03 Jan, 2026 - 10:00

Maltempo in Umbria, svolta invernale dall’Epifania: piogge diffuse, freddo in calo e neve abbondante in montagna

Maltempo in Umbria, svolta invernale dall’Epifania: piogge diffuse, freddo in calo e neve abbondante in montagna

Un fine settimana di transizione verso il vero inverno, con il cielo che si chiude e il tempo destinato a cambiare volto nel giro di poche ore. Sulle colline umbre le prime piogge sono attese già dal pomeriggio, ma è tra domenica e le 48-72 ore successive che il peggioramento entrerà nel vivo, con precipitazioni diffuse e un sensibile calo delle temperature. Secondo le previsioni diffuse stamane da Michele Cavallucci, dello Staff Perugia Meteo, l’Umbria si prepara a una fase perturbata capace di portare, in pochi giorni, cumulate di pioggia pari all’intera media mensile di gennaio e il ritorno di neve copiosa in montagna, con possibili sconfinamenti a quote collinari dall’Epifania.

Piogge diffuse e accumuli rilevanti: una fase chiave per l’equilibrio idrico regionale

La giornata si apre con cielo nuvoloso su tutta la regione, ma il segnale più netto è atteso dal pomeriggio, quando le prime precipitazioni sparse inizieranno a interessare l’Umbria, con un’ulteriore intensificazione dalla tarda notte. Da domani, spiegano gli esperti di Perugia Meteo, si aprirà una finestra di 48-72 ore favorevole a precipitazioni importanti, come evidenziato dalle elaborazioni modellistiche.

“Inizia un periodo che potrebbe essere ottimo per precipitazioni significative sull’Umbria, con cumulate che potrebbero raggiungere, da sole, la media mensile prima del 10 gennaio, spiega Cavallucci, sottolineando come questa fase rappresenti un passaggio cruciale anche sul piano idrogeologico, dopo settimane caratterizzate da una distribuzione irregolare delle piogge.

La linea resta improntata alla massima prudenza, soprattutto quando si parla di neve a bassa quota. “Su questa pagina non troverete mai previsioni di neve in pianura a 96 ore, perché la quota neve dipende da molti fattori difficilmente inquadrabili con largo anticipo”, precisano da Perugia Meteo, richiamando le peculiarità del territorio umbro, lontano dalle dinamiche alpine.

Neve in montagna e temperature in calo: cosa cambia dall’Epifania

Il peggioramento sarà accompagnato da un progressivo abbassamento delle temperature. Per la giornata di domani sono attese nevicate intorno ai 1000-1200 metri sul nord dell’Umbria, con quote leggermente più elevate sul settore centro-meridionale dell’Appennino. Un’evoluzione che dipenderà in larga misura dall’intensità delle precipitazioni, capace di influenzare temporaneamente anche la quota neve, soprattutto per effetto pendio.

Il passaggio più delicato è atteso dalla serata dell’Epifania, quando la quota potrebbe abbassarsi ulteriormente. “Dal pomeriggio dell’Epifania la quota neve potrebbe scendere fino ai 600-700 metri, ma si tratta di uno scenario ancora da confermare e da valutare con estrema cautela”, avverte Michele Cavallucci, ricordando la distanza temporale dalla previsione.

Non si esclude, inoltre, che mercoledì 7 gennaio possa segnare un ulteriore calo termico, inserendo la regione in una fase fredda “non eccezionale, ma tipica del mese di gennaio”. Un freddo che, dopo anni di inverni miti, rischia di apparire più intenso rispetto alla percezione recente.

Temperature sotto zero ma niente neve: il ruolo del gelicidio

Le ultime ore hanno riacceso una domanda frequente tra i cittadini: perché, nonostante temperature sotto lo zero, in diverse aree umbre non si è verificata una vera nevicata? La risposta sta in una dinamica atmosferica complessa, ricostruita nel dettaglio dallo Staff di Perugia Meteo.

In condizioni ideali, con una colonna d’aria fredda e secca fino al suolo, i fiocchi riescono a mantenersi solidi anche attraversando strati più miti. Ieri mattina, però, la ventilazione di libeccio ha scalzato lo strato di aria fredda sotto i 600-700 metri, favorendo la presenza di aria umida e temperature positive già a quote più elevate.

“In un ambiente umido i fiocchi si sciolgono, trasformandosi in pioggia che, attraversando lo strato freddo al suolo, cade in stato sopraffuso”, spiegano i meteorologi. È il gelicidio, fenomeno raro in Italia ma particolarmente insidioso, che genera il cosiddetto ghiaccio vetrone.

Un ghiaccio compatto, trasparente e scivolosissimo, capace di provocare danni a alberi, tralicci, tetti e infrastrutture, oltre a gravi rischi per la circolazione stradale. Un episodio che conferma come, in meteorologia, la temperatura al suolo non sia mai un indicatore sufficiente per prevedere il tipo di precipitazione.

Il weekend segna dunque una svolta invernale per l’Umbria. Piogge, freddo e neve tornano protagonisti in uno scenario in rapida evoluzione, che richiederà attenzione e aggiornamenti costanti nei giorni a ridosso dell’Epifania.

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Federico Zacaglioni
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