Una comunità che non si limita ad ascoltare la propria storia, ma contribuisce a ricostruirla attraverso ricordi, testimonianze e conoscenze tramandate.
Grande e appassionata partecipazione popolare giovedì 27 agosto a Isola Fossara per l’incontro con gli studiosi Euro Puletti e Luca Baldelli, ancora una volta capaci di trasformare una conferenza storica in un dialogo con il pubblico.
Dai vocaboli del territorio agli antichi mestieri, dalle tradizioni popolari alla genealogia dei conti Odasi, la serata ha attraversato secoli di storia locale riportando alla luce il ruolo di un centro posto tra due straordinari poli spirituali come Fonte Avellana e Sitria.
Non è stata una conferenza nel significato più convenzionale del termine. A Isola Fossara, nel territorio di Scheggia e Pascelupo, studiosi e abitanti hanno costruito insieme un racconto nel quale la ricerca storica ha continuamente incontrato la memoria della comunità.
L'iniziativa, patrocinata dalla Pro loco Isola Fossara e dalle associazioni di promozione sociale Fronte del Parco e Le Balze del Catria, ha confermato anche il particolare favore che accompagna gli incontri di Euro Puletti e Luca Baldelli, studiosi capaci di coniugare competenza e divulgazione e di richiamare pubblico nei territori nei quali vengono invitati.


La formula scelta ha probabilmente rappresentato una delle ragioni del successo della serata.
Nessuna lezione calata dall'alto, ma uno scambio continuo tra relatori e pubblico, nel quale informazioni documentarie, toponimi, genealogie e vicende personali hanno incontrato i ricordi degli abitanti.
È un metodo che caratterizza gli interventi dei due studiosi e che consente anche agli argomenti apparentemente più specialistici di diventare comprensibili e coinvolgenti.
Euro Puletti ha concentrato il proprio intervento sulle parole del territorio, sui mestieri, sulle consuetudini e sui riti che hanno accompagnato per generazioni la vita della comunità. Perché anche un vocabolo apparentemente dimenticato può conservare una traccia della storia economica e sociale di un luogo.
Luca Baldelli ha invece seguito il filo delle famiglie e, in particolare, quello degli Odasi, ricostruendone genealogia e influenza su Isola Fossara.
È proprio la vicenda degli Odasi a collegare questo piccolo centro appenninico a una storia di dimensione assai più vasta.
Al centro del racconto emerge la figura dell'umanista Ludovico Odasi, uomo di profonda cultura greca e latina. Nel 1482 Federico da Montefeltro lo chiamò a Urbino affidandogli l'educazione del figlio Guidobaldo da Montefeltro, allora appena decenne. Odasi divenne successivamente anche segretario e uomo di fiducia del duca.
Non si trattava di un personaggio marginale dell'Umanesimo. Odasi ebbe rapporti con Angelo Poliziano e la sua attività intellettuale fu conosciuta e apprezzata nell'ambiente culturale dell'epoca. Alla morte di Guidobaldo pronunciò, il 2 maggio 1508, l'orazione funebre del duca: un testo che ebbe una significativa fortuna letteraria e fu ripreso anche nell'ambiente di Pietro Bembo e Baldassarre Castiglione.
Un particolare rende ancora più interessante questa storia per il territorio eugubino: Ludovico Odasi sposò Lucrezia Barzi da Gubbio, dalla quale ebbe tre figli, tra i quali Girolamo.
Da questa genealogia Baldelli ha sviluppato il rapporto tra gli Odasi e Isola Fossara, soffermandosi su Girolamo Odasi, indicato come primo conte di Isola Fossara nel 1523.
La presenza degli Odasi nel territorio non costituisce soltanto una tradizione familiare. Studi pubblicati negli Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le Marche documentano infatti i diritti esercitati dai conti Odasi sull'area e le controversie che nel XVI secolo li opposero agli abati commendatari di Santa Maria di Sitria.
La storia locale si inserisce così nella complessa geografia politica, religiosa ed economica dell'Appennino, dove castelli, abbazie, vie di comunicazione e possedimenti signorili costituivano parti di un medesimo sistema.
La stessa Isola Fossara occupava una posizione tutt'altro che insignificante, lungo direttrici strategiche e nelle vicinanze di due grandi centri della spiritualità appenninica: Fonte Avellana e Sitria.
Baldelli ha inoltre mostrato come la genealogia non debba essere considerata una semplice sequenza di nomi e date.
Alcuni dei cognomi ancora presenti a Isola Fossara affondano infatti le proprie radici nella storia della comunità e consentono di seguire nel tempo continuità familiari, spostamenti e relazioni.
Il passato, dunque, non è necessariamente qualcosa di scomparso. Talvolta continua a vivere nei nomi delle persone, nei vocaboli utilizzati per indicare un luogo o nelle consuetudini delle famiglie.
Ed è precisamente questo il terreno sul quale gli interventi di Puletti e Baldelli si sono incontrati: la grande storia può essere ricostruita anche attraverso le piccole tracce rimaste nella vita quotidiana.

Particolarmente intenso è stato il momento nel quale Euro Puletti ha ricordato in versi Genesio Lupini, Aldo Capponi e Veneranda Masci, figure della storia locale coinvolte in vicende tragiche.
Il registro della serata è così passato dalla ricostruzione storica alla memoria affettiva.
Ed è stato proprio il pubblico a contribuire con osservazioni, ricordi e sollecitazioni, facendo emergere quel patrimonio di conoscenza orale che rischia inevitabilmente di scomparire quando viene meno la generazione che ancora lo custodisce.
La numerosa partecipazione conferma quanto esista ancora, nelle piccole comunità, una domanda di conoscenza della propria storia, soprattutto quando a raccontarla sono studiosi capaci di mantenere il rigore della ricerca senza trasformarlo in distanza dal pubblico.
È una qualità che Euro Puletti e Luca Baldelli hanno dimostrato ancora una volta. La loro competenza consente di affrontare genealogie, documenti, toponomastica e tradizioni popolari; la capacità divulgativa permette invece di restituire quelle conoscenze alle persone alle quali, in fondo, appartengono.
Non sorprende quindi che organizzatori, relatori e comunità abbiano espresso una volontà comune: l'incontro di giovedì non resterà isolato.
Altri momenti di approfondimento e rievocazione sono già nell'orizzonte della Pro loco e delle associazioni Fronte del Parco e Le Balze del Catria.
Perché a Isola Fossara la storia non è stata semplicemente raccontata per una sera. È tornata a essere memoria condivisa, e il pubblico ha dimostrato di voler continuare a cercarla.