Non c’è stato un attimo di tregua, ieri, per i Vigili del fuoco dell’Umbria. Due scenari lontani decine di chilometri, ma accomunati dalla stessa urgenza: salvare una vita e poi domare le fiamme. Nel pomeriggio, sulle colline intorno a Passignano sul Trasimeno, un quad è finito fuori strada schiantandosi contro un albero, con il passeggero rimasto ferito e una probabile frattura a una gamba. A tirare fuori l’uomo dal fondovalle ci hanno pensato i pompieri con le tecniche SAF (Soccorso Alpino Fluviale), in coordinamento con il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU). Il trasporto fino all’elicottero Nibbio e poi il volo verso l’ospedale. In serata, cambio di scenario: nella zona industriale di Città di Castello, un macchinario ha preso fuoco all’interno di una fabbrica. Due autopompe hanno lavorato per ore, fino a spegnere l’incendio intorno alle 22. Le cause, in entrambi i casi, sono ancora al vaglio degli inquirenti.

Erano circa le 15 quando la chiamata è arrivata alla sala operativa dei Vigili del fuoco di Perugia. Sulla carta, l’incidente sembrava uno dei tanti fuoristrada fuori controllo. La realtà, una volta sul posto, si è rivelata più complessa. Il quad era finito fuori strada in una zona impervia, sulle colline che circondano Passignano sul Trasimeno. L’impatto contro l’albero ha sbalzato il passeggero, che è rimasto a terra con una gamba probabilmente fratturata. Il conducente, illeso, ha lanciato l’allarme.
Sul posto sono accorsi i pompieri della sede centrale di Perugia e quelli del distaccamento volontario di Castiglione del Lago. Insieme a loro, i sanitari del 118 e una squadra del SASU. Per raggiungere il ferito, non bastava una semplice ambulanza: il terreno accidentato richiedeva tecniche specifiche. I vigili hanno quindi messo in campo le procedure SAF, quelle solitamente riservate a soccorsi in ambiente fluviale o alpino, con corde, barelle portantine e un’organizzazione da manuale. Un’operazione delicata, ma i tempi sono stati rapidi grazie alla sinergia con il Soccorso Alpino.
Il momento clou è arrivato con l’arrivo dell’elisoccorso Nibbio, il velivolo della regione Umbria specializzato nei trasporti d’emergenza. Il ferito, immobilizzato sulla barella, è stato issato a bordo e trasferito d’urgenza in ospedale. Le sue condizioni, al momento, non sarebbero gravi, ma la frattura richiederà un intervento chirurgico. Dopo il salvataggio, i vigili sono tornati indietro per recuperare il quad incidentato, rimosso dalla vegetazione e messo in sicurezza.

Mentre l’elicottero Nibbio atterrava all’ospedale, a decine di chilometri di distanza scattava un’altra emergenza. Erano da poco passate le 20 quando i Vigili del fuoco del distaccamento di Città di Castello sono stati allertati per un incendio all’interno di uno stabilimento produttivo nella zona industriale della città alta tiberina.
All’arrivo delle squadre, le fiamme stavano già avvolgendo un macchinario della linea di lavorazione. Il fumo si era diffuso rapidamente, ma per fortuna all’interno non c’erano operai rimasti intrappolati. I pompieri hanno schierato un’APS (Auto Pompa Serbatoio) e un’ABP (Auto Botte Pompa), due mezzi pesanti che consentono sia di erogare acqua sia di trasportare grandi quantità di liquido per attacchi prolungati.
L’intervento è stato lungo e minuzioso: non bastava spegnere il rogo, bisognava anche raffreddare le strutture vicine per evitare che l’incendio si propagasse ad altri macchinari o alle pareti della fabbrica. “Le fiamme erano ben alimentate dal materiale del macchinario, probabilmente plastica e cavi elettrici”, ha raccontato un vigile del fuoco uscito dallo stabilimento con la divisa ancora sporca di fuliggine.
L’intervento si è concluso intorno alle 22. I vigili hanno poi avviato le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area. Sul posto sono arrivati anche i tecnici della fabbrica e i periti assicurativi, che dovranno quantificare i danni al macchinario – probabilmente distrutto – e alla struttura, che ha subito danni da fumo e calore. Le cause del rogo sono ancora in corso di accertamento. Tra le ipotesi al vaglio, un corto circuito o un surriscaldamento del motore, ma al momento non c’è alcuna certezza. Nessuna conseguenza per i lavoratori presenti, tutti evacuati prima dell’arrivo delle fiamme.