La prima serata TV di martedì 3 febbraio ha regalato a Pietralunga e a una delle sue realtà più rappresentative una visibilità rara e preziosa. La trasmissione “Boss in incognito” di Rai2, realizzata in collaborazione con Endemol Shine Italy e condotta da Elettra Lamborghini, ha infatti dedicato un’intera puntata a Le Vie del Tartufo, portando nelle case degli italiani non solo un’azienda d’eccellenza, ma soprattutto le persone che ne costituiscono il cuore pulsante.
Una prestigiosa vetrina televisiva che ha mostrato come anche da un piccolo borgo dell’Alta Umbria possano nascere imprese capaci di competere sui mercati nazionali e internazionali, senza perdere il legame con le proprie radici.
Protagonista della puntata è stata Silvia Cecchini, che guida l’azienda insieme al fratello Andrea Cecchini, alla madre Daniela, al responsabile di stabilimento Mirco Gaggiotti e al direttore commerciale Daniele Tintori. Un gruppo che ha scelto di partecipare al programma con spirito unitario, riflettendo lo stesso metodo con cui vengono prese le decisioni più importanti all’interno dell’impresa.
“Un racconto intenso e autentico”, quello andato in onda, che ha messo al centro non solo il prodotto e il marchio - Tartufi Jimmy, brand de Le Vie del Tartufo - ma soprattutto le storie, i volti e il lavoro quotidiano di chi rende possibile il successo dell’azienda.
Come vuole il format, Silvia Cecchini ha messo da parte il ruolo di imprenditrice per “infiltrarsi” in incognito tra i reparti e le attività operative. Affiancando i collaboratori nei loro compiti quotidiani, ha potuto vivere l’azienda da una prospettiva inedita, condividendo ritmi, responsabilità e gesti che spesso restano invisibili a chi osserva dall’alto.
Accanto a lei, anche Elettra Lamborghini, conduttrice del programma, si è calata nei panni di una dipendente, lavorando fianco a fianco con uno dei collaboratori e sperimentando in prima persona la quotidianità aziendale.
“Un’esperienza che ribalta i punti di vista”, perché costringe chi guida a guardare il proprio mondo produttivo con occhi nuovi, più vicini alle persone e meno ai ruoli.
L’esperienza ha permesso a Silvia di scoprire sfumature inedite delle persone con cui lavora da anni: storie personali, competenze silenziose, senso di responsabilità e un forte attaccamento all’azienda. Dietro ogni mansione ha trovato dedizione, orgoglio e appartenenza, elementi che nella routine quotidiana rischiano di rimanere in ombra.
Per i dipendenti, lavorare fianco a fianco con colleghi “sconosciuti”, tra cui la stessa conduttrice, si è trasformato in un’occasione di racconto spontaneo, libero da ruoli e formalità. Per Silvia, è stato un vero esercizio di ascolto e osservazione, capace di restituire un’immagine più vera e completa della sua impresa.
“A volte si conoscono i processi, ma non fino in fondo le persone”, è il messaggio che emerge con forza da questo tipo di esperienza.
Come da tradizione del programma, il momento dello svelamento finale ha rappresentato il punto di massima intensità emotiva. Non solo la rivelazione dell’identità del “boss”, ma soprattutto la condivisione di uno sguardo nuovo e più profondo sull’azienda e su chi la fa vivere ogni giorno.
Silvia Cecchini ha raccontato come questa esperienza l’abbia aiutata a rivedere Le Vie del Tartufo da una prospettiva diversa, rafforzando la consapevolezza del valore umano che sostiene la crescita dell’impresa.
“Un percorso che accresce il rispetto e l’apprezzamento per il lavoro quotidiano dei collaboratori”, e che rende più forte il legame tra chi dirige e chi opera sul campo.

La puntata non è stata solo intrattenimento. Ha offerto anche una narrazione positiva dell’impresa italiana, fatta di territorio, competenze, relazioni e identità. Le Vie del Tartufo si è mostrata come un’azienda dinamica e innovativa, capace di evolversi senza perdere il legame con Pietralunga e con la sua comunità.
È proprio dall’ascolto, dal rispetto e dalla condivisione che l’azienda costruisce ogni giorno il proprio futuro, come è emerso chiaramente dal racconto televisivo.
Vedere una realtà di Pietralunga raccontata in prima serata su una rete nazionale, con una puntata interamente dedicata alla sua storia, ha rappresentato un motivo di orgoglio non solo per l’azienda, ma per l’intera comunità.
Le Vie del Tartufo dimostra che anche da un piccolo borgo umbro possono nascere imprese capaci di parlare al mondo, portando con sé storie autentiche, radicate nel territorio e allo stesso tempo proiettate verso i mercati internazionali.
“Un esempio concreto di come identità locale e visione globale possano convivere”, e di come la televisione, quando racconta il lavoro e le persone, possa ancora essere uno strumento potente di valorizzazione del Paese reale.