che si trovi in una situazione di questo tipo deve sapere anzitutto che non è sola e che può chiedere aiuto.
Lo stalking (dall'inglese "to stalk", pedinare) è un reato talmente pervasivo per chi lo subisce che la vittima è costretta, per timore di nuovi atti persecutori, a cambiare radicalmente le proprie abitudini di vita.
In Italia lo stalking è un reato di introduzione relativamente recente (risale al 2009) e il nostro ordinamento prevede pene severe per chi lo commette, ovvero la reclusione da uno sei anni. La legge italiana offre alle vittime di stalking misure rapide per difendersi dai comportamenti persecutori. Il primo passo da compiere è sempre quello di sporgere denuncia alle forze dell'ordine affinché possano attivare i percorsi di protezione e tutela della vittima.
Secondo i dati dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) una donna su tre nel corso della propria vita ha subito una qualche forma di violenza. Nella maggior parte dei casi, proprio come nel fatto di cronaca avvenuto a Massa Martana, a commettere le volenze sono persone che la donna conosce già, come partner o ex partner, parenti o amici.
Nel nostro Paese esiste un sistema strutturato che può accogliere la donna che ha subito violenza. Oltre al 112, numero unico di emergenza, ci si può rivolgere al 1522 il numero dedicato specificatamente alle donne vittime di violenza o stalking.
In Umbria le donne vittime di violenza possono contare su una rete strutturata di centri antiviolenza che sono in grado di accoglierle, anche in strutture residenziali protette, e attivare i percorsi di fuoriuscita dalla violenza con personale altamente formato e qualificato.
Lo scorso 25 novembre, in occasione della Giornata Mondiale per l'eliminazione della violenza contro tutte le donne, dalla redazione di Tag24 Umbria abbiamo redatto una guida sintetica con tutti i recapiti utili in caso di necessità.