13 Feb, 2026 - 14:30

Maltrattamenti, la fuga dalla paura: “Lo denuncio dopo l’ennesima minaccia”. Arrestato l’ex compagno

Maltrattamenti, la fuga dalla paura: “Lo denuncio dopo l’ennesima minaccia”. Arrestato l’ex compagno

Aveva trovato il coraggio di denunciare solo dopo l'ennesima minaccia, quando la paura aveva superato la speranza che lui potesse cambiare. Per anni aveva sopportato percosse, lesioni, insulti, un clima di intimidazione costante che trasformava ogni gesto quotidiano in un possibile innesco di violenza. A spezzare quel ciclo sono stati gli investigatori del Commissariato di Polizia di Stato di Città di Castello, che, raccolta la querela della donna, hanno ricostruito con rigore ogni episodio, verificando documenti, testimonianze e dinamiche relazionali. Ne è emerso un quadro indiziario definito “particolarmente grave”, fatto di comportamenti reiterati, vessatori e oppressivi, maturati all'interno di una relazione ormai finita, ma ancora segnata dal controllo e dalla sopraffazione.

Sulla base di questi elementi, la Procura della Repubblica di Perugia ha chiesto una misura cautelare in carcere per un uomo del 1989, residente a Umbertide, ritenendo necessario intervenire a tutela dell'incolumità della ex compagna e per prevenire nuovi episodi di violenza. Il Gip ha accolto la richiesta, disponendo la custodia cautelare poi eseguita dagli agenti di Città di Castello con il supporto della Squadra Mobile di Fermo, che hanno rintracciato l'indagato mentre si trovava nel Fermano per motivi di lavoro e lo hanno accompagnato alla casa circondariale di Capanne.

La lenta e dolorosa ricostruzione di una relazione tossica: percosse e minacce continue

L'operazione, condotta nei giorni scorsi, affonda le radici in un lavoro certosino di ascolto e verifica. Tutto è partito dalla denuncia formale presentata dalla vittima, una donna che ha trovato la forza di rivolgersi alle forze dell'ordine per raccontare un incubo fatto di violenza domestica. Gli agenti del Commissariato di Città di Castello, guidati dal dirigente, non si sono limitati a verbalizzare la querela, ma hanno avviato accertamenti approfonditi per dare sostanza alle sue parole.

Attraverso una puntuale ricostruzione degli episodi denunciati e riscontri documentali, è emerso un particolare grave quadro indiziario. Non si trattava di un litigio isolato, ma di una condotta sistematica, una escalation di violenza fisica e psicologica che l'uomo, nonostante la fine della relazione, continuava a esercitare sull'ex convivente. La donna viveva in uno stato di ansia perenne, dovuto a continue intimidazioni e comportamenti vessatori che minavano la sua libertà.

Richiesta della Procura e intervento decisivo del Gip: “Necessario interrompere la sopraffazione”

Di fronte alla gravità degli elementi raccolti, la Procura di Perugia ha valutato come inadeguate le misure interdittive meno afflittive. Il Procuratore Raffaele Cantone ha firmato la richiesta di custodia cautelare in carcere, sottolineando la necessità di interrompere la situazione di reiterata violenza. La misura è stata giudicata essenziale non solo per tutelare l'incolumità della vittima, ma anche per impedire la commissione di ulteriori reati, data la personalità dell'indagato e la sua pericolosità sociale.

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha integralmente condiviso la prospettazione accusatoria, emettendo l'ordinanza di custodia cautelare. Una volta spiccato il provvedimento, è scattata la fase esecutiva. Gli agenti del Commissariato di Città di Castello, in collaborazione con i colleghi della Squadra Mobile di Fermo, hanno rintracciato l'uomo, classe 1989, che si trovava fuori regione per lavoro. Bloccato senza dare nell'occhio, è stato accompagnato nel carcere di Capanne, a disposizione dell'autorità giudiziaria. L'uomo è ora accusato di maltrattamenti in famiglia, reato per cui dovrà rispondere davanti al giudice.

AUTORE
foto autore
Federico Zacaglioni
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE