Ha preso il via da Città di Castello il percorso di confronto pubblico promosso dalla Cgil Perugia in vista della definizione del nuovo Piano socio sanitario regionale 2025-2030. L’iniziativa, che segna l’apertura di una fase di ascolto strutturato nei territori, si è svolta venerdì 13 febbraio nella Sala del consiglio comunale tifernate, alla presenza di associazioni del territorio - in particolare realtà del volontariato sanitario - amministratori locali e sindaci dell’area dell’Alto Tevere.
L’appuntamento rappresenta il primo di una serie di incontri che, nelle intenzioni della Camera del lavoro, dovranno accompagnare l’elaborazione del principale strumento di programmazione sanitaria regionale per il prossimo quinquennio.
Nel corso dell’assemblea è stato presentato il documento tematico "Il servizio sanitario tra declino e rilancio", già illustrato nelle scorse settimane, contenente le proposte elaborate dalla Cgil Perugia rispetto alle politiche regionali in materia di sanità. Il testo - frutto di un lavoro condiviso con operatori e tecnici del sistema sanitario - affronta i nodi strutturali del servizio sanitario regionale, con particolare riferimento alla medicina territoriale, alla prevenzione, all’integrazione socio-sanitaria e al rafforzamento dell’assistenza di prossimità.
L’obiettivo dichiarato è quello di contribuire in modo organico alla costruzione del Piano 2025-2030, offrendo una base di confronto aperta con istituzioni e comunità locali.
All’incontro sono intervenuti Augusto Paolucci, Lucio Caporizzi, Rosalba Renzacci e il sindaco Luca Secondi. Le conclusioni sono state affidate a Barbara Mischianti.
Nel corso del confronto è stata sottolineata la necessità di una programmazione che superi la frammentarietà degli interventi degli ultimi anni e che sappia rispondere in modo sistemico ai bisogni emergenti della popolazione, in un contesto segnato dall’invecchiamento demografico, dall’aumento delle cronicità e dalla crescente domanda di servizi territoriali.
"Il percorso di costruzione del nuovo Piano socio sanitario 2025–2030 - hanno spiegato i rappresentanti della Cgil Perugia - appare piuttosto esteso e articolato, un tempo ragionevolmente dilatato se, come è nelle intenzioni, si intende dare risposte pragmatiche e allo stesso tempo innovative ai bisogni dei cittadini. In questo contesto, oltre ad avere elaborato, insieme a operatori e tecnici del sistema sanitario regionale, un documento con le nostre proposte, abbiamo sottolineato la necessità di avviare una fase di discussione pubblica capace di coinvolgere amministrazioni locali, associazioni, comitati e cittadini nei principali comuni della provincia". Un passaggio che, secondo il sindacato, deve tradursi in un metodo di lavoro fondato su trasparenza, ascolto e corresponsabilità istituzionale.
"La stesura del Piano socio sanitario regionale - hanno aggiunto dalla Camera del lavoro perugina - rappresenta un passaggio necessario dopo anni di assenza di una programmazione organica, ma questo non può prescindere dall’attenzione adeguata da rivolgere a tempi e modalità di elaborazione affinché sia garantito un reale ascolto e coinvolgimento delle parti sociali e dei territori, che vada oltre la ritualità degli incontri, condizione essenziale per rendere le politiche sanitarie davvero efficaci e condivise. Per questo il nostro documento intende rappresentare una base di confronto utile al dibattito".
Tra le priorità indicate nel documento figurano il rafforzamento della medicina territoriale, la riduzione delle liste d’attesa, l’integrazione tra servizi sanitari e sociali, il potenziamento dell’assistenza domiciliare e il sostegno al personale sanitario. Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di riequilibrare le differenze tra aree urbane e zone interne, garantendo uniformità nell’accesso alle prestazioni.
Nel corso del confronto è stato inoltre toccato il tema della sostenibilità finanziaria e della qualità dei servizi, con l’ipotesi di introdurre strumenti di monitoraggio e indicatori di risultato per valutare l’efficacia delle misure previste nel nuovo Piano.
Il percorso proseguirà nei prossimi giorni con iniziative analoghe a Bastia Umbra, Spoleto e nelle altre principali città della provincia di Perugia. L’intenzione dichiarata è quella di costruire un quadro condiviso di criticità e proposte che possa orientare la fase conclusiva di redazione del Piano socio sanitario regionale 2025-2030.
Un percorso che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà tradursi in una programmazione capace di coniugare rigore organizzativo, innovazione e attenzione alla persona, restituendo al sistema sanitario regionale un ruolo strategico non solo nella tutela della salute, ma anche nella coesione sociale e nello sviluppo del territorio.