14 Jan, 2026 - 12:45

Mario Burlò appena liberato dal Venezuela dovrà presentarsi in tribunale a Terni

Mario Burlò appena liberato dal Venezuela dovrà presentarsi in tribunale a Terni

Avrebbe dovuto presentarsi davanti al giudice ma risultava irreperibile. È così che si è capito che Mario Burlò era detenuto in Venezuela da mesi. L'imprenditore torinese di 53 anni, fondatore del gruppo specializzato in outsourcing OJ Solutions, è rientrato in Italia proprio ieri insieme al connazionale Alberto Trentini dopo 14 mesi trascorsi nel carcere di El Rodeo 1, a Caracas. Arrestati entrambi a novembre 2024, in due episodi distinti, erano stati incarcerati ingiustamente, senza che venissero mai formalmente formulate accuse a loro carico.

Dopo una lunga e delicata operazione diplomatica i due hanno potuto finalmente riabbracciare le proprie famiglie. Ma per Burlò il rientro significa anche dover tornare a fare i conti con la giustizia italiana. Domani infatti comparirà nuovamente in tribunale, quello di Terni, per una vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto.

Perché Burlò deve presentarsi in tribunale a Terni

Così, a poco più di 24 ore dal riento in patria, è fissata l'udienza preliminare del procedimento penale in cui Burlò è indagato per violazioni tributarie, in programma giovedì 15 gennaio alle 13.30 di fronte al gip di Terni.

Il procedimento nella città umbra riguarda anche altre 39 persone, sei delle quali (ma non Burlò) indagate per associazione per delinquere, nell'ambito di un'indagine della Guardia di Finanza incentrata su una società di consulenza fiscale e tributaria con sede a Terni. Negli atti si legge che la società avrebbe agito da "garante nell'esecuzione di contratti di accollo del debito e compensazioni di crediti tributari inesistenti". 

I procedimenti a carico di Burlò

Burlò in passato è stato coinvolto in diversi processi in Italia. Proprio durante la sua detenzione nel Paese dell'America Latina, erano cadute le accuse più gravi che lo vedevano imputato con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito del processo Carminius, un'inchiesta sulle infiltrazioni mafiose in Piemonte. La Cassazione nel febbraio 2025 aveva infatti annullato la condanna a sette anni, cancellando così le contestazioni.

Oltre a Terni è imputato in un altro procedimento a Torino per il crac della Auxilium, la storica squadra di basket del capoluogo piemontese, per cui nei giorni scorsi sono stati condannati altre sette persone co-imputate insieme a Burlò. La sua posizione invece è stata stralciata e l'imprenditore dovrà comparire in tribunale il prossimo 17 marzo. A luglio scorso, il pubblico ministero aveva chiesto per lui una condanna a 3 anni e 6 mesi, sostenendo che non ci fossero prove del fatto che si trovasse in Venezuela.

La lunga prigionia in Venezuela

Burlò si era recato in Venezuela nel 2024, arrivato via terra dalla vicina Colombia, con l'obiettivo di espandere i propri orizzonti imprenditoriali e da quanto appreso sarebbe stato arrestato appena varcato il confine. 

Impossibilitato a contattare la famiglia, per lungo tempo di lui si erano completamente perse le tracce: la sua detenzione era stata confermata soltanto diversi mesi dopo l'imprigionamento. In carcere ha conosciuto Alberto Trentini, il cooperante veneziano rientrato insieme a lui e arrestato nello stesso periodo.

L'imprenditore appena rientrato in Italia: "È stata una tortura"

Grande l'emozione ieri mattina, martedì 13 gennaio, quando sia Burlò che Trentini hanno potuto finalmente riabbracciare i propri cari. Ad accoglierli anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Appena atterrato all'aeroporto di Ciampino, dopo oltre 14 mesi Burlò ha rivisto i suoi figli e ha rivolto qualche parola anche ai cronisti, visibilmente provato dall'esperienza della detenzione. "Qui (in Italia ndr) pensavano che fossi morto. Quando uno lede il diritto di difesa, il diritto di parlare... è stata una tortura. È stato un vero e proprio sequestro di persona. Ti prendo la tua vita e te la porto via, così è stato".

AUTORE
foto autore
Sara Costanzi
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE