19 Apr, 2026 - 20:08

Malore su un sentiero a Sant’Erasmo: 45enne soccorsa in elicottero e trasportata in ospedale a Terni

Malore su un sentiero a Sant’Erasmo: 45enne soccorsa in elicottero e trasportata in ospedale a Terni

Nel pomeriggio di oggi, la zona di Sant'Erasmo, situata tra le località di Cesi e Terni, è stata teatro di un delicato intervento di soccorso tecnico-sanitario. Una donna di circa 45 anni, che stava percorrendo uno dei sentieri della zona, è stata colpita da un improvviso malore che le ha impedito di proseguire autonomamente o di rientrare a valle.

La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente: sul posto sono giunte tempestivamente le squadre dei Vigili del Fuoco e il personale specializzato del Soccorso Alpino e Speleologico dell'Umbria (Sasu). Data la conformazione particolarmente impervia del terreno e la difficoltà di raggiungere il punto esatto via terra con i mezzi ordinari, i soccorritori hanno valutato necessario il supporto aereo per garantire la massima rapidità d'azione.

È stato quindi richiesto l'intervento dell’elisoccorso, che ha permesso all'equipe medica di raggiungere la paziente in tempi brevi. Una volta sul posto, i sanitari hanno provveduto a prestare le prime cure necessarie e a stabilizzare i parametri vitali della donna. Successivamente, la quarantacinquenne è stata recuperata tramite verricello e trasportata in volo presso la struttura ospedaliera più vicina per gli accertamenti e le terapie del caso. Grazie alla stretta sinergia tra i vari corpi dello Stato e alla rapidità del mezzo aereo, le operazioni si sono concluse nel minor tempo possibile, garantendo alla donna l'assistenza medica urgente richiesta dalla situazione.

Terni, il 18 marzo un malore alla Cascata delle Marmore

Il 18 marzo scorso, una donna di 76 anni era stata colta da un malore improvviso lungo i sentieri della Cascata delle Marmore. L’episodio,  all’altezza del cosiddetto ‘Balcone degli Innamorati’, dove la donna si era accasciata a terra perdendo conoscenza, mentre percorreva il sentiero che costeggia la cascata; momenti di apprensione nel primo pomeriggio. Immediato l’allarme ai soccorsi. Sul posto erano ovviamente intervenuti i Vigili del Fuoco e i sanitari del 118, che avevano raggiunto la donna lungo il percorso naturalistico. Dopo le prime cure sul posto, la 76enne era stata trasportata dai pompieri a valle lungo il sentiero, operazione resa più complessa dalla posizione del punto in cui si è verificato il malore. Successivamente era intervenuto anche il personale volontario del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che ha collaborato nelle operazioni di recupero fino al punto in cui era in attesa l’ambulanza. La donna era stata quindi affidata ai sanitari e trasferita per gli accertamenti del caso.

Elicottero, il pilastro del soccorso in zone impervie

L'elicottero è il pilastro del soccorso e della logistica in zone impervie, dove la morfologia del terreno impedisce l'accesso ai mezzi terrestri. In contesti come pareti rocciose, gole o aree boschive, l'operatività si basa su manovre di precisione estrema, come l'hovering (volo stazionario a pochi centimetri dal suolo) e l'uso del verricello, fondamentale per calare soccorritori o recuperare feriti in assenza di superfici di atterraggio. In Italia, il soccorso alpino e i Vigili del Fuoco utilizzano eccellenze tecnologiche come l'AW139, capace di operare in alta quota con elevati margini di potenza. Tuttavia, il volo in montagna presenta sfide critiche: la rarefazione dell'aria riduce la portanza, mentre i venti imprevedibili e i cambiamenti meteorologici repentini possono rendere proibitiva ogni missione.

Negli ultimi anni, l'introduzione dei visori notturni (NVG) ha rivoluzionato il settore, permettendo interventi di elisoccorso anche nel buio totale, riducendo drasticamente i tempi di attesa per i feriti in zone isolate. Oltre al soccorso, l'elicottero è essenziale per il lavoro aereo: trasporta materiali per il ripristino di rifugi, tralicci elettrici o barriere paramassi, fungendo da gru volante inaccessibile ad altri mezzi. Nonostante l'altissima versatilità, i limiti restano legati alla visibilità e alle turbolenze termiche, che richiedono piloti con addestramenti specifici per gestire l'instabilità aerodinamica tipica delle vette.

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Emanuele Giacometti
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