Una bambina aggredita nel parco da un animale assimilabile a un lupo, la preoccupazione che corre lungo le strade della Valnerina e un intero paese che si interroga su come garantire la sicurezza pubblica senza alterare la natura. Ad Arrone la convivenza con i predatori è diventata un'emergenza da gestire con assoluta urgenza. Per questo, il sindaco Fabio Di Gioia ha firmato un’ordinanza restrittiva che mira a tagliare alla radice la principale fonte di attrazione per la fauna selvatica nei centri urbani: la disponibilità di cibo facile. Il provvedimento stabilisce il divieto assoluto di abbandonare o lasciare alimenti all'aperto, una misura drastica nata per scoraggiare le incursioni dei lupi vicino alle abitazioni e tutelare l'incolumità dei cittadini.
La decisione del vertice comunale giunge dopo giorni di forte apprensione, culminati con il grave episodio dello scorso 9 luglio. Presso gli impianti sportivi del paese, una bambina di 4 anni è stata aggredita da un animale riconducibile a un lupo. Sebbene la piccola stia bene e sia tornata subito a casa dopo le cure dei medici, l'evento ha imposto una risposta immediata. L'ordinanza del primo cittadino dispone il “divieto assoluto a chiunque di lasciare, depositare, abbandonare o diffondere in modo incontrollato cibo, mangimi o scarti alimentari di qualsiasi genere su suolo pubblico, aperto al pubblico o in aree private non recintate, suscettibili di essere raggiunte da animali selvatici”. Il Comune punta così a eliminare la costante presenza di scarti, che attira i predatori alterandone il naturale comportamento selvatico.
Il provvedimento introduce obblighi precisi per tutti i residenti, con un focus mirato sui proprietari di animali d'affezione e sui gestori delle colonie feline regolarmente censite. La somministrazione del cibo deve avvenire “esclusivamente in contenitori monitorati, provvedendo all'immediata rimozione dei residui alimentari e delle ciotole al termine del pasto, vietando tassativamente il posizionamento permanente di cibo all'aperto”. Cambiano le abitudini anche per la spazzatura domestica: vige l'obbligo di “conferire i rifiuti organici e domestici esclusivamente utilizzando gli appositi contenitori chiusi forniti dal servizio di raccolta, evitandone l'esposizione anticipata”. Per chi non rispetta queste preventive misure di sicurezza sono previste sanzioni amministrative pecuniarie da 25 a 500 euro, uno strumento necessario per scoraggiare comportamenti irresponsabili sul territorio.
Mentre le nuove regole entrano in vigore, sul territorio prosegue senza sosta la ricerca dell'animale che ha spaventato il borgo. Sotto il coordinamento della Prefettura di Terni, che ha riunito d'urgenza un tavolo tecnico all'indomani dell'aggressione, è stata costituita una task force operativa. Gli esperti dell'associazione Wild Umbria hanno ultimato il posizionamento di fototrappole nelle aree in cui sono state rilevate tracce o segnalati avvistamenti. Le attività di pattugliamento vedono impegnati in prima linea i Carabinieri Forestali, la Polizia Provinciale e i volontari della Protezione Civile, pronti a intervenire in sinergia con la Regione Umbria e l'Usl Umbria 2 per garantire il controllo capillare della zona e favorire la cattura dell'esemplare in totale sicurezza.
Per gestire l'interazione con i cosiddetti lupi confidenti, il dipartimento di Prevenzione dell'Usl Umbria 2 ha diffuso una nota ufficiale rivolta alla popolazione. Le autorità sanitarie invitano a riscoprire una rigorosa “cultura della distanza”. In caso di incontro ravvicinato, le linee guida raccomandano di non tentare mai di avvicinarsi all'animale, tenere al sicuro i bambini e spaventare l'esemplare alzando la voce e muovendosi sul posto. Se è necessario allontanarsi, bisogna farlo indietreggiando lentamente, mantenendo lo sguardo rivolto al predatore ed evitando assolutamente di correre. Viene inoltre raccomandato di custodire cani e gatti all'interno delle case durante le ore notturne e di mantenere costantemente pulite da sterpaglie e rovi le aree verdi private adiacenti alle abitazioni.