01 Jan, 2026 - 15:00

Irpef, dalle buste paga di gennaio 2026 la stangata da 184 milioni: l’attacco di Melasecche e Scoccia alla Giunta Proietti

Irpef, dalle buste paga di gennaio 2026 la stangata da 184 milioni: l’attacco di Melasecche e Scoccia alla Giunta Proietti

Dalle prime buste paga di gennaio 2026 emerge il conto che lavoratori e pensionati umbri temevano da mesi. Secondo la Lega, le simulazioni Inps e i cedolini già consultabili chiariscono l’impatto della stangata fiscale da 184 milioni di euro decisa dalla Giunta regionale guidata da Stefania Proietti. Un passaggio che segna l’avvio concreto dell’aumento dell’addizionale Irpef e che riaccende lo scontro politico in Umbria, con l’opposizione che parla apertamente di promessa elettorale tradita e di un peso diventato insostenibile per famiglie e imprese.

A mettere nero su bianco le critiche è Enrico Melasecche, capogruppo della Lega all’Assemblea legislativa dell’Umbria, che collega i numeri ai racconti raccolti nelle ultime settimane tra cittadini e pensionati. Il tema esce così dai documenti di bilancio e entra nella quotidianità, quella dei cedolini e dei profili Inps, diventando una questione percepita e misurabile.

Melasecche, le simulazioni Inps e il racconto dei cedolini: “Una multa che si ripete ogni mese”

Secondo Melasecche, il confronto tra gennaio 2025 e gennaio 2026 parla chiaro. “In queste settimane di fine anno incontro quotidianamente cittadini preoccupati e arrabbiati, che stanno verificando sul proprio profilo Inps o sul cedolino aziendale quanto peserà l’aumento dell’addizionale regionale Irpef, afferma il consigliere leghista, sottolineando come “lo sconcerto sia diffuso” e come sui social si moltiplichino segnalazioni di un “raddoppio della trattenuta”.

Il racconto politico si intreccia con esempi concreti. “Mi è stato riferito da più persone che l’incremento mensile viene paragonato a una sorta di multa ricorrente, destinata a protrarsi fino al 2028”, spiega Melasecche, parlando di un impatto diretto su bilanci familiari già appesantiti da inflazione, mutui e spese sanitarie. Emblematico il caso citato di un pensionato con 36 mila euro lordi annui, per il quale l’aumento dell’addizionale comporterebbe “una riduzione complessiva delle competenze di circa 750 euro nei tre anni deliberati dalla Giunta Proietti”.

Nel ragionamento dell’esponente della Lega entra anche il tema della sanità. “Molti sono costretti sempre più spesso a rivolgersi alla sanità privata perché il Cup non è in grado di garantire nemmeno una data a distanza di mesi”, osserva, riferendo di prestazioni private da 150 euro a visita che si sommano all’aumento dell’Irpef. Da qui la domanda, dal forte contenuto politico: Mi chiedo se la presidente Proietti consideri davvero ‘ricchi’ questi cittadini.

Promesse elettorali e scontro politico: Scoccia cita Libero e attacca il centrosinistra

Il fronte delle critiche si allarga con l’intervento di Margherita Scoccia, capogruppo in Consiglio comunale a Perugia per Fratelli d’Italia, che rilancia sui social un’analisi pubblicata da Libero e firmata da Pietro Senaldi. Nel post, Scoccia richiama i numeri della manovra regionale e l’impatto sulle diverse fasce di reddito, trasformando l’articolo in un’arma di attacco politico contro il centrosinistra umbro.

Nel pezzo citato si legge che “dal primo gennaio 2026 gli umbri avranno l’addizionale Irpef regionale più cara d’Italia”, con un aumento complessivo stimato in 184 milioni di euro, dopo una prima ipotesi che avrebbe raggiunto i 322 milioni. L’analisi entra nel dettaglio delle aliquote, parlando di un accanimento sui redditi tra 28 e 50 mila euro lordi, con l’effetto di annullare il beneficio del taglio Irpef nazionale del 2%. Nel mirino anche l’aumento per i redditi più bassi e per quelli oltre i 50 mila euro, mentre viene definita “una menzogna assoluta” la giustificazione legata a un presunto buco da 243 milioni nel bilancio sanitario.

Melasecche riprende il tema delle promesse elettorali mancate. “C’è chi ricorda l’abbuono di 150 euro per i redditi sopra i 28 mila euro che avrebbe annullato gli effetti della stangata. Ma le buste paga di gennaio raccontano una realtà completamente diversa”, afferma, allargando la critica a un anno e mezzo di annunci su sanità e infrastrutture rimasti, a suo dire, senza riscontri concreti.

Nel confronto tra passato e presente, il capogruppo della Lega rivendica l’azione della precedente Giunta di centrodestra. “Nel quinquennio 2019-2024 non abbiamo aumentato di un solo euro il carico fiscale regionale”, sostiene, elencando interventi su sprechi, partecipate e premi di produttività. Il bersaglio finale è politico e diretto: L’attuale maggioranza di sinistra ha scelto la strada opposta: aumentare le tasse invece di riformare la macchina regionale.

La chiusura è affidata a una frase che sintetizza lo scontro. “‘Non metterò mai le mani nelle vostre tasche’ è una promessa elettorale tradita”, conclude Melasecche. E, aggiunge, “a giudicare dalle buste paga di gennaio, gli umbri lo hanno già capito”. In Umbria, la battaglia sull’Irpef è ormai uscita dalle aule istituzionali ed è entrata nei portafogli. E difficilmente, da qui al 2026, il confronto politico potrà abbassare i toni.

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Federico Zacaglioni
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