Moise Bama, il 46enne camerunense investito il 3 febbraio a Torricella (Magione) sul raccordo Perugia-Bettolle, sarebbe, poi, deceduto per un trauma cranico emorragico e fratturativo, dopo il colpo preso alla testa dal pirata della strada lo ha travolto, ma anche diverse lesioni complesse da investimento stradale. Lo si evince dall'autopsia eseguita nella giornata di ieri sul corpo del 46enne. Intanto un poliziotto 71enne, in pensione, risulta indagato.
L'incidente stradale del 3 febbraio sulla Perugia-Bettolle è costato la vita a Moise Bama ma dall'autopsia, eseguita nella giornata di ieri, sono emersi i dettagli su cosa abbia portato alla morte del 46enne. Per il camerunense, infatti, deceduto dopo ore di agonia all’ospedale di Perugia, sarebbero stati fatali un trauma cranico emorragico e fratturativo ma anche le lesioni complesse da investimento stradale.
L’autopsia è stata eseguita nel pomeriggio di lunedì 9 febbraio a Perugia, dalle dottoresse Annamaria Verdelli e Paola Mielai, entrambe nominate dalla Procura. Le professioniste dovranno ricostruire non solo le cause di morte ma anche determinare se sono stati ravvisati fattori esogeni all’incidente stradale che possono aver causato la morte. Sarà di fondamentale importanza capire se le lesioni trovate possano fornire elementi utili alla ricostruzione della dinamica.
Il legale della famiglia di Moise, Anna Russo, ha incontrato i parenti della vittima nelle scorse ore: "La famiglia è distrutta soprattutto in seguito a quanto emerso: che un ex poliziotto avrebbe simulato il furto dell’auto li ha scossi profondamente. È una cosa terribile che denota un comportamento non consono per il lavoro che quest’uomo ha svolto per tutta la vita".
I familiari ora attendono il nulla osta per i funerali, che si terranno a Chianciano Terme, comune dove Moise Bama viveva e svolgeva il ruolo di volontario della Croce Verde. Dopo il rito in Italia, la salma verrà portata in Camerun. Moise aveva una sorella in Italia, una nipote in Francia a cui era molto legato, due fratelli che vivono in Camerun, dove vive anche il figlio classe 2010.
Dalle ricostruizioni emerse, un poliziotto, in pensione di 71 anni, risulta indagato per omicidio stradale aggravato dalla fuga del conducente e omissione di soccorso. Il pm, che lo ha interrogato venerdì pomeriggio, gli ha anche anticipato che a suo carico scatterà anche la contestazione per simulazione di reato, avendo sostenuto di aver subito il furto dell’auto. Durante l'ìnterrogatorio, il 71enne avrebbe anche dichiarato di essere convinto di aver urtato il new jersey stradale e quindi di aver abbandonato l’auto all’Eurospin per paura dei possibili rimproveri della moglie.
Il pirata della strada è stato identificato grazie alla testimonianza di un automobilista che ha assistito al sinistro. In base alla ricostruzione fin qui emersa, l’ex poliziotto al volante di una Dacia avrebbe travolto in carreggiata Sud il 46enne che era sceso dall’abitacolo dopo aver a sua volta centrato la segnaletica di un cantiere Anas che a Torricella avvertiva del restringimento di carreggiata. Il 71enne indagato, secondo gli inquirenti, non si è fermato a prestare soccorso e ha poi abbandonato l’auto nel parcheggiato dell’Eurospin di Magione.