Il rombo dell’elicottero ha squarciato il silenzio carico di preghiere che avvolgeva lo Scoglio di Roccaporena. Erano da poco passate le 13 di ieri quando un giovane di circa trent’anni, in pellegrinaggio nel luogo più intimo del culto di Santa Rita da Cascia, è stato colto da un malore improvviso proprio sulla parete rocciosa che ogni 22 maggio attira centinaia di fedeli. La macchina dei soccorsi si è attivata in pochi istanti, trasformando un angolo di raccoglimento in un teatro di intervento tecnico e sanitario.
A dare l’allarme sono stati alcuni devoti che si trovavano accanto al ragazzo. In pochi minuti, sul sentiero impervio che conduce alla rupe sacra sono arrivate le squadre dei Vigili del fuoco del distaccamento di Norcia, il personale del 118 di Spoleto e i volontari della Misericordia, già operativi nell’area per l’assistenza durante le celebrazioni. Il giovane è stato immediatamente stabilizzato su barella spinale, manovra resa complessa dalla pendenza del terreno e dalla folla che, incurante del dramma, continuava a muoversi verso il punto simbolo della ricorrenza.
L’intervento si è sviluppato in due fasi serrate. La prima ha visto il personale sanitario bloccare il paziente e prepararlo al trasporto, mentre i pompieri liberavano un varco tra i fedeli e individuavano una zona sicura e all’ombra, lontana dal caldo e dalla calca. Come precisato nel rapporto ufficiale dei Vigili del fuoco, «i vigili del fuoco hanno anche coordinato le operazioni di messa in sicurezza del luogo, impedendo alle molte persone presenti sul posto per le celebrazioni di Santa Rita da Cascia, di salire durante l’avvicinamento dell’elicottero». Un lavoro di contenimento essenziale per consentire al velivolo di atterrare in una piazzola improvvisata, tra gli alberi e le rocce che fanno da corona allo Scoglio.
Dopo circa mezz’ora di attesa, durante la quale il ragazzo è rimasto costantemente monitorato, è giunto l’elicottero del 118 con a bordo anche il personale del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU). L’équipe ha preso in carico il giovane e lo ha elitrasportato in una struttura ospedaliera. Le operazioni si sono concluse intorno alle 15:30 senza ulteriori criticità, segno di un coordinamento che ha retto nonostante la pressione della folla e le difficoltà orografiche.
Lo Scoglio di Roccaporena non è soltanto un luogo di culto: è una parete verticale di roccia a cui la tradizione lega i momenti di preghiera solitaria di Santa Rita, e che ogni anno, nel giorno della sua memoria liturgica, diventa meta di un pellegrinaggio incessante. Ieri l’afflusso, favorito anche da una giornata di sole, ha reso ancora più delicata la gestione degli spazi angusti attorno al masso. Il malore del giovane ha così messo alla prova un dispositivo che ha visto dialogare senza sbavature Vigili del fuoco, 118, Misericordia e SASU, tutti mobilitati in un territorio in cui la devozione si intreccia con la difficoltà logistica.
Nessuna informazione è stata diffusa sulle condizioni del ragazzo, ma la tempestività dell’intervento e la scelta di elitrasportarlo hanno lasciato intendere la necessità di accertamenti approfonditi. L’episodio resta un monito su quanto gli eventi religiosi ad alta densità di partecipanti, specie in aree impervie, richiedano piani di emergenza pronti a scattare in pochi secondi. Ieri, a Roccaporena, quel meccanismo ha funzionato, regalando un finale di sollievo a una giornata cominciata tra le preghiere e finita sotto il rumore assordante delle pale di un elicottero.