Il Carnevale dei Rioni di San Sisto ha inaugurato la sua 45ª edizione sfidando le incertezze del meteo e andando regolarmente in scena con la tradizionale sfilata delle cinque "macchine" di cartapesta. I timori della vigilia, legati alle condizioni atmosferiche instabili, non hanno impedito lo svolgimento della manifestazione che, dopo giorni di preparativi, ha restituito al quartiere uno degli appuntamenti più attesi dell’anno.
La sfilata si è svolta lungo un percorso rinnovato, reso necessario dalla presenza dei cantieri pubblici attivi nell’area. Il corteo ha attraversato viale San Sisto, via Donizetti, via Pergolesi e le altre strade limitrofe, in un itinerario ridisegnato ma capace di garantire sicurezza, ordine e visibilità ai carri. Un adattamento logistico che non ha intaccato lo spirito della festa, confermando la capacità organizzativa dei rioni e dei volontari coinvolti.
Le cinque "macchine" hanno rappresentato il cuore simbolico della manifestazione, frutto di mesi di lavoro artigianale e di progettazione collettiva. Dietro ogni carro c’è un laboratorio di quartiere fatto di volontari, artigiani, giovani e famiglie, che costruiscono le strutture in cartapesta, curano le scenografie e definiscono i dettagli cromatici e narrativi.
La dimensione artigianale resta uno degli elementi identitari del Carnevale di San Sisto: non solo spettacolo, ma processo comunitario, trasmissione di competenze, educazione alla collaborazione e alla partecipazione civica. Le "macchine" non sono semplici carri allegorici, ma il risultato di un lavoro condiviso che coinvolge intere porzioni del quartiere.
L’edizione 2026 ha proposto temi fortemente riconoscibili, capaci di parlare a pubblici diversi. Il Rione Perugia 2 ha portato in scena l’universo di Harry Potter, con ambientazioni ispirate al mondo della magia; La Torre ha scelto Aladdin, evocando atmosfere orientali e fiabesche; ’L Toppo ha interpretato Toy Story, puntando su colori e personaggi simbolo dell’infanzia; ’L Cedro ha omaggiato Lupin III, con riferimenti al celebre personaggio dell’animazione giapponese; il Rione misto (Borgo Novo e viale San Sisto) ha reso omaggio a Tim Barton, con un carro ispirato al suo immaginario cinematografico.
La sfilata ha coinvolto residenti, famiglie e bambini, restituendo al quartiere una dimensione autentica di festa condivisa e partecipazione collettiva. Il Carnevale dei Rioni si è confermato non soltanto come un semplice evento, ma come vero e proprio rito sociale, capace di rafforzare il senso di appartenenza, la coesione comunitaria e l’identità territoriale di San Sisto. Le strade del quartiere si sono trasformate in uno spazio urbano simbolicamente condiviso, dove il pubblico ha accompagnato il passaggio dei carri tra musica, maschere e momenti di intrattenimento, ricostruendo un legame diretto tra comunità, tradizione e dimensione popolare della festa.
L’organizzazione ha assicurato il presidio costante del percorso attraverso volontari e personale dedicato, garantendo il regolare svolgimento della sfilata e il rispetto delle condizioni di sicurezza, nonostante le criticità legate alla temporanea riorganizzazione della viabilità per la presenza dei cantieri. Un dispositivo operativo che ha consentito di coniugare spettacolo, partecipazione e tutela dell’ordine pubblico, restituendo alla manifestazione un profilo di piena fruibilità urbana e civile.
La manifestazione non si è esaurita con la prima uscita dei carri. Il programma prevede un secondo appuntamento domenica 15 febbraio, con una nuova sfilata nel quartiere di San Sisto. Il momento culminante è fissato per martedì 17 febbraio, in occasione del Martedì grasso, quando i carri si sono trasferiti nel centro storico di Perugia, portando la festa nel cuore della città e ampliando in modo significativo la platea dei partecipanti, coinvolgendo non solo i residenti ma anche visitatori e turisti.
Il trasferimento in centro storico rappresenta uno dei passaggi più significativi del Carnevale dei Rioni: dalla dimensione di quartiere a quella cittadina, in un continuum che lega periferia e centro attraverso la tradizione.