Tredici. È questo il numero magico della Sir Susa Scai Perugia. Una striscia di vittorie che racconta di una squadra affamata, capace di vincere ovunque: dall'Italia al Brasile, dalla Coppa Italia al Mondiale. La truppa di Sirci non vince soltanto; convince per la calma olimpica con cui disinnesca le trappole degli avversari.
Anche l'Allianz Milano nel pomeriggio odierno ha dovuto arrendersi. I meneghini ci hanno provato, hanno lottato nel secondo set, ma si sono scontrati contro un muro di consapevolezza e qualità. L’MVP Semeniuk ha letteralmente volato sopra la rete (72% in attacco), mentre Ben Tara ha martellato senza sosta portando a casa 18 punti. È una Perugia che ha sempre la freccia giusta in faretra, pronta a scoccarla nel momento del bisogno.
(25-21, 23-25, 25-14, 25-19)
PERUGIA: Giannelli 9, Loser 7, Ben Tara 18, Semeniuk 14, Ishikawa 3, Russo 8, Gaggini (L), Dzavoronok 9, Cvanciger, Plotnytskyi 2, Solé 3. Ne Argilagos, Colaci (L),Crosato. All. Lorenzetti.
MILANO: Kreling 1, Reggers 17, Recine 11, Ichino 5, Caneschi 10, Masulovic 8, Corbetta (L), Barbanti 1, Lindqvist, Di Martino 1, Masajedi. Ne Benacchio, Otsuka, Catania (L). All. Piazza.
ARBITRI: Cerra-Puecher.
L'inizio è subito intenso, con scambi lunghi e giocate precise. La battuta di Russo e il punto di Loser aprono le danze per Perugia, ma Milano risponde colpo su colpo, affidandosi alle diagonali strette di Semeniuk e agli attacchi di Masulovic. L'equilibrio regna fino al 4-6 per gli ospiti, momento in cui coach Lorenzetti chiama il primo time out. La pausa sortisce l'effetto sperato: Perugia recupera e trova il vantaggio. I muri e gli ace diventano protagonisti, e nonostante i tentativi di recupero di Milano, i bianconeri chiudono il set sul 25-21 con un muro decisivo di Loser.
Milano non si arrende e rientra in campo con determinazione. Ben Tara e Semeniuk si scambiano colpi potenti, ma è la fase centrale del set a vedere gli ospiti prendere il largo. Gli errori in battuta si susseguono da ambo le parti, ma Milano è più cinica nei momenti chiave. Nonostante i time out chiamati da coach Piazza e i cambi strategici (dentro Solè e Plotnytskyi), Perugia non riesce a colmare il divario. Un finale concitato, caratterizzato da errori al servizio e attacchi precisi di Reggers e Caneschi, porta Milano alla vittoria del parziale per 23-25.
Ferita nell'orgoglio, Perugia inizia il terzo set con una marcia in più. Giannelli è ispirato e smista palloni d'oro, mentre la battuta di Dzavoronok diventa un'arma letale, con una serie impressionante di ace che spaccano la partita. Milano accusa il colpo, complici anche i crampi per Ichino che è costretto a lasciare il campo. Il parziale diventa un monologo bianconero: dal 12-9, Perugia dilaga fino al 25-14, un risultato che testimonia la superiorità schiacciante messa in mostra.
Il quarto set vede Perugia gestire il vantaggio acquisito, pur con Milano che prova a reagire con Reggers e Caneschi. Ben Tara e Solè si confermano pilastri in attacco, mentre il muro perugino continua a fare la differenza. I time out di coach Piazza non riescono più a invertire l'inerzia della gara. La Sir mantiene il controllo del gioco e, arrivata al match point sul 24-18, chiude la contesa grazie a un errore in battuta di Dzavoronok, che si riscatta subito dopo con il punto finale del 25-19. Perugia si gode una vittoria importante che le permette di mantenere salda la sua posizione in classifica e di infiammare il pubblico del PalaBarton.