La fotografia di luglio 2025 per i prezzi a Terni mostra luci e ombre: l’inflazione complessiva in città si ferma a un modesto +0,9% (quasi la metà del +1,7% registrato a livello nazionale) e molti prodotti alimentari costano perfino meno del mese precedente. Tuttavia non mancano i rincari in alcuni settori chiave, dai gelati estivi – aumentati del 4,7% – fino ai costi dell’assicurazione dei mezzi di trasporto, che segnano impennate significative. È quanto emerge dall’ultimo bollettino elaborato dagli uffici statistici del Comune di Terni.
Il rapporto comunale evidenzia che, rispetto a giugno, i prezzi al consumo a Terni sono saliti in media del +0,4%, un incremento mensile in linea con il dato nazionale. A trainare questo lieve aumento congiunturale sono stati soprattutto il caro energia, i rincari dei servizi bancari e la stagionalità di alcune spese per le vacanze estive. La buona notizia è che, su base annua, Terni continua a mantenere un’inflazione molto più bassa del resto d’Italia: +0,9% contro il +1,7% nazionale.
Il costo della vita a Terni sta crescendo a un ritmo dimezzato rispetto alla media del Paese, posizionando la città tra le più virtuose sul fronte dei prezzi. Palazzo Spada sottolinea inoltre come a Terni, a differenza di quanto accade nel resto d’Italia, nel mese di luglio molti beni alimentari siano calati di prezzo, alleviando il peso sul portafoglio delle famiglie.
L’elemento più incoraggiante del report riguarda proprio i beni alimentari di largo consumo. Nel dettaglio, a luglio il carrello della spesa è risultato più conveniente: sono scesi i prezzi della frutta (-5,4% rispetto a giugno) e dei vegetali (-1,2%), insieme a un calo del costo dell’acqua minerale. Si tratta di ribassi significativi, specie considerando il gran caldo estivo che rende questi prodotti ancora più richiesti. Grazie a queste diminuzioni Terni si conferma, per il comparto alimentare, una delle città più convenienti d’Italia. Contrariamente al trend nazionale – dove anche a luglio i beni alimentari hanno continuato a salire – in riva al Nera i consumatori hanno potuto tirare un sospiro di sollievo su frutta e verdura fresche.
Non tutte le delizie estive, però, fanno registrare ribassi. In piena stagione calda lievita ad esempio il prezzo dei gelati, che a Terni segna un +4,7% rispetto al mese precedente. Un aumento consistente, sul quale pesano – spiegano i tecnici comunali – i rincari delle materie prime utilizzate per produrli: latte, uova, frutta, cacao e altri ingredienti hanno costi maggiorati, riflettendosi sul prezzo finale del cono o della coppetta.
Il gelato, simbolo dolce dell’estate, diventa un piacere un po’ più “salato” per i ternani. E non è l’unico prodotto a tradire le aspettative dei consumatori: sorprende anche l’andamento della birra, altra protagonista delle tavolate estive, che secondo il bollettino comunale risale di prezzo a luglio invece di diminuire. In sostanza, chi a Terni ha brindato con una birra ghiacciata o si è concesso un gelato artigianale ha speso leggermente di più rispetto a giugno.
Lo zuccherino del caffè rischia di diventare più amaro per i cittadini: i prezzi di caffè, tè e cacao continuano infatti a salire, registrando aumenti a due cifre su base annua. In linea con le tendenze globali dei mercati alimentari, questa categoria segna addirittura un +19,1% rispetto a luglio 2024. Ciò significa che la tazzina di espresso quotidiano e il cacao per la colazione costano oggi quasi un quinto in più dello scorso anno, complice l’aumento della domanda internazionale e problemi di produzione che fanno lievitare i costi sui mercati mondiali.
Anche altri beni di prima necessità non sfuggono a rincari consistenti: il riso, ad esempio, risulta aumentato del 7,4% nel giro di un anno. Questi rincari globali incidono anche a livello locale e contribuiscono a mantenere alta l’attenzione sul fronte dei prezzi alimentari, nonostante l’inflazione generale a Terni resti bassa.