11 Aug, 2025 - 17:58

Ludopatia, scatta il giro di vite: campagne e fondi in arrivo

Ludopatia, scatta il giro di vite: campagne e fondi in arrivo

La Regione Umbria scende in campo contro la piaga del gioco d’azzardo patologico, fenomeno le cui conseguenze gravano su persone, famiglie e sull’intera comunità. Nei giorni scorsi, la Giunta regionale ha approvato un accordo annuale con Federsanità ANCI Umbria – la federazione che riunisce aziende sanitarie locali, aziende ospedaliere e i Comuni umbri attraverso la Conferenza dei Sindaci – per rafforzare la prevenzione e la cura delle dipendenze, con particolare attenzione al disturbo da gioco d’azzardo. 

Umbria, nuovo accordo per contrastare il gioco d’azzardo patologico

L’iniziativa si inserisce nel Piano per la prevenzione, cura e riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo – Programmazione 2025, il programma regionale dedicato a contrastare il gioco d’azzardo patologico. Il piano prevede azioni di informazione, sensibilizzazione e supporto realizzate in collaborazione con i Comuni e le Zone sociali dell’Umbria. La presidente della Regione, Stefania Proietti, sottolinea la gravità del fenomeno: «Il gioco d’azzardo patologico è una piaga che mina la salute delle persone e l’equilibrio delle famiglie. Con questo accordo rafforziamo la rete di prevenzione e di aiuto, per affrontare un problema che ha pesanti ricadute personali e sociali». Proietti evidenzia dunque la necessità di un’azione coordinata sul territorio, potenziando la rete esistente di servizi per prevenire e curare la ludopatia a livello locale.

Il Piano regionale 2025 per prevenire e curare la ludopatia

In continuità con le attività degli anni precedenti, il programma 2025 prevede diverse iniziative sul territorio per contrastare il gioco d’azzardo patologico, tra cui:

  • Campagne di comunicazione rivolte alla popolazione generale e a gruppi specifici, per sensibilizzare sui rischi del gioco d’azzardo;
  • Diffusione e monitoraggio del marchio “Umbria No Slot”, simbolo dell’impegno regionale contro l’azzardo (un logo attribuito a esercizi commerciali che scelgono di non installare slot machine);
  • Attivazione di strumenti informativi e sistemi di comunicazione “circolare” per favorire uno scambio costante di informazioni e buone pratiche;
  • Monitoraggio dei provvedimenti comunali in materia di gioco lecito (ordinanze, regolamenti locali);
  • Sostegno alle reti locali di contrasto all’azzardo, ovvero ai progetti e alle associazioni attive sul territorio.

Queste azioni mirano sia a prevenire che a limitare il fenomeno, coinvolgendo enti locali, ASL, scuole e comunità in un fronte comune di sensibilizzazione e supporto.

Campagne e iniziative nei Comuni umbri contro le slot machine

Tra i progetti più visibili c’è la promozione di attività e spazi “slot free”, incentivando gli esercizi commerciali a rinunciare alle macchinette mangiasoldi e ad aderire al marchio “Umbria No Slot”. Le campagne di comunicazione saranno mirate: da un lato messaggi per tutta la popolazione, dall’altro interventi calibrati su fasce più a rischio, come giovani e anziani. I Comuni, con il supporto delle Zone sociali, avranno un ruolo chiave nella diffusione del materiale informativo e nell’organizzazione di eventi di sensibilizzazione.

Marchio “Umbria No Slot” e monitoraggio delle ordinanze locali

Il monitoraggio dei provvedimenti comunali sarà costante, per verificare l’efficacia delle ordinanze e dei regolamenti che limitano l’installazione o l’uso delle slot machine nei locali pubblici. Questo strumento, già utilizzato negli anni passati, ha contribuito a ridurre l’offerta di gioco in alcuni territori, creando zone più protette da stimoli eccessivi.

Fondi ministeriali per rafforzare la rete socio-sanitaria in Umbria

L’accordo sarà finanziato con 42.429,18 euro, attingendo alle risorse del Fondo per il gioco d’azzardo patologicoassegnate alla Regione Umbria dal Ministero della Salute. Le risorse stanziate saranno impiegate per rafforzare la rete socio-sanitaria, favorire il coordinamento tra i diversi attori coinvolti e garantire continuità alle azioni già avviate negli anni precedenti. L’obiettivo è duplice: rafforzare la prevenzione attraverso informazione e sensibilizzazione, e offrire supporto concreto a chi è già colpito dal disturbo, favorendone il recupero e il reinserimento nella vita familiare e sociale.

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Francesca Secci
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