Un dolore ancora troppo forte pervade la famiglia di Francesco e Giacomo Fierloni, i gemelli morti folgorati a 22 anni nel terribile incidente di La Goga a Magione. Nei giorni scorsi si sono svolte le esequie dei due giovani e i genitori hanno lasciato trasparire le loro emozioni in una lettera.
Una tragica fatalità ha strappato alla vita a Francesco e Giacomo Fierloni. Le famiglie Fierloni e Musotti hanno espresso il loro profondo e sincero ringraziamento a chi ha mostrato vicinanza in questi giorni ma hanno voluto anche esprimere il loro dolore.
"In questi giorni di dolore indescrivibile, siamo stati avvolti da un’ondata di solidarietà che ha superato ogni immaginazione - si legge nella lettera - La straordinaria partecipazione ai funerali, così come i numerosi messaggi, le visite e i gesti di conforto ricevuti, rappresentano per noi un sostegno prezioso che non dimenticheremo. Un sentito ringraziamento va alle autorità che ci sono state accanto sin dai primi momenti: al sindaco di Magione, Massimo Lagetti, per la sua presenza costante e discreta; alla presidente della Regione, Stefania Proietti; all’assessore Betti; e a tutti i sindaci dei Comuni del Lago Trasimeno per la loro partecipazione e vicinanza".
"Esprimiamo inoltre profonda gratitudine al vescovo della Diocesi di Perugia-Città della Pieve, Ivan Maffeis, e ai rappresentanti delle unità pastorali limitrofe, che hanno accompagnato con sensibilità e fede questo momento così difficile - prosegue la famiglia - Un doveroso ringraziamento va alle forze dell’ordine e al personale sanitario intervenuto tempestivamente sul luogo della tragedia, per la professionalità e l’umanità dimostrate. Un pensiero riconoscente anche alla Misericordia di Magione e alla Cooperativa Unicoop Etruria, nella figura della presidentessa Radi. Un pensiero speciale è rivolto al mondo dell’attività venatoria, in tutte le sue associazioni, grande passione dei nostri ragazzi, che ha saputo stringersi attorno a noi con sincero affetto".
"Ringraziamo inoltre tutte le società sportive del territorio e gli ultras del Perugia, che durante l’ultima gara della stagione hanno voluto dedicare uno striscione ai nostri “freghi”: un gesto che ci ha profondamente commosso. Non da ultimo, esprimiamo riconoscenza agli istituti scolastici, ai docenti e agli studenti per le iniziative e la sensibilità dimostrate in questi giorni così delicati, che hanno profondamente coinvolto tutta la comunità educativa legata ai nostri figli - conclude la lettera dei familiari - Il nostro dolore è e resterà incolmabile, ma la vostra presenza e la vostra solidarietà rappresentano una luce nei momenti più bui e ci aiuteranno ad affrontare i giorni che verranno".
Venerdì 24 aprile alle 14:00, nella chiesa di San Giovanni Battista, si sono celebrati le esequie dei due giovani. Il dramma è avvenuto nella serata di martedì, 21 aprile 2026, intorno alle ore 23:30, in località La Goga, quando i due giovani cacciatori, due gemelli di 23 anni, che lavoravano nella ditta di termoidraulica di famiglia, hanno perso la vita.
Da una prima ricostruzione dei fatti, i due giovanissimi, che stavano allevando dei piccioni da riporto, stavano tentando di recuperare un volatile da richiamo posato sui fili elettrici di media tensione (20.000 Volt), situati a un'altezza di circa 10 metri.
Utilizzando un palo metallico, i due avrebbero urtato i cavi, venendo fulminati da una scarica elettrica sviluppatasi tramite arco voltaico. A compiere questa operazione sarebbe stato uno dei due gemelli, rimasto folgorato per primo e l'altro potrebbe essere morto nel tentativo di soccorrerlo.