L’Umbria e la Toscana piangono monsignor Riccardo Fontana, arcivescovo emerito di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e già pastore dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia dal 1996 al 2009. Il presule si è spento nelle prime ore dell’alba di lunedì 9 febbraio all’ospedale San Donato di Arezzo, dove era ricoverato da circa tre mesi per gravi problemi di salute. Aveva 79 anni.
Fontana aveva guidato la diocesi aretina dal 2009 al 2022, dopo essere stato trasferito da Spoleto-Norcia per decisione di Papa Benedetto XVI, subentrando a monsignor Gualtiero Bassetti, chiamato alla sede arcivescovile di Perugia. Dopo la rinuncia al governo pastorale, aveva scelto di rimanere stabilmente ad Arezzo, continuando a partecipare alla vita della diocesi e al servizio liturgico nella Cattedrale e nella parrocchia di San Domenico.
L’annuncio del ricovero era stato dato l’8 novembre dall’attuale vescovo di Arezzo, Andrea Migliavacca. Successivamente, nella conferenza di fine anno del 23 dicembre, lo stesso Migliavacca aveva fornito un aggiornamento sulle condizioni di mons. Fontana, spiegando che il presule era stato colpito inizialmente da un problema di natura neurologica, poi aggravato da una polmonite, e che in quel momento “non fosse in pericolo di vita”. Le condizioni cliniche si erano tuttavia progressivamente aggravate, fino al decesso avvenuto all’alba del 9 febbraio.
Poco più di un mese prima, la comunità diocesana aveva celebrato il 30° anniversario della sua nomina episcopale, momento che aveva assunto il valore simbolico di un ringraziamento pubblico per una lunga stagione di ministero.
Le esequie di monsignor Riccardo Fontana saranno celebrate giovedì 12 febbraio alle ore 15.30 nella Cattedrale di Arezzo. Alla cerimonia parteciperanno le autorità religiose e civili, il clero diocesano e numerosi fedeli, molti dei quali giungeranno anche dall’Umbria.
Nato a Forte dei Marmi il 20 gennaio 1947, Riccardo Fontana era stato ordinato sacerdote per l’arcidiocesi di Pisa il 2 luglio 1972. Nei primi anni del suo ministero si era distinto per l’impegno pastorale e per il servizio all’interno del servizio diplomatico della Santa Sede,
Nel 1995, ancora giovane sacerdote, fu nominato arcivescovo di Spoleto-Norcia e ordinato vescovo da Papa san Giovanni Paolo II il 6 gennaio 1996, nella basilica di San Pietro. Alla guida della diocesi umbra rimase fino all’estate del 2009, quando Papa Benedetto XVI lo trasferì alla guida della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, succedendo a mons. Gualtiero Bassetti, chiamato alla sede di Perugia.
Con il trasferimento ad Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Fontana diede inizio a una nuova stagione episcopale, durata fino al 2022, segnata da iniziative pastorali, attenzione alla formazione del clero, valorizzazione delle parrocchie e dialogo con le istituzioni civili. Dopo la rinuncia al governo pastorale, scelse di rimanere stabilmente ad Arezzo, continuando a vivere la vita della diocesi non più come guida, ma come sacerdote e arcivescovo emerito, sempre al servizio della comunità.
Il profilo di mons. Fontana si distingue per la capacità di coniugare autorevolezza istituzionale e prossimità pastorale, tratto che ha caratterizzato in modo costante il suo ministero episcopale. La lunga esperienza maturata nel servizio diplomatico della Santa Sede gli aveva conferito una visione ampia delle dinamiche della Chiesa universale, che seppe tradurre in uno stile di governo improntato alla mediazione, alla stabilità e alla costruzione di relazioni ecclesiali solide e durature.
Nel corso del suo episcopato nelle diocesi di Spoleto-Norcia e successivamente di Arezzo-Cortona-Sansepolcro promosse percorsi di rinnovamento pastorale attenti alle trasformazioni sociali e culturali del territorio. Particolare rilievo assunsero l’impegno nella formazione permanente del clero, il sostegno alle vocazioni e la valorizzazione del ruolo dei laici nella vita ecclesiale, con iniziative orientate a rafforzare la corresponsabilità all’interno delle comunità parrocchiali.
Oltre all’azione pastorale, mons. Fontana mantenne costante l’attenzione al dialogo con le istituzioni civili, il mondo associativo e le realtà sociali locali, contribuendo a consolidare un rapporto di collaborazione tra Chiesa e società improntato al confronto costruttivo e alla coesione territoriale.