09 Jan, 2026 - 17:20

Manovra fiscale dell'Umbria, la simulazione choc: "Divora gli sgravi Meloni". E spunta un gettito fantasma da 64 milioni

Manovra fiscale dell'Umbria, la simulazione choc: "Divora gli sgravi Meloni". E spunta un gettito fantasma da 64 milioni

La manovra fiscale con cui la Regione Umbria guidata dalla presidente Stefania Proietti intende rimpolpare le casse regionali nel 2026 nasconderebbe, secondo alcune analisi, una duplice criticità. Da un lato, il comunicatore pubblico Marco Regni dimostra come l'aumento dell'addizionale regionale IRPEF finisca per assorbire completamente i tagli della tassa sul reddito decisi dal governo Meloni, lasciando i cittadini del ceto medio con un prelievo netto più alto, addirittura con un primato nazionale. Dall'altro, il consigliere comunale ternano Claudio Batini (Alternativa Popolare), presidente della terza commissione bilancio e membro del Consiglio delle Autonomie locali, pone una serie di interrogativi stringenti sulla congruità dei calcoli della Giunta, mettendo in luce una clamorosa discrepanza: nelle proiezioni regionali mancherebbero all'appello circa 160mila contribuenti rispetto ai dati del Ministero dell'Economia, con un differenziale di gettito stimato in 64 milioni di euro.

La simulazione che annulla il beneficio nazionale: "Per Antonio e Filippo, l'Umbria è la più cara"

A rendere palpabile l'impatto della manovra ci ha pensato il comunicatore pubblico Marco Regni, costruendo una simulazione basata su due casi reali.

"Prendiamo Antonio, pensionato con 35mila euro di reddito lordo, - dice Regni - e Filippo, medico ospedaliero con 75mila".

Confrontando il carico IRPEF totale (statale più regionale) con quello delle altre regioni a statuto ordinario, il risultato è un primato amaro per l'Umbria. “A parità di IRPEF statale, in Umbria si paga di più”, sintetizza Regni. Per entrambe le fasce di reddito, la combinazione dell'aliquota nazionale ridotta dal governo e di quella regionale aumentata dalla Giunta Proietti produce il totale più elevato d'Italia. Un effetto che cancella il risparmio promesso a livello centrale.

La Regione toglie dalle tasche dei cittadini tutta la riduzione delle tasse del governo Meloni e mangia ancora più soldi”, è il commento secco che accompagna l'analisi. Una dinamica che, come fa notare la simulazione, non risparmia nemmeno chi beneficia di tagli a livello comunale, come a Todi con il sindaco Antonino Ruggiano.

Le domande di Batini alla Giunta: "Dove sono finiti i 160mila contribuenti invisibili?"

Se la simulazione fotografa l'effetto finale sul portafoglio, l'intervento di Claudio Batini scava nelle premesse contabili della manovra, sollevando dubbi che chiamano in causa la trasparenza e la correttezza tecnica dell'operazione. Il presidente della Terza Commissione del Comune di Terni mette a confronto i dati ufficiali del MEF, che conta 668.600 contribuenti IRPEF in Umbria, con quelli utilizzati dalla Regione per le sue proiezioni, che ne considererebbero solo circa 509.000. Un "esercito" di 159.599 contribuenti letteralmente scomparsi dalle stime. La conseguenza? Applicando le nuove aliquote regionali alla platea reale del ministero, il gettito teorico schizzerebbe a oltre 248 milioni di euro, ben lontano dai 184 milioni dichiarati dalla Giunta. Una sottostima del 35%, pari appunto a quei 64 milioni di differenza.

Batini rivolge alla Giunta Proietti quattro domande dirette, che toccano il cuore della questione: come si giustifica questa “voragine” nei conti? Perché escludere dalle proiezioni quasi un quarto dei contribuenti umbri? Qual è il senso di annullare con un aumento regionale il “respiro” che il governo centrale ha voluto dare al ceto medio? E, soprattutto, dove finiranno queste risorse aggiuntive, visto che la Corte dei Conti ha già ridimensionato l'entità del disavanzo sanitario usato come motivazione principale?

La trasparenza non è un optional quando si mettono le mani nelle tasche di chi lavora”, conclude Batini, lasciando cadere nell'aula del Consiglio regionale un pesante silenzio, in attesa di una risposta che dovrà essere fatta di numeri, non di parole.

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Federico Zacaglioni
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