L’attesa è finalmente terminata, alle ore 15 a Gubbio, allo stadio "Pietro Barbetti", la Nazionale Under 17 farà il suo esordio nel Gruppo A2 della Lega A per il secondo turno delle qualificazioni europee. Il debutto si preannuncia subito ad alta intensità, poiché gli Azzurrini si troveranno di fronte i campioni d’Europa in carica del Portogallo. Il cammino verso la fase finale dell’Europeo, prevista in Estonia dal 25 maggio al 7 giugno, è estremamente selettivo: inserita in un girone che include anche Islanda e Romania, l’Italia ha un solo obiettivo possibile, ovvero il primo posto, l’unico piazzamento utile per strappare il pass per il torneo continentale.
Il tecnico Daniele Franceschini guarda alla sfida con ottimismo, forte di un gruppo che ha mostrato una crescita costante. Intervenuto ai microfoni di Vivo Azzurro TV nello speciale 'Obiettivo Europeo', l'allenatore ha sottolineato il valore del percorso fatto finora: “Dall’inizio dell’anno la squadra è cresciuta tanto. Il primo turno ci ha dato forza, soprattutto sul piano emotivo. Ora però il livello si alza: sarà un girone duro, perché arrivati a questo punto nessuno è qui per caso. Voglio vedere una squadra coraggiosa, votata all’attacco e capace di giocare con leggerezza, ma consapevole che si sta giocando qualcosa di importante”.
L'identità tattica chiesta dal mister punterà tutto sulla personalità e sulla spinta offensiva, elementi necessari per superare un ostacolo di prestigio come quello lusitano. Con il sostegno del pubblico di Gubbio e la consapevolezza dei propri mezzi, l’Under 17 è pronta a tentare l'impresa per confermarsi tra le eccellenze del calcio giovanile europeo. (Foto di copertina Empoli FC)
Il cammino dell'Italia Under 17 verso il sogno Europeo si intreccia con la storia personale di Edoardo Biondini. Il giovane centrocampista dell'Empoli, nato nel 2009 e colonna della formazione toscana, si prepara a vivere un’esperienza carica di significato. Dopo aver scontato un turno di squalifica, il capitano è pronto a riprendersi il centrocampo proprio nella sua Umbria, terra d'origine (è di Bastardo) che trasformerà queste sfide in un evento indimenticabile. Il legame con le radici e l'orgoglio per la divisa della Nazionale emergono chiaramente dalle sue parole: “Giocare qui sarà un’emozione grandissima. Sono orgoglioso di vestire questa maglia -ha detto a VivoAzzurroTV- e farlo davanti alla mia gente lo rende ancora più unico”. Oltre al valore affettivo, Biondini ha sottolineato la solidità di un gruppo che punta dritto ai traguardi internazionali: “Siamo a tre partite da un Europeo, e un Mondiale, che ci meritiamo, perché siamo un gruppo unito, che ha saputo crescere anche attraverso le difficoltà”.
Edoardo Biondini, centrocampista classe 2009, non ha bisogno di grandi presentazioni: a parlare per lui è il campo, dove trasforma la semplicità in eccellenza. È un calciatore completo, capace di abbinare una visione di gioco geometrica a una solidità atletica non comune. La sua vera forza, però, risiede nell'equilibrio tra tecnica pura e intelligenza tattica, doti che lo rendono un punto di riferimento naturale per i compagni. Non è solo un talento individuale, ma chi lo ha allenato lo descrive come un leader silenzioso, che mette il bene della squadra davanti a tutto. Biondini corre, ascolta e organizza, dimostrando una maturità rara per la sua età. La maglia azzurra che indossa oggi è il giusto riconoscimento per il sacrificio profuso finora, ma rappresenta anche un punto di partenza verso traguardi ancora più ambiziosi. Umbro di nascita, di Bastardo, il centrocampista classe 2009 ha mosso i suoi primi passi sul campo seguendo le orme del fratello Giulio (attualmente alla Folgore Caratese in D). Dopo gli inizi con la Vigor Nuova Gualdo Bastardo, il suo talento lo ha portato rapidamente nel vivaio del Perugia, per poi approdare all’Empoli.
Il soprannome “Biondo” è ormai sinonimo di affidabilità e prospettiva. Chi osserva il calcio con occhio attento sa che il suo percorso è solo all'inizio e che il suo potenziale ha ancora ampi margini di espressione. Seguirlo significa assistere alla crescita di un atleta che unisce umiltà e ambizione.