Della modifica della legge regionale per l'accesso alle case popolari, se ne parla da tempo. L'assessore umbro al Welfare, Fabio Barcaioli, ha proposto di rivedere in particolare due criteri tra quanto previsto dalla legge approvata dal governo Tesei. Nel mirino ci sono il requisito della cittadinanza quinquennale e dell'incensuratezza per tutti i membri del nucleo familiare che presenta domanda. Due scogli da superare ha sempre sostenuto Barcaioli, perché a farne le spese sono persone fragili e incolpevoli che alla fine restano ingiustamente fuori dalle graduatorie. La modifica va fatta in tempi brevi, ha dichiarato, perché porta ad escludere troppe richieste.
La proposta ha sollevato non poche polemiche tant'è che dalle file del centrodestra hanno parlato di riforma orientata verso una direzione "pericolossisima". Al momento in Assemblea legislativa stanno lavorando per apportare le modifiche e, dichiara il consigliere regionale pentastellato Luca Simonetti, presidente della Terza commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, si è nella fase di definizione dei nuovi parametri.
"Stiamo definendo parametri che non escludano ma che invece garantiscano il diritto alla casa ai più bisognosi - ha affermato Simonetti -, con particolare attenzione ad anziani, famiglie numerose e persone con disabilità. Nessuno deve essere condannato a vivere ai margini della società per sempre. Chi ha già pagato il proprio conto con la giustizia non può essere escluso dalle graduatorie, tanto meno insieme alla sua famiglia".
"Abbiamo constatato direttamente - prosegue Simonetti - come questa legge, voluta dal centrodestra e applicata da tutti i Comuni, incluso quello di Terni, non solo penalizzi chi ha espiato la propria colpa, ma colpisca duramente anche tutti i componenti del nucleo familiare, inclusi i minori, che non hanno alcuna responsabilità ma si trovano a pagare un prezzo altissimo".
Simonetti ha ribadito che "Il tema delle case popolari non può essere piegato a logiche punitive, ma deve prevedere strumenti per premiare chi ha più bisogno, perché questo fa una Regione che non lascia nessuno indietro. È una priorità che la maggioranza regionale sta affrontando con serietà e trasparenza".
L'esponente del Movimento 5 Stelle ha ricordato come su questo tema dalla Regione abbiamo aperto al massimo confronto coinvolgendo con l'Anci, i Comuni umbri e i presidenti delle due Province, insieme alle organizzazioni sindacali.
"È stato un percorso ampio e partecipato - ha concluso - che ha visto il coinvolgimento anche dell’assessore Maggi e del sindaco e presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi, il quale non ha sollevato rilievi sostanziali e si è espresso favorevolmente sul principio di non esclusione per chi ha scontato la pena. Grazie anche all’impegno costante dell’assessore regionale Fabio Barcaioli stiamo lavorando per definire regole più giuste. Punire senza fine chi ha già pagato il proprio debito significa negare la possibilità di riscatto e di reinserimento".
Nei giorni scorsi sulla riforma è arrivata la replica del Comune di Terni nelle parole dell'assessore Giovanni Maggi che ha sottolineato come i Comuni applichino anzitutto quanto previsto dalla legge regionale e che pur gestendo i casi particolari, si dovrebbero fare dei distinguo.
"Per quanto attiene i reati penali - ha dichiarato Maggi -, condivido il principio che non ci sia un’esclusione automatica, ma occorre valutare con grandissima attenzione quelli più odiosi come pedofilia e spaccio di droga, perché si inseriscono soggetti pericolosi in contesti particolarmente fragili". Maggi ha ribadito la necessità di preservare i criteri di legalità e tutela nei confronti dei più deboli contestando duramente l'eventualità dell'apertura delle graduatorie a chi abbia occupato abusivamente l'alloggio. Un reato, quello dell'occupazione abusiva, dove a farne le spese sono spesso gli anziani e disabili ha sottolineato.