Il trionfo del Perugia all’Armando Picchi è ossigeno puro che mancava da tanto, troppo tempo. Questo il commento del tecnico biancorosso Giovanni Tedesco, che ai microfoni di Umbria Tv ha analizzato una serata che sa di liberazione e rilancio. Non è stata solo una vittoria, ma un segnale di vita da parte di un gruppo che sembrava smarrito. “Questi tre punti pesano come macigni, valgono il doppio” ha esordito il tecnico. “Voglio solo dire grazie ai miei ragazzi: hanno messo in campo un cuore immenso, dimostrando un attaccamento alla maglia che va oltre il calcio. Vedere il loro affetto è la vittoria più bella, per me, per la società e per i tifosi che non ci lasciano mai soli.”
L’analisi vira poi sulla scacchiera tattica, con il passaggio al 4-2-3-1 che ha sorpreso il Livorno. Tedesco ammette con onestà di aver studiato i punti deboli degli amaranto osservando le loro fatiche precedenti: “Ho visto come la Sambenedettese li aveva messi in crisi e ho deciso di puntare sulla spinta degli esterni. Lisi e Canotto sono stati i motori perfetti per questo piano, mentre Bartolomei ha giocato di pura volontà, mi ha fatto capire chiaramente che voleva esserci a ogni costo. Ma lasciamo stare i numeri, i moduli contano zero se manca l’atteggiamento. Stasera la testa era quella giusta".
C’è spazio anche per un retroscena personale. Prima del fischio d’inizio, nel tunnel, Tedesco ha cercato lo sguardo di ogni singolo giocatore: “Molti dicevano che sarebbe stata la mia ultima panchina, c’era già la nave pronta per rispedirmi a Palermo! Invece quegli abbracci a fine gara mi hanno ripagato di tutto”. Un legame forte, sancito anche dall’abbraccio con Borras e dalla fiducia confermata di Riccardo Gaucci e Walter Novellino.
Tuttavia, il tecnico resta con i piedi nel fango della battaglia: “Non abbiamo ancora fatto nulla. Per troppo tempo ci è mancata la continuità e ora non possiamo più permetterci cali di tensione. Dobbiamo stare calmi, recuperare le energie a Cascia e pensare subito al Pontedera. Serve equilibrio, quello che forse è mancato a tutto l’ambiente ultimamente. Io accetto le critiche e mi prendo le mie responsabilità, ma a volte ho percepito un accanimento eccessivo. Ora conta solo una cosa: pedalare a testa bassa e portare il Grifo in salvo".
LIVORNO (4-3-1-2): Seghetti; Ghezzi (49’ st Marinari), Camporese, Tosto, Haveri; Hamlili, Marchesi (22’ st Bonassi), Luperini (37’ st Biondi); Panaioli (22’ st Peralta); Malagrida, Vayrynen (22’ st Dionisi). A disposizione: Tani, Ciobanu, Mawete, Gentile, Noce, Baldi, Odjer. Allenatore: Venturato
PERUGIA (4-2-3-1): Gemello; Tozzuolo, Riccardi, Stramaccioni, Dell'Orco; Bartolomei (39’ st Megelaitis), Tumbarello; Manzari (39’ st Verre), Canotto (11’ st Bolsius), Lisi (27’ st Bacchin); Montevago (36’ st Nepi). A disposizione: Moro, Vinti, Angella, Dell’Orco, Ladinetti, Terrnava, Dottori, Perugini, Joselito. Allenatore: Tedesco
ARBITRO: Diop di Treviglio (Antonicelli di Milano-Manzini di Voghera)
MARCATORI: 7’ st Montevago, 36’ st Bacchin, 48’ st Dionisi su rigore.
NOTE: Spettatori 3079. Ammoniti: Panaioli e Vayrynen (L), Manzari, Megelaitis e Stramaccioni (P). Angoli: 4-5. Recupero: 1’ pt; 5’ st.