12 Aug, 2025 - 21:00

Marsciano, smaltisce rifiuti nel Nestore: denunciato imprenditore cinese

Marsciano, smaltisce rifiuti nel Nestore: denunciato imprenditore cinese

I carabinieri del Nucleo Forestale di Marsciano hanno deferito alla Procura della Repubblica di Spoleto, un imprenditore cinese per abbandono e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi.

Più di mezza tonnellata di rifiuti sversata nel Nestore: nei guai un cittadino cinese

Nella frazione di Castiglione della Valle, nel comune di Marsciano, dopo una segnalazione di rifiuti abbandonati nell’alveo del torrente, i Carabinieri Forestali hanno rinvenuto più di mezza tonnellata di scarti tessili abbandonati nel torrente Nestore, tra plastica e scarti di lavorazione.

Il ritrovamento, effettuato dai Carabinieri Forestali del Nucleo di Marsciano, ha portato alla denuncia di un imprenditore cinese, titolare di un’azienda del settore tessile, che aveva cessato l’attività da poco.

Il proprietario dell'impresa è stato identificato come il responsabile dello smaltimento illecito ed è stato, perciò, deferito alla Procura della Repubblica di Spoleto per abbandono e trasporto illecito di rifiuti speciali non pericolosi. Il responsabile, dopo la sua individuazione da parte dei militari, ha provveduto a sue spese allo smaltimento regolare dei rifiuti in questione.

Smaltimento illegale di rifiuti: cosa si rischia?

L'imprenditore cinese, titolare ed esecutore materiale dell’illecito smaltimento, è stato deferito all’A.G. di Spoleto per i reati ai sensi dell’art. 256 del DLGS 152/06 che prevede una pena, in caso di condanna, all’arresto da tre mesi a un anno o l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro. 

Fino a pochi tempo fa, un comportamento simile sarebbe stato punito con una semplice sanzione amministrativa ma con l’entrata in vigore delle modifiche al D. Lgs. 152/2006 – il cosiddetto Testo Unico Ambientale – approvate nell’ottobre 2023, l’abbandono di rifiuti da parte di privati cittadini è diventato un reato penale.

Cosa prevede la legge: art. 255 del Testo Unico Ambientale

A carico dell’indagato è stato ipotizzato il reato di cui all’art. 255, comma 1 del D. Lgs. 152/06, che recita:

“Chiunque abbandona o deposita rifiuti in modo incontrollato sul suolo o nel suolo è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da mille a diecimila euro”.

Va precisato, però, che l’indagato dovrà essere considerato innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Ma il messaggio è chiaro: il tempo dell’impunità è finito.

Foligno, blitz della Guardia di Finanza: imprenditore cinese denunciato

Un altro imprenditore cinese è stato individuato, dopo il blitz dei giorni scorsi, quando la Guardia di Finanza di Foligno, sotto il coordinamento del Comando Provinciale di Perugia, con un maxiblitz aveva sequestrato più di 2300 articoli contraffatti, portando alla denuncia di un cittadino cinese.

Tra gli oggetti, posti sotto sequestro, risultano borse, cinte, profumi e capi d'abbigliamento (riportanti marchi noti come Fendi, Dior, Louis Vuitton, Chanel, Gucci, Hermès e altri brand internazionali) ma che erano però false. Presenti anche 11 orologi Rolex falsi, il cui valore di mercato – se autentici – avrebbe superato 80 mila euro

Scoperta una vera e propria "boutique" falsificata grazie a un profilo social

L'attività investigativa, come ricordava la Guardia di Finanza, sarebbe partita dall'analisi delle piattaforme social (come TikTok, Facebook e Instagram). I finanzieri di Foligno avevano, tramite costante monitaraggio, individuato un profilo TikTok gestito da un cittadino cinese che, attraverso dirette e contenuti promozionali, offriva articoli di moda di presunti marchi prestigiosi come orologi, abbigliamento, profumi e pelletteria. 

La Guardia di Finanza, durante una prima ispezione, aveva controllato numerosi pacchi pronti per la spedizione, tutti privi di documentazione fiscale e contenenti articoli con merche contraffatta. Il secondo controllo era avvenuto nei locali utilizzati come sede commerciale, in una struttura a pochi metri dalla caserma della Guardia di Finanza di Foligno.

All'interno dei locali, i Finanzieri avevano trovato una stanza adibita come una boutique del lusso, con scaffali e espositori pieni di merce fasulla, dove avvenivano le dirette social per pubblicizzare i prodotti. I prodotti avevano materiali curati, etichette, confezioni e persino QR Code e “garanzie del venditore” abilmente falsificati,

Il titolare dell’attività era stato dunque denunciato alla Procura della Repubblica di Spoleto con l’accusa di commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione, in violazione degli articoli 474 e 648 del Codice Penale.

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Emanuele Landi
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