Un’ondata influenzale di intensità eccezionale sta mettendo sotto pressione i pronto soccorso dell’Umbria. I numeri che arrivano dall’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia parlano chiaro: circa l’80% dei 200 pazienti sottoposti a test molecolare mirato all’arrivo in pronto soccorso è risultato positivo al virus dell’influenza. Un dato che fotografa una situazione definita dagli stessi sanitari come “altissima positività”.
Per far fronte all’emergenza, la struttura ha deciso di spostare la prima linea del sistema di rilevazione direttamente in pronto soccorso, in stretta sinergia con la microbiologia, per accelerare diagnosi e gestione clinica dei pazienti.
A tracciare il quadro è il direttore del pronto soccorso di Perugia, Paolo Groff, che in dichiarazioni all’ANSA ha spiegato la portata del fenomeno.
“I sistemi diagnostici dei quali disponiamo ci permettono un’analisi rapida, molecolare, dei test. Possiamo così individuare i vari ceppi influenzali, i virus che interessano l’apparato respiratorio e alcuni batteri”, ha sottolineato Groff, evidenziando l’importanza delle tecnologie di laboratorio nel contenere i tempi di attesa e orientare subito le terapie.
L’elevata percentuale di positività non riguarda una fascia ristretta di popolazione, ma interessa l’intero arco anagrafico, dagli anziani ai giovani adulti.

“La positività interessa l’intera popolazione, con gli anziani più esposti al rischio di polmoniti”, ha spiegato il direttore del pronto soccorso. “Dobbiamo però occuparci anche di adulti e giovani che presentano sintomatologie meno impegnative”.
Proprio questo mix di casi gravi e meno gravi ha determinato un aumento di afflusso di circa il 20% rispetto ai giorni ordinari, con un impatto rilevante sull’organizzazione dei turni, sulle sale d’attesa e sulla gestione dei ricoveri.
Nel quadro delle infezioni respiratorie, resta presente anche il Covid, seppur in forma residuale. “Il Covid? Riscontriamo casi sporadici ma ancora c’è”, ha precisato Groff. Una presenza che impone comunque prudenza, percorsi separati e attenzione al rischio di coinfezioni, soprattutto nei soggetti fragili.
L’emergenza non riguarda solo Perugia. Un “aumento consistente” di accessi legati all’influenza è stato registrato anche negli ospedali dell’Usl Umbria 1. Secondo quanto appreso dall’ANSA, il dato potrebbe addirittura essere sottostimato, perché molte sindromi influenzali vengono classificate al triage come “altri disturbi”, finendo per non rientrare immediatamente nelle statistiche specifiche.
Un elemento che suggerisce come la reale diffusione del virus possa essere ancora più ampia di quanto indicato dai numeri ufficiali.
Preoccupante anche il quadro dell’ospedale di Terni, dove dal 1° al 6 gennaio sono state accertate poco meno di 40 polmoniti, pari a circa il 4% delle persone giunte al pronto soccorso nello stesso periodo. Un’incidenza significativa, che conferma come l’influenza di quest’anno stia mostrando una maggiore capacità di complicazione rispetto a stagioni precedenti.
Le polmoniti rappresentano la principale causa di ricovero e di allungamento dei tempi di degenza, con ricadute dirette sulla disponibilità di posti letto.
Nei pronto soccorso dell’Usl Umbria 2 si è registrato, nei giorni festivi, un notevole aumento degli accessi di pazienti con problematiche respiratorie e complicanze severe. In particolare, l’ospedale di Foligno ha fatto segnare in alcuni giorni picchi di afflusso superiori al 20%, con oltre 200 accessi giornalieri.
Un incremento che ha comportato anche un aumento dei ricoveri, mettendo sotto stress reparti già impegnati nella gestione ordinaria e nelle dimissioni protette.

Nel complesso, il sistema sanitario regionale si trova a fronteggiare una pressione significativa ma controllata, grazie alla riorganizzazione dei percorsi, al potenziamento della diagnostica rapida e alla collaborazione tra pronto soccorso e microbiologia.
La decisione di spostare la prima linea di rilevazione direttamente in pronto soccorso a Perugia rappresenta un segnale chiaro di adattamento operativo a una situazione in rapida evoluzione.
I sanitari rinnovano l’invito alla prudenza, soprattutto per anziani, soggetti fragili e persone con patologie croniche. Febbre alta persistente, difficoltà respiratorie, tosse intensa e astenia marcata sono sintomi che richiedono valutazione medica tempestiva.
In una fase in cui l’influenza mostra una diffusione ampia e una capacità di complicazione non trascurabile, il rispetto delle norme igieniche, l’uso della mascherina in ambienti affollati e l’attenzione ai contatti con persone vulnerabili restano strumenti essenziali.
L’Umbria sanitaria è in trincea. I numeri parlano di un’emergenza influenzale reale, che impone vigilanza, organizzazione e responsabilità collettiva.