Il gruppo LeD – Liberi e Democratici, con la chiara impronta dell’ex sindaco Filippo Mario Stirati, è tornato a farsi sentire con un comunicato pungente pubblicato sui social. Stavolta, pur senza firmare direttamente il testo, Stirati si sarebbe tradito per il tono e i contenuti, riconoscibili da chi segue da anni le vicende politiche cittadine.
La critica riguarda due punti: l’investimento dell’amministrazione Fiorucci nell’acquisto di mezzi per il magazzino comunale e l’organizzazione della finale regionale di Miss Italia Umbria 2025 in Piazza Quaranta Martiri.
Il primo affondo dei LeD riguarda la notizia diffusa dal Comune circa l’acquisto di nuovi mezzi per il settore operaio comunale, investimento da 50mila euro che – secondo la giunta Fiorucci – non avveniva da oltre vent’anni.
I LeD hanno smentito duramente: “Bugia. L’ennesima alla quale può abboccare solo chi non sa. Non più di 5 anni fa l’Amministrazione Stirati investiva 370mila euro nell’acquisto e nell’ammodernamento di diversi mezzi (camion, bobcat, rullo, furgoni e auto)”.
Un’accusa che punta a screditare il messaggio di “novità” lanciato dalla nuova amministrazione.
Ma il passaggio più velenoso riguarda l’impostazione culturale e turistica. Secondo i LeD, il confronto tra il passato e il presente sarebbe impietoso: “Quello a cui stiamo assistendo è il più completo e assoluto nulla cosmico di questa amministrazione: mancanza di visione, disorganizzazione, assenza totale di una strategia turistica”.
Il comunicato rilancia il paragone: “Nel 2015, a un anno dall’insediamento del sindaco Stirati, nasceva il Festival del Medioevo. Oggi, a un anno dal sindaco Fiorucci, abbiamo la sagra della salsiccia e Miss Italia. Che possano aiutare il tessuto sociale ed economico della città, ce lo auguriamo. Ma siamo convinti che, per la sua storia e la sua cultura, Gubbio meriti ben altro”.
Parole dure, che intendono evidenziare un presunto “appiattimento” dell’offerta culturale cittadina.
La finale regionale di Miss Italia, prevista il 31 agosto a Gubbio, è stata definita dai LeD una scelta anacronistica: “Ripescare Miss Italia dal cilindro non significa solo affidarsi a una manifestazione che sa di naftalina: è rilanciare un modello che riduce la donna a corpo, oggettivizzandola”.
E ancora: “È proprio vero, non è il Medioevo il periodo più buio della storia”. Una frase che richiama ironicamente il grande evento culturale lanciato dalla giunta Stirati, contrapponendolo al concorso di bellezza ospitato dall’attuale amministrazione.
Se da un lato le critiche dei LeD toccano temi concreti, dall’altro il tono appare più stizzoso che costruttivo. L’impressione diffusa tra molti osservatori è che l’ex sindaco Stirati e i suoi sostenitori non abbiano ancora digerito la sconfitta elettorale del 2024, che ha consegnato la città al centrodestra guidato da Vittorio Fiorucci.
Attaccare Miss Italia come simbolo di “decadenza culturale” appare a tratti pretestuoso, soprattutto se si considera la natura poliedrica di una città che ospita da secoli rievocazioni storiche, festival culturali, eventi sportivi e anche appuntamenti popolari.
Anche parlare di "donna oggetto" ricorda certi slogan obsoleti propri del '68 che sanno anch'essi di naftalina.
Dal fronte dell’amministrazione Fiorucci, pur non essendo arrivata una replica ufficiale al comunicato dei LeD, trapela irritazione per quello che viene percepito come un attacco sterile.
Un esponente della maggioranza ha commentato: “È inutile parlare in maniera vaga di temi senza saperne individuare di validi e alternativi. La critica sembra fatta più per risentimento personale che per proporre soluzioni. Gubbio ha bisogno di progetti concreti, non di nostalgia politica”.
Va ricordato che la finale regionale di Miss Italia non è certo un evento che pretende di rappresentare da solo l’identità culturale di Gubbio. È piuttosto una tappa di un concorso nazionale, che porta visibilità, turismo e ricadute economiche.
Ridurre la manifestazione a “oggettivizzazione della donna” appare semplicistico, specie in un contesto storico in cui molte delle ex partecipanti sono diventate protagoniste dello spettacolo, della moda e del cinema.
Come ha ricordato il vicesindaco: “Miss Italia celebra la bellezza e l’eleganza in modo rispettoso. Non è mercificazione, ma tradizione italiana che ancora oggi può essere letta con modernità”.
Il confronto tra il Festival del Medioevo e Miss Italia, agitato dai LeD, sembra più un artificio retorico che un’analisi reale.
Un festival culturale e una competizione di bellezza appartengono a due ambiti differenti e non si escludono a vicenda. Una città viva è quella che sa proporre eventi popolari e di nicchia, capaci di attrarre pubblici diversi.
L’amministrazione Fiorucci lo ha ribadito più volte: “Accanto a eventi di massa come Miss Italia, continueremo a sostenere iniziative culturali di alto profilo. Gubbio deve saper parlare a tutti, non chiudersi in un solo segmento”.
Anche la polemica sui mezzi comunali appare un po’ forzata. È vero che l’amministrazione Stirati aveva investito cifre consistenti nel parco mezzi, ma ciò non toglie che l’attuale giunta abbia ritenuto necessario rinnovare ulteriormente il magazzino.
Si tratta di interventi tecnici, non di slogan elettorali. Puntare il dito sull’uso di 50mila euro, presentandolo come “bugia”, rischia di apparire come una polemica di retroguardia, che poco interessa ai cittadini.
Il nodo politico di fondo è un altro: il gruppo LeD non sembra aver ancora elaborato una proposta alternativa. Il rischio è che la critica si limiti a una lamentela continua, senza capacità di costruire un’agenda.
La frase “serve una strategia vera, un’ambizione più alta” potrebbe avere un senso se accompagnata da un piano concreto. Ma al momento resta uno slogan.
Gubbio, intanto, continua a ospitare eventi, attrarre visitatori e lavorare su progetti di sviluppo turistico e culturale. L’arrivo di Miss Italia, per quanto contestato, porta con sé una ribalta mediatica che poche altre manifestazioni possono garantire.
Come ha sintetizzato un amministratore: “Tradizione e modernità non si escludono: convivono. Una città che vuole crescere deve saper aggiungere, non sottrarre”.
La critica dei LeD a Fiorucci e alla sua giunta solleva temi che potrebbero essere interessanti – dalle strategie turistiche alla qualità degli eventi – ma lo fa in modo che appare più mosso dalla delusione politica che da una reale volontà costruttiva.
Gubbio non si gioca il futuro solo su Miss Italia o su un camion comunale: la vera sfida è elaborare un progetto di città che sappia valorizzare la sua identità millenaria e, al tempo stesso, aprirsi al mondo contemporaneo.
Per ora, la sensazione è che la polemica dei LeD sia più un segnale di rancore post-elettorale che un contributo al dibattito pubblico.