Valeria Alessandrini, vicesegretario della Lega Umbria e consigliera del Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha denunciato di essere diventata il bersaglio di insulti pesantissimi. A maggio dello scorso anno aveva reso noto di essere in cura oncologica, condividendo l'esperienza della malattia senza comunque mai venir meno agli impegni politici. Come ha riferito, sui social, le sono state rivolte offese sul piano personale con la volontà di colpirla come donna che sta affrontando una grande sfida. Offese di fronte alle quali ha scelto di rispondere con un'arma più potente: il sorriso. Dalla redazione di Tag24 Umbria l'abbiamo raggiunta telefonicamente per capire insieme a lei, che lavora in prima linea nel campo dell'educazione, come poter prevenire e affrontare situazioni simili.
A volte sembra che sui social, la macchina del fango e dell'odio lavori a pieno regime senza riuscire fermarsi neanche davanti alla malattia oncologica. "Ad insultarmi è stata la stessa persona in occasioni diverse - afferma Alessandrini -. Un uomo che volendo esprimere il proprio dissenso - ci mancherebbe che ciò non accadesse - l'ha fatto però entrando nel vivo del dolore più grande che una donna possa attraversare mentre fa le chemio. Quando ci si sottopone alle cure oncologiche, si perdono i capelli e il cambiamento fisico è enorme: il rapporto con lo specchio diventa difficile e anche quando la vita riparte non è facile ritrovare, anche a livello emotivo, la persona che eri prima perché la malattia, inevitabilmente, ti cambia".
"Da parte di questo utente che mi ha offesa - ci racconta -, c'è stato un freddo calcolo su come colpire me. Sono insulti personali e questo è l'aspetto preoccupante anche perché io non ho mai nascosto la malattia, ciò che ha comportato e tutte le fragilità che ha determinato, come quella di portare la parrucca".
Alessandrini ci ha anche spiegato il perché.
"Parlo della malattia per un motivo: quando ci si ammala non è giusto che vengano chiuse le porte, l'obiettivo deve essere sempre quello di stare bene. Ho trovate molte persone che hanno paura di parlare della malattia per timore, ad esempio, di perdere il lavoro o di non piacere più. Ricordiamoci che quando ci si ammala, si ammala un intero nucleo: la malattia non può e non deve essere una vergogna, va combattuta e proprio la volontà di comunicarla mi ha portato l'affetto e il supporto di tante persone, di cui ho percepito tutta l'umanità che poi è anche alla base della politica che ha il dovere di perseguire il bene comune".
Il fenomeno dell'odio sul web è sotto gli occhi di tutti. Secondo lei che cosa possiamo fare per arginare questa situazione?
"Il primo nucleo è sempre la famiglia che educa al rispetto ed è la prima agenzia formativa. La scuola e i docenti sono fondamentali e con il Ministero stiamo portando avanti progetti, iniziative e, soprattutto, il dialogo perché chiedere aiuto non significa mai essere deboli. L'istruzione e la scuola svolgono un ruolo fondamentale per educare al rispetto e proprio sulla parola "rispetto" si basa la linea d'azione del Ministero stesso".
A questa persona che l'ha offesa, che cosa vorrebbe dire?
"Queste persone in realtà mi fortificano e mi fanno capire quanto sia importante il mio impegno in politica, sotto tanti punti di vista. Mi sono sentita di pubblicare quegli insulti perché magari potrebbero esserci tante altre persone che li subiscono".
"Io in realtà degli insulti - aggiunge - non me ne ero neanche accorta, sono state altre persone a farmeli notare e questo mi ha fatto riflettere su fino a che punto si possa arrivare per una antipatia personale o politica. Non potevo non rispondere perché chi offende con insulti così pesanti non può essere trattato con indifferenza. Anche mio figlio mi ha detto che non potevo lasciar cadere questa cosa e lui è il mio primo consigliere. Il mio messaggio per chi si trova nella mia stessa situazione è: mai smettere di lottare e di sorridere alla vita".