04 Feb, 2026 - 18:50

Laghetti collinari e invasi artificiali, anche Unicusano in campo per la sfida idrica dell’Umbria

Laghetti collinari e invasi artificiali, anche Unicusano in campo per la sfida idrica dell’Umbria

Gestire l’acqua nella crisi climatica: i laghetti collinari e gli invasi artificiali diventano una risorsa strategica. Unicusano in campo nel progetto SIGHTING con Unipg e CNR.

La crisi climatica non è un’ipotesi futura, ma un dato che impatta già sui cicli produttivi e sulla sicurezza idrica dei territori. Di fronte a siccità ricorrenti ed eventi meteorologici estremi, la domanda che ha animato ieri l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università di Perugia è stata pratica e decisiva: come si trasforma un patrimonio diffuso e spesso sottovalutato come i laghetti collinari in una vera infrastruttura per la resilienza?

Al centro della risposta è stato posto il progetto di ricerca PRIN2022 SIGHTING, che ha riunito attorno a un tavolo - quello del convegno conclusivo - accademia, istituzioni e mondo agricolo. In questo sforzo collettivo, l’Università Niccolò Cusano (Unicusano) è scesa in campo con un ruolo tecnico cruciale, affiancando l’Ateneo di Perugia e l’IRSA-CNR nel racconto di un’iniziativa che punta a tradurre modelli scientifici in politiche idriche regionali concrete. 

L’iniziativa, patrocinata anche dall’Ordine degli Ingegneri, dall’ordine degli Agronomi e dei Geologi di Perugia, ha visto gli interventi del Prorettore Vicario dell’ateneo perugino, Alceo Macchioni, dell’Assessore all’ambiente della Regione Umbria, Thomas De Luca, della Presidente della Seconda Commissione Consiliare della Regione Umbria, Letizia Michelini, e del Direttore Generale di ANBI (Associazione nazionale bonifiche ed irrigazione), Massimo Gargano.

Una cornice istituzionale che ha sottolineato l’urgenza di una gestione più avanzata e coraggiosa della risorsa acqua. La sessione centrale è stata dedicata alla presentazione del progetto, con gli interventi della professoressa Francesca Todisco (Università di Perugia, Responsabile Scientifico nazionale del progetto), del professore Stefano Casadei (Università di Perugia), della professoressa Silvia Di Francesco (Università Niccolò Cusano) e della dottoressa Barbara Casentini (IRSA-CNR).

Il contributo di Unicusano: tecniche di remote sensing per la gestione integrata dei laghetti

Nel quadro del progetto SIGHTING, il contributo dell’Università Niccolò Cusano si è concentrato su un aspetto innovativo: l’analisi dei piccoli invasi tramite tecniche di remote sensing da satellite, ha spiegato la professoressa Silvia Di Francesco, responsabile scientifico per Unicusano. Il suo lavoro, affiancato dall’esperienza in topografia e geomatica della professoressa Francesca Giannone, ha fornito al team di ricerca strumenti per l’identificazione degli invasi, la valutazione della capacità di accumulo e di indicatori chiave della qualità delle acque.

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Una tavola rotonda per costruire un dialogo tra scienza e territorio

Dopo le relazioni tecniche, una tavola rotonda densa ha riunito direttori regionali, rappresentanti del Comune di Perugia, del mondo accademico e delle principali organizzazioni agricole - CIA, Confagricoltura, Coldiretti - oltre ai ricercatori. Il confronto ha reso evidente come SIGHTING nasca da una collaborazione stretta fra più soggetti.

Oltre all’Università di Perugia (capofila), a Unicusano e al CNR, il progetto ha coinvolto da subito la Regione Umbria e i consorzi di bonifica, costruendo un dialogo diretto tra ricerca e fabbisogni del territorio. Sono emersi con chiarezza due piani di collaborazione: la condivisione dei dati, essenziale per aggiornare la conoscenza sugli invasi umbri, e la co-progettazione di linee guida che possano trasformare i risultati della ricerca in schemi di gestione replicabili.

In questo contesto, il ruolo tecnico di Unicusano si è rivelato decisivo per colmare il divario tra l’osservazione scientifica e l’azione pratica sul campo.

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Perché i laghetti collinari e gli invasi artificiali sono strategici per l’Umbria?

Il cuore del convegno è stato il riconoscimento unanime dei laghetti collinari come infrastrutture chiave per l’Umbria agricola in uno scenario segnato da climi sempre più capricciosi. Questi piccoli invasi, nati spesso per usi irrigui locali, sono oggi chiamati a svolgere un ventaglio più ampio di funzioni: garantire acqua alle colture nei periodi critici, contribuire alla sicurezza idraulica, sostenere i servizi ecosistemici.

Il progetto SIGHTING, e il confronto di ieri a Perugia, hanno puntato a dimostrare che una gestione integrata di acqua e sedimenti può fare la differenza tra invasi destinati a un lento interrimento e strutture capaci di restare operative per decenni. Per una regione a forte vocazione agricola e collinare come l’Umbria, questo significa valorizzare una rete diffusa che, se correttamente monitorata e manutenuta, può diventare un pilastro delle strategie di adattamento al cambiamento climatico.

Dal convegno alle politiche: le prospettive aperte per la regione

La chiusura dei lavori, con un light lunch presso l’“Agraria Caffè”, ha lasciato sul tavolo una serie di impegni impliciti. Quello di continuare il dialogo tra università, ordini professionali e istituzioni; di consolidare la raccolta dati; e, soprattutto, di tradurre le evidenze scientifiche in strumenti normativi e operativi per il governo dell’acqua in Umbria. L’Ordine degli Ingegneri di Perugia, riconoscendo crediti formativi ai partecipanti, ha rimarcato la necessità di aggiornare le competenze tecniche di chi dovrà gestire queste infrastrutture. In questo percorso, il contributo di Unicusano si è confermato come uno dei punti di forza del progetto SIGHTING.

Se le indicazioni emerse dal convegno troveranno spazio nelle politiche regionali, l’Umbria potrà compiere un passo importante: trasformare un patrimonio di piccoli invasi in una infrastruttura strategica per la propria resilienza idrica, con ricadute concrete sulla competitività delle imprese e sulla sicurezza del territorio.

Il progetto PRIN2022 SIGHTING è finanziato dal MUR. Responsabile Scientifico per Unicusano: Prof.ssa Silvia Di Francesco. Staff di Ricerca UniCusano: Prof.ssa Silvia Di Francesco e Prof.ssa Francesca Giannone.

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Federico Zacaglioni
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