29 Nov, 2025 - 15:18

Irruzione e vandalismi nella sede de La Stampa a Torino. L’Associazione Stampa Umbra: “Un atto vile, piena solidarietà ai colleghi”

Irruzione e vandalismi nella sede de La Stampa a Torino. L’Associazione Stampa Umbra: “Un atto vile, piena solidarietà ai colleghi”

L’Associazione stampa umbra ha espresso piena vicinanza alla redazione de La Stampa dopo l’irruzione e i danneggiamenti subiti dalla sede torinese nel corso delle manifestazioni legate allo sciopero nazionale dei giornalisti. In una nota, il sindacato regionale “esprime piena solidarietà alle colleghe e ai colleghi de La Stampa per il vile e grave assalto subito”, sottolineando come atti di questo tipo “rappresentino un attacco diretto alla libertà di stampa e al ruolo sociale dell’informazione”.

L'episodio - avvenuto nel pomeriggio del 28 novembre, mentre in città si svolgeva un corteo - ha visto un gruppo di manifestanti forzare gli accessi della sede centrale, introdursi nei locali di redazione, imbrattare muri e ingressi con scritte offensive, rovesciare materiali e documenti e rivolgere insulti e minacce agli operatori presenti in quel momento. Un gesto giudicato “intimidatorio e ingiustificabile”, che ha destato forte preoccupazione anche in altre realtà sindacali e professionali del settore.

La dinamica dell’attacco: cento manifestanti si staccano dal corteo e prendono di mira la redazione

Il contesto in cui l’azione si è consumata - una manifestazione a cui partecipavano anche gruppi antagonisti e frange radicali - rende l’episodio particolarmente allarmante. Secondo le prime ricostruzioni, una quarantina di manifestanti avrebbe forzato il cordone di sicurezza, mentre un gruppo più ampio, stimato in circa cento persone, si sarebbe staccato dal corteo principale dirigendosi verso la sede de La Stampa. Ne sono seguiti lanci di materiali e la comparsa di scritte a carattere intimidatorio sugli accessi della redazione.

Le forze dell'ordine hanno avviato le indagini per identificare i responsabili e accertare eventuali profili di reato, ricostruendo movimenti, responsabilità individuali e il ruolo dei gruppi più organizzati all’interno della protesta.

Una ferita simbolica nel giorno dello sciopero nazionale

Nella sua nota, l’Associazione Stampa Umbra ha evidenziato la portata simbolica dell’episodio, avvenuto “nel giorno dello sciopero nazionale dei giornalisti fatto anche per ribadire la fondamentale importanza del diritto di cronaca e della libertà di stampa”.

Un elemento che, secondo il sindacato, rende l’azione ancora più grave. Il riferimento alla natura costituzionale della funzione informativa è centrale: l’assalto non viene descritto soltanto come un atto vandalico, ma come “una lesione diretta alle istituzioni democratiche che si fondano su pluralismo e libertà di espressione”.

Il monito dell'Asu: “Così non si migliora l’informazione, si ferisce la democrazia”

La nota dell’Associazione Stampa Umbra interviene con fermezza anche nei confronti degli autori dell’irruzione, sottolineando l’assurdità e la pericolosità dell’azione: “Agli autori del folle gesto ricordiamo che non è devastando le redazioni dei quotidiani che si realizza un'informazione migliore”. Un richiamo netto, che rimarca la necessità di canali legittimi per esprimere dissenso, evitando modalità che trasformano la protesta in intimidazione e che “delegittimano le ragioni stesse della mobilitazione”.

Difendere le redazioni per difendere la libertà dei cittadini: l’appello dell’Asu agli autori dell’irruzione

La nota dell’Associazione Stampa Umbra si chiude con un richiamo netto alla responsabilità collettiva e al valore pubblico del quotidiano lavoro dei giornalisti, invitando a una seria riflessione sul rapporto fra informazione, democrazia e mezzi di comunicazione. Nel testo, il sindacato rivolge un appello diretto agli autori dell’irruzione, evidenziando che la devastazione materiale delle redazioni non può in alcun modo conciliarsi con l’idea di una comunità democratica e responsabile:

"Chi 'ha fatto sappia che la nostra democrazia passa anche attraverso colleghe e colleghi che ogni giorno lavorano per dare ai cittadini un'informazione di qualità e lo fanno attraverso redazioni come quelle de La Stampa che ieri è stata selvaggiamente attaccata. Agli autori diciamo che, se pensano che le vie per informarsi siano le sabbie mobili del web, non hanno capito su quali presupposti si fonda una democrazia compiuta. Ci pensino, perché il giorno in cui si realizzasse il loro mondo, e fossero scontenti anche di quello, non avrebbero più redazioni da devastare per sfogare il loro dissenso”.

AUTORE
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Francesco Mastrodicasa
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