Un incidente autonomo, due feriti estratti dalle lamiere e un carico da quasi 6 chilogrammi di hashish nascosto nel bagagliaio. Da quel pomeriggio di fine autunno sulla E45, per due uomini della provincia di Latina è cominciata una discesa agli inferi fatta di ospedale, piantonamento e ora una doppia misura cautelare. Sono scattate in queste ore due nuove misure cautelari a carico dei conducenti dell'auto che, lo scorso 10 ottobre 2025, si era ribaltata lungo la E45 all’altezza di San Gemini.
La Polizia di Stato di Terni, al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura, ha eseguito gli arresti domiciliari per il 37enne di nazionalità argentina e l’obbligo di dimora per il 46enne italiano, entramri residenti in provincia di Latina. Ma la vicenda, come spesso accade in cronaca, ha avuto un prologo ben più rocambolesco, fatto di soccorsi notturni e scoperte casuali.

Era il primo pomeriggio di venerdì 10 ottobre quando, lungo la statale 3 bis E45, all’altezza dello svincolo di San Gemini, un’auto con a bordo i due uomini ha perso il controllo, ribaltandosi più volte prima di terminare la sua corsa contro il guardrail. L’impatto è stato violento: i due occupanti sono rimasti incastrati tra le lamiere. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che li hanno estratti dall’abitacolo, e il personale del 118, che li ha stabilizzati e trasportati d’urgenza all’ospedale Santa Maria di Terni in condizioni definite serie. La carreggiata è stata parzialmente chiusa per consentire i soccorsi e i rilievi, provocando disagi al traffico in direzione Terni.
Mentre i sanitari prestavano le prime cure, gli agenti della Polizia Stradale di Città di Castello e della Squadra Volante di Terni, intervenuti per i rilievi, hanno notato all’interno del veicolo una borsa di plastica dall’aspetto sospetto. Dall’ispezione è emersa la presenza di numerosi panetti di hashish, per un peso complessivo di circa 5,7 chilogrammi. Insieme allo stupefacente sono stati sequestrati anche tre telefoni cellulari e altro materiale ritenuto utile per ricostruire i contatti e le eventuali ramificazioni dell’attività di spaccio. Il successivo test di laboratorio ha confermato la positività della sostanza ai cannabinoidi.

I due uomini, ancora ricoverati per le ferite riportate nell’incidente, sono stati formalmente dichiarati in stato di arresto per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio in concorso. Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, entrambi sono stati trattenuti presso il nosocomio in stato di piantonamento da parte della Polizia di Stato. Un particolare, quest'ultimo, che rende l'idea della metamorfosi vissuta dai due in poche ore: da feriti bisognosi di cure a detenuti sotto scorta in una stanza d'ospedale.
La mattina di martedì 14 ottobre si è tenuta l'udienza di convalida davanti al Gip di Terni, Francesco Maria Vincenzoni. Presenti i due indagati, difesi dall'avvocato Laura Crescioni del Foro di Terni. In quella sede, il giudice ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza (in provincia di Latina) per il 46enne italiano, con divieto di assentarsi nelle ore notturne. Per il 37enne argentino, invece, non furono applicate misure in quella fase.
Ma la vicenda giudiziaria non si è chiusa lì. Nei loro confronti, il questore di Terni, Michele Abenante, ha anche adottato la misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio, che impone ai due di non fare più ritorno nel comune di Terni per un periodo di tre anni. Una sorta di “doppia pena” accessoria che si aggiunge alle conseguenze penali.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Terni e sviluppata dalla Squadra Mobile, non si è però fermata al ritrovamento. Gli investigatori hanno analizzato i telefoni, i loro spostamenti e i collegamenti con la provincia di Latina, riuscendo a raccogliere quelli che la Questura definisce “gravi indizi di colpevolezza”. A distanza di circa tre mesi dall'incidente, l’Autorità giudiziaria ha emesso le due nuove misure cautelari personali. Per il 37enne argentino sono scattati questa volta gli arresti domiciliari, mentre per il 46enne italiano è stato confermato e aggravato l’obbligo di dimora, sempre con prescrizioni sugli orari e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.