06 Mar, 2026 - 18:30

Manoscritto del XVI secolo recuperato al mercato antiquario di Campello sul Clitunno: restituito all’Archivio di Stato di Salerno

Manoscritto del XVI secolo recuperato al mercato antiquario di Campello sul Clitunno: restituito all’Archivio di Stato di Salerno

Un prezioso manoscritto risalente tra il XVI e il XVII secolo è stato recuperato dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Perugia e restituito all’Archivio di Stato di Salerno.

Il documento era stato individuato lo scorso 3 febbraio su un banco ambulante del mercato mensile dell’antiquariato di Campello sul Clitunno, in provincia di Perugia.

La restituzione ufficiale è avvenuta il 4 marzo, quando il manoscritto è stato consegnato al direttore dell’Archivio di Stato di Salerno, il dottor Amato Salvatore, a conclusione delle verifiche effettuate dagli investigatori specializzati.

Le persone coinvolte nella vendita del documento sono attualmente sottoposte a indagini, ma restano presunte innocenti fino a eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.

Un documento storico di grande valore

Gli accertamenti svolti dai militari del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, in collaborazione con il personale della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria, hanno permesso di stabilire con certezza la provenienza del documento.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Spoleto, hanno infatti consentito di ricondurre il manoscritto al fondo archivistico “Protocolli Notarili – I versamento – Distretto di Salerno”, conservato presso l’Archivio di Stato.

Il documento recuperato contiene l’elenco dei protocolli notarili del notaio Giovanni Ferdinando de Rosa, attivo ad Amalfi tra il 1566 e il 1597.

Si tratta di una documentazione di grande interesse storico e giuridico, che rappresenta una testimonianza diretta dell’attività notarile e della vita economica e sociale della Costiera Amalfitana in età moderna.

Il ritrovamento al mercato antiquario

Il recupero del manoscritto è avvenuto nell’ambito dei controlli periodici svolti dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, che hanno competenza esclusiva su tutto il territorio nazionale per la tutela dei beni culturali.

Durante uno di questi controlli, effettuato nel mercato antiquario di Campello sul Clitunno, i militari hanno notato il documento esposto su un banco ambulante.

Da quel momento sono scattate le verifiche per accertare l’autenticità e la provenienza del manoscritto, una procedura fondamentale quando si tratta di beni culturali di possibile valore storico.

Grazie agli approfondimenti condotti dagli specialisti del TPC e dalla Soprintendenza archivistica, è stato possibile stabilire che il documento apparteneva all’Archivio di Stato di Salerno e che era stato asportato in epoca imprecisata.

Il lavoro dei Carabinieri per la tutela del patrimonio

L’operazione rappresenta un nuovo successo dell’attività investigativa dell’Arma dei Carabinieri nella tutela del patrimonio culturale italiano.

Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale svolge infatti un ruolo fondamentale nel contrasto ai traffici illeciti di opere d’arte, documenti storici e beni archeologici.

Le attività comprendono controlli nei mercati antiquariali, nelle fiere di settore e nelle vendite online, con l’obiettivo di individuare beni di provenienza illecita o sottratti a musei, archivi e biblioteche.

Anche nel caso del manoscritto recuperato a Campello sul Clitunno, l’intervento tempestivo dei militari ha permesso di evitare che il documento venisse definitivamente disperso o immesso nel mercato antiquario internazionale.

Un patrimonio che racconta la storia

I registri notarili rappresentano una fonte di straordinaria importanza per la ricostruzione della storia sociale ed economica di un territorio.

Attraverso atti di compravendita, contratti, testamenti e altri documenti legali, i protocolli notarili permettono infatti di ricostruire la vita quotidiana delle comunità del passato, offrendo preziose informazioni sulle attività economiche, sulle relazioni sociali e sulla gestione dei beni.

Nel caso specifico, il manoscritto recuperato documenta l’attività notarile svolta nella città di Amalfi tra la seconda metà del Cinquecento e la fine del secolo, un periodo storico di grande trasformazione per l’Italia meridionale.

Per questo motivo la sua restituzione all’Archivio di Stato di Salerno rappresenta un importante recupero per la memoria storica del territorio.

Restituzione e salvaguardia della memoria

La consegna del manoscritto al direttore dell’Archivio di Stato di Salerno ha segnato la conclusione di un’operazione che testimonia l’importanza del lavoro di tutela del patrimonio culturale svolto dalle istituzioni italiane.

Ogni documento recuperato e restituito agli archivi pubblici contribuisce infatti a preservare la memoria storica e l’identità culturale del Paese.

Il caso del manoscritto ritrovato a Campello sul Clitunno dimostra come anche nei contesti più ordinari, come un mercato antiquario, possano emergere testimonianze di grande valore storico.

Grazie all’azione congiunta dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, della Soprintendenza archivistica e della magistratura, un frammento importante della storia italiana è stato recuperato e restituito alla collettività.

Un risultato che conferma ancora una volta l’impegno delle istituzioni nel proteggere e valorizzare il patrimonio culturale nazionale.

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Mario Farneti
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